Gravissima aggressione al carcere di Taranto: agente ferito con 30 giorni di prognosi, sindacato denuncia carenze sanitarie e sicurezza
TARANTO – Un’aggressione brutale ai danni di un agente della Polizia Penitenziaria ha scosso nella notte scorsa l’Istituto Penitenziario Ionico di Taranto. La vittima, un Assistente Capo Coordinatore, è stata colpita da un detenuto affetto da gravi patologie psichiatriche durante un episodio di violenza nel reparto di osservazione. L’agente ha riportato fratture allo zigomo e alla mascella, oltre a una profonda ferita sotto l’occhio sinistro, con una prognosi iniziale di 30 giorni.
Secondo quanto riportato dalla segreteria locale del sindacato AL.Si.P.Pe, guidata dai sindacalisti Vincenzo Dragone e Francesca Guerrieri, l’aggressione è avvenuta dopo che il detenuto, già noto per instabilità psichica, aveva distrutto la propria cella e colpito l’agente con la gamba di un tavolo, arrivando anche ad appiccare il fuoco alle suppellettili. Gli interventi degli altri agenti e della Sorveglianza Generale non sono stati sufficienti a impedire le gravi lesioni.
Il Segretario Regionale AL.Si.P.Pe, Dott. Roger Durante, ha sottolineato come l’episodio non sia un “incidente isolato”, ma la conseguenza di una gestione carceraria inadeguata per soggetti con patologie psichiatriche. Dopo la chiusura degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari e la cronica carenza di posti nelle Residenze per l’Esecuzione delle Misure di Sicurezza (REMS), le sezioni detentive si sono trasformate in veri e propri “bacini di raccolta” per detenuti ingestibili. Gli agenti si trovano oggi a svolgere funzioni di assistenza sanitaria senza formazione né strumenti adeguati, in violazione delle norme sulla sicurezza sul lavoro.
Durante ha inoltre evidenziato come la presenza di detenuti non trattati psichiatricamente comprometta la funzione rieducativa della pena e la sicurezza degli altri ristretti, trasformando il carcere in un luogo di mera contenzione.
Il sindacato chiede con urgenza interventi del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria e del Ministero della Giustizia per rivedere i protocolli di gestione dei detenuti psichiatrici e potenziare i presidi medici specialistici h24. Si richiede inoltre l’adozione di strumenti di contenimento sicuri e il pieno supporto legale e sanitario per l’agente ferito.
“Se lo Stato abdica al proprio dovere di garantire la sicurezza del personale penitenziario, a fallire non è solo l’Amministrazione, ma l’intero sistema democratico”, conclude il Segretario Regionale AL.Si.P.Pe Puglia, Dott. Roger Durante.
