Processo “Codice Interno”: 9 anni di carcere per Giacomo Olivieri per scambio politico-mafioso


BARI – Il Giacomo Olivieri è stato condannato a 9 anni di carcere dal Gup del Tribunale di Bari Giuseppe De Salvatore nell’ambito dell’inchiesta “Codice Interno”. L’ex consigliere regionale è stato ritenuto responsabile di un accordo elettorale illecito con esponenti della criminalità organizzata barese per favorire l’elezione della moglie, Maria Carmen Lorusso, alle Comunali del 2019. La pena comprende 8 anni per voto di scambio e 1 anno per tentata estorsione, oltre a una multa di 2mila euro.

Secondo il giudice, Olivieri avrebbe partecipato consapevolmente a un sistema di scambio politico-mafioso, avvalendosi di intermediari vicini ai clan Parisi-Palermiti di Japigia e coordinandosi con Tommaso Lovreglio, figura chiave nei rapporti tra politica e criminalità. Le motivazioni, contenute in 1.723 pagine, ricostruiscono anche le attività criminali del clan, dai traffici di droga e armi alle estorsioni, fino all’influenza sul consenso elettorale.

Il Gup ha respinto la linea difensiva secondo cui Olivieri non fosse consapevole della matrice mafiosa dei suoi interlocutori, ritenendo invece dimostrata la piena conoscenza dei meccanismi di gestione del voto.

L’inchiesta ha evidenziato inoltre un presunto sistema di infiltrazione nella pubblica amministrazione, in particolare all’interno dell’azienda municipalizzata Amtab. Secondo le dichiarazioni dei collaboratori di giustizia, riscontrate dalle intercettazioni, il clan Parisi avrebbe imposto assunzioni clientelari, trasformando l’azienda in uno strumento di collocamento per persone vicine all’organizzazione criminale. Il Gup parla di “una saldatura stabile tra criminalità organizzata e ricerca del consenso politico”.