UniBa, inaugurazione anno accademico: tra ricerca, pace e impegno civile
BARI – Nel giorno dell’inaugurazione del 101° anno accademico dell’Università Aldo Moro di Bari, il rettore Roberto Bellotti ha aperto il suo primo discorso ufficiale ricordando il predecessore Stefano Bronzini e illustrando i traguardi dell’ateneo.
Bellotti ha sottolineato l’impatto nazionale della partecipazione di UniBa ai grandi progetti di ricerca, con circa 140 milioni di euro su un totale di 3,2 miliardi finanziati per centri nazionali e partenariati estesi. Riguardo al PNRR, l’università ha reclutato oltre cento ricercatori e ha ottenuto significativi risultati in ambiti quali cultura, intelligenza artificiale, cybersecurity, tecnologie quantistiche, neuroscienze, malattie dell’invecchiamento, agricoltura di precisione e sicurezza alimentare.
Tra le novità annunciate vi sono l’estensione degli orari delle sale studio, compreso il weekend, e la creazione dell’Osservatorio sugli accordi di cooperazione in aree sensibili e di conflitto, organo consultivo a composizione paritetica che monitorerà progetti scientifici e didattici in zone geopoliticamente delicate. Il rettore ha concluso ribadendo l’impegno per uno sviluppo equo e sostenibile dell’università e della comunità studentesca.
La voce degli studenti: l’università come presidio di pace
Durante la cerimonia, Melika, studentessa iraniana, ha preso la parola richiamando l’attenzione sull’articolo 11 della Costituzione e sul ripudio della guerra. “L’università non può essere neutrale mentre venti di guerra soffiano in ogni parte del mondo e si consumano genocidi di popoli”, ha dichiarato, ricordando la sofferenza dei palestinesi, delle studentesse afgane, dei dimenticati del Congo e dell’Ucraina.
Melika ha sottolineato l’importanza dell’accoglienza e della libertà di studio, definendo l’università come luogo di formazione personale e di trasformazione sociale: “Senza sapere non può esserci libertà, ma solo sudditanza. L’ateneo deve essere autonomo, libero e indipendente, senza piegarsi a logiche di guerra, profitti e oppressioni”.
Il suo intervento ha ribadito il ruolo dell’università come spazio di cura e protezione, in cui garantire percorsi di studio anche per chi proviene da contesti di conflitto, mettendo in luce il valore dei corridoi universitari e dell’impegno civile nella formazione accademica.
In sintesi, l’inaugurazione dell’anno accademico 2025-2026 a UniBa ha unito il bilancio dei successi scientifici e formativi dell’ateneo con una forte testimonianza etica e politica sul ruolo dell’università come presidio di libertà, pace e responsabilità sociale.

