Misteri e bellezze di Russia tra fede, architettura, divinità pagane


FRANCESCO GRECO.
ROMA – È la fusione di tre popoli, culture, etnie, civiltà: Slavi, Bizantini e Norreni, che dà vita al ceppo dei Rus.

La loro storia, il Pantheon, l’architettura, le guerre, le conversioni, aneddoti su Gengis Khan, il principe Vladimir e Alexandr Nevski e quant’altro sono stati gli argomenti del secondo incontro con lo storico, antropologo, esperto di sincretismi culturali Silvio Marconi alla Casa Russa di Roma (andranno avanti fino a giugno).

In una serata molto intensa e partecipata in cui abbiamo conosciuto anche i dolcetti tipici russi. E che si è conclusa con la proiezione di un video sulle cittadelle fortificate russe.

Un Pantheon molto affollato quello della Russia pre-cristiana, quasi quanto quello greco e romano, divinità comunque non antropomorfe…

Vanno distinte diverse fasi; in una più antica, di matrice sciamanica, in cui effettivamente le entità sovrannaturali sono ROD, che non è una divinità personificata ma rappresenta il Fato ed è denominato con una serie di epiteti che lo collegano ai fenomeni naturali, e la sua paredra ZIVA, che rappresenta la fertilità; in una seconda fase SVAROG, inizialmente epiteto di ROD, è reso autonomo a rappresentare il Cielo, ma anche il sole.

In una terza e successiva fase, invece, si struttura un vero insieme di divinità (assai simile a quello norreno e germanico) senza che scompaiano le radici sciamaniche e perciò queste, a partire dall'entità suprema PERUN, sono sia personificate come quelle greche e germaniche, sia al tempo stesso con caratteri vegetali e animali come le entità sciamaniche.

Infatti ad esempio il nome PERUN viene dal protoindoeuropeo PERKW che significa "quercia", albero associato anche nella mitologia norreno-germanica a THOR e PERUN e THOR sono dei del tuono (come lo stesso Zeus greco) ma PERUN è associato anche alle montagne, al cavallo (uno degli animali delle culture sciamaniche protostoriche delle aree siberiane, uraliche e delle steppe) e perfino alle punte di freccia in pietra paleolitiche che nella protostoria russa venivano ritrovate nella terra e chiamate appunto "frecce di Perun" in una sorta di protoarcheologia mitizzante.

Alexandr Nevskij è l’ideatore della Russia moderna, che nasce dalle sue visioni?

No, il principe di Novgorod (a cui abbiamo intitolato il Club e di cui si parlerà più in là nel corso dell'anno) non fonda alcuna modernità russa e non si distacca affatto dagli altri personaggi della Storia russa dell'epoca; semplicemente, come ho sottolineato nell'incontro che pure non era dedicato a lui, è l'atteggiamento popolare e anche religioso verso la figura dell'eroe e le vicende belliche che muta (non per sua scelta ma per quella dei contemporanei e delle epoche successive) molto dopo la sua epoca, costruendo un culto apologetico verso la sua figura e le sue vittorie sulla Neva (contro gli Svedesi) e al Lago Peipus (contro i Teutonici).

Fino alla sua epoca gli eroi (come avviene anche nell'epica franco-normanna occidentale, sebbene assai falsificata come della "Chanson de Roland" che ispira pupi e carretti siciliani) non sono i vittoriosi ma coloro che sia pure sconfitti cadono in difesa della Russia, come il principe Igor, sconfitto e ucciso nel 1155 dai Polovzy (noti da noi come Cumani), esaltato nel "Canto della schiera di Igor" e in tante opere letterarie e musicali (fra cui la versione musicale di Borodin). Non a caso Nevskij è stato santificato ed è diventato simbolo della resistenza russa contro gli invasori, in particolare germanici, anche grazie al film (commissionato da Stalin nel 1938) di Ejzenstejn.

La conversione al Cristianesimo del Principe Vladimir fu dettata da opportunismo?

Certamente, come quella stessa di Costantino, per rafforzare il potere del protostato russo appoggiandosi a Costantinopoli; del resto pochi anni prima della conversione Vladimir aveva creato attorno alla sua dimora templi alle principali divinità pagane della Rus.

Avvenne perché l'imperatore di Costantinopoli Basilio II chiese aiuto militare alla Rus contro le orde dei Bulgari e Vladimir chiese in cambio la mano della figlia dell'imperatore, il che significava far entrare la Rus nell'asse di legittimazione dell'Impero di Costantinopoli, ma Basilio pose come condizione (che fu accettata da Vladimir) la conversione al Cristianesimo del principe e (come avveniva allora) di tutti i suoi sudditi.

Ci ha colpito l’assenza di castelli in Russia, solo fortificazioni: qual è il background storico e culturale di questa costante architettonica?

Il castello occidentale è strumento di dominio feudale sui propri sudditi ridotti forzatamente a oppressi da invasori stranieri (fra cui primeggiano i Normanni prima, i Franchi poi), da quelli in Inghilterra a quelli nel Sud d'Italia, a quelli in Francia.

I Norreni giunti al potere nella Rus invece si integrano nel giro di 30 anni con gli Slavi, al punto da perdere la loro lingua a favore del paleoslavo (pur essendo il paleoslavo inizialmente scritto su corteccia di betulla in caratteri runici norreni, fino all'avvento del glagolitico e del cirillico); nelle vaste pianure russe, le fortificazioni non sono elementi di dominio sui sudditi ma opere di difesa contro invasori esterni (Mongoli, Svedesi, Cavalieri Teutonici, poi Ottomani, ecc.) anche perché il potere centrale, a differenza di quello carolingio, non struttura un sistema di deleghe feudali e lo stesso scontro al tempo di Ivan "il temuto" (questa è la vera traduzione del termine "grozny" che erroneamente viene scambiato per "terribile") contro i boiardi non riguarda diritti feudali, mai posseduti da essi, ma la proprietà della terra, che Ivan riavoca allo Stato, ossia a se stesso.

Gengis Khan è il “padre” di milioni di discendenti: ansia di immortalità o c’è dell’altro?

Le due cose, certamente è un fattore identitario collettivo mitizzato e mitizzante di una Mongolia che cerca una sua specificità, ma è anche un fatto provato dagli studi genetici; egli ebbe innumerevoli concubine e fu assai prolifico.

Naturalmente questa è solo una curiosità e non significa pressoché nulla sul piano storico e perfino etnico perché coloro che hanno in sé tracce del suo DNA supposto (non è mai stata trovata la tomba sua e quindi si opera sui resti di quelle dei discendenti diretti) sono poi portatori in tutta l'Eurasia (e con le migrazioni transoceaniche in tutto il Pianeta) dei risultati plurisecolari di incroci di genti di tutti i tipi: africane, mediorientali, nordiche, indiane, cinesi, aborigene, ecc.! Discendenze pure semplicemente sul Pianeta non esistono di alcun personaggio o popolo!