Il ricordo di un luogo malfamato di Bari: La Socia
VITTORIO POLITO - Alessandro Concordia e Piero Donadio hanno recentemente pubblicato per i tipi di WIP Edizioni, il tascabile della collana “Gli introvabili”, «Il figlio della “socia”» con prefazione di Piero Ladisa.
Si tratta di una fiaba ispirata all’ultima casa di tolleranza barese, che all’epoca era situata nell’attuale Piazza Luigi di Savoia, di fronte al Santuario di Sant’Antonio.
Il malfamato casermone di case popolari, inaugurato nel 1880 e demolito nel 1962, non era altro che un simbolo di degrado, prostituzione e malaffare.
Di quell’edificio non rimane più niente se non fabbricati di civili abitazioni che nulla hanno a che vedere con il precedente stabile. Un luogo, che all’epoca, era tutto concesso.
Piero Ladisa che firma la prefazione scrive: “Come se il diritto in quelle stanze non avesse potere giurisdizionale. Come se la giustizia trovasse la porta chiusa”.
“La Socia”, all’epoca era un alveare di crimini, prostituzioni, condizioni igieniche disastrose e un andirivieni di losche figure al margine che entravano ed uscivano come fantasmi.
Gli autori ne fanno un piacevole racconto ricordando alcune curiosità dell’epoca e facendo citazioni anche in dialetto che vorrebbe essere barese ma barese non è, e che avrebbero bisogno di ritocchi, anche per facilitare la lettura.
Un tascabile da leggere in un quarto d’ora che ci riporta indietro di oltre sessant’anni, ricordando anche i tristi periodi delle ultime guerre mondiali.
