Venezia, Vigna 'Cavaliere del Leone d’Oro' per l’inclusività dei disabili nel mondo della ristorazione
FRANCESCO GRECO - VENEZIA – Motivazione: "Per la valorizzazione del territorio dei giovani professionisti delle aziende ma soprattutto nel sociale portando progetti di inclusioni per ragazzi diversamente abili".
La bacheca dello chef pugliese Mirco Antonio Vigna (executive al "Messapia" di Santa Maria di Leuca) si arricchisce di un ulteriore, prestigioso riconoscimento.
E questo appena ricevuto a Venezia è importantissimo: "Cavaliere del Leone d’Oro", all’arte, la cultura e l’imprenditoria italiana, è nato quasi 80 anni fa: nel 1947.
Premessa: "La sua storia ha radici profonde, intrecciate con la tradizione di Venezia e la sua secolare vocazione all’arte e alla cultura".
Ecco il background: l’origine risale addirittura al 1932, quando in Laguna nasce la Mostra del Cinena, il più antico festival cinematografico al mondo.
In principio era detto "Coppa Mussolini" ed era destinato al film italiano e straniero più bello (fino al 1942).
Viene rimodulato, appunto, nel dopoguerra (1947), quando diviene "Premio Internazionale Leone di San Marco", ma è nel 1954 che diventa definitivamente "Premio Leone d’Oro" (come storicamente è noto, simbolo secolare della Serenissima Repubblica di Venezia).
Nel tempo, il Premio dunque ha allargato i suoi orizzonti, andando oltre la settima arte, il cinema e premiando eccellenze di altri comparti, sempre però inerenti la creatività: nello specifico, la solidarietà e l’impegno sociale.
Vigna in effetti ospita spesso, a Leuca, dei laboratori di cucina e di pasticceria al "Messapia Hotel & Resort", insegnando l’arte a disabili e down, che rispondono con impegno e passione, imparando a cucinare piatti abbastanza complessi e a realizzare i dolci.
In tal modo crea per loro delle opportunità lavorative. Performance la cui eco è giunta sino al Veneto, dove l’Accademia del Leone d’Oro, tramite il suo Comitato, ha inteso attribuirgli l’ambitissimo riconoscimento destinato a "opere silenziose, costanti, generose".
