Iran, Prandini: “Con il conflitto rischio aumento costi lungo tutta la filiera agroalimentare”



“La guerra in Medio Oriente rischia di far esplodere anche prezzi e costi, tra energia e fertilizzanti, sommandosi agli effetti del conflitto in Ucraina“.

“Purtroppo il rischio di un nuovo shock energetico è concreto. Dalla guerra tra Russia e Ucraina ci portiamo ancora dietro aumenti che non sono mai rientrati: negli ultimi quattro anni i fertilizzanti hanno registrato un +46% e l’energia un +66%. Questo nuovo scontro bellico, oltre a rappresentare un dramma umano, rischia di compromettere nuovamente equilibri fondamentali per garantire continuità al lavoro delle nostre imprese agricole“. Lo ha affermato il presidente della Coldiretti Ettore Prandini a margine della mobilitazione al Palapartenope di Napoli con cinquemila soci agricoltori.

Rincari lungo tutta la filiera agroalimentare

“Prevediamo ulteriori rincari sia sul fronte energetico sia su quello dei fertilizzanti e dei concimi chimici. Non va dimenticato che da queste aree proviene oltre il 25% della disponibilità globale e più del 33% dei fertilizzanti utilizzati nel mondo – ha ricordato Prandini –: eventuali interruzioni avrebbero un impatto diretto sia sui costi sia sulla disponibilità dei prodotti. Le conseguenze sarebbero inevitabili: aumento dei costi di gestione lungo tutta la filiera agroalimentare e, a cascata, crescita dei prezzi per cittadini e consumatori“.

Il precedente dell’inflazione alimentare

Lo scoppio della guerra in Ucraina, con l’aumento di tutti i principali fattori energetici, aveva impattato pesantemente sui prezzi nel carrello, e l’inflazione media annua per i prodotti alimentari era passata dallo 0,6% del 2021 al 9,1% del 2022 e al 10% del 2023, secondo l’analisi Coldiretti su dati Istat.

Appello all’Europa e stop a nuovi oneri

“Quando crescono i costi di produzione, l’effetto si riflette sul costo della vita. Per questo è fondamentale intervenire con tempestività, anche a livello europeo, con misure di sostegno concrete per non compromettere la competitività delle nostre imprese sui mercati, compresi quelli internazionali, e per garantire l’approvvigionamento alimentare. Occorre inoltre evitare – ha concluso il presidente della Coldiretti – che strumenti come il CBAM aggiungano ulteriori oneri a prodotti già realizzati all’interno del contesto europeo. L’Europa deve agire rapidamente per tutelare il settore agricolo e assicurare stabilità e sicurezza alimentare“.