'We Meet': al Nuovo Teatro Verdi di Brindisi le musiche di Leo, Corelli, Händel e Vivaldi


BRINDISI - Il Barocco, nei suoi molteplici aspetti, non appartiene solo al passato quando incontra il talento dei giovani interpreti. È da questa idea che prende forma "We MEET", il concerto in programma domenica 22 marzo alle ore 20.00 nel foyer del Nuovo Teatro Verdi di Brindisi, nell’ambito del Barocco Festival “Leonardo Leo”, che da quasi trent’anni affianca alla programmazione concertistica un lavoro di studio e valorizzazione della musica antica. L’appuntamento, organizzato in collaborazione con la Fondazione Nuovo Teatro Verdi, si inserisce in un percorso condiviso con i Comuni di San Vito dei Normanni e di Brindisi.

Ingresso con ticket simbolico di 3 euro, al botteghino del teatro e online su rebrand.ly/WeMEET. Conduce la serata il giornalista Antonio Celeste. Info T. 3470604118.

"We MEET" è il risultato di un percorso di formazione e perfezionamento guidato da due specialisti, Cosimo Prontera, direttore al cembalo, e Raffaele Tiseo, primo violino, figure di riferimento dell’orchestra barocca "La Confraternita de’ Musici": saranno loro a guidare venti giovani professionisti di SalentOpera, realtà strutturata del panorama musicale salentino coinvolta in un’esperienza che unisce pratica d’insieme e consapevolezza interpretativa. Il titolo stesso del progetto, "We MEET", contiene il senso dell’iniziativa: incontrarsi attorno alla musica, ma anche incontrarsi dentro la musica, attraversando un patrimonio di forme, stili, trattati e scritture che ha segnato circa duecentocinquant’anni di civiltà europea.

Il programma della serata sarà dedicato a quattro grandi protagonisti del Barocco europeo, Leonardo Leo, Arcangelo Corelli, Georg Friedrich Händel e Antonio Vivaldi, figure che, pur appartenendo al medesimo orizzonte storico, ne esprimono anime diverse e complementari. Leonardo Leo, figura eminente della scuola musicale napoletana, testimonia l’altezza di una tradizione che seppe coniugare sapienza contrappuntistica, eleganza melodica e chiarezza costruttiva, consegnando al Settecento italiano una voce di grande raffinatezza e autorevolezza. Corelli rappresenta la misura, l’equilibrio, la nobiltà dell’architettura sonora: nella sua scrittura il discorso musicale acquista ordine, chiarezza e una composta intensità espressiva che farà scuola in tutta Europa. Händel, cosmopolita per formazione e destino, porta invece nel Barocco una visione solenne, teatrale, capace di fondere grandezza formale e immediatezza comunicativa in una sintesi di straordinaria forza. Infine, Vivaldi incarna il movimento, il colore, l’invenzione impetuosa: la sua scrittura concertistica, attraversata da slancio ritmico e brillantezza violinistica, trasforma la forma in energia viva, in gesto sonoro capace ancora oggi di sorprendere.

"We MEET" si affianca a un’altra importante iniziativa del Festival, "Talenti all’Organo", rassegna pensata come vetrina per giovani musicisti professionisti chiamati a confrontarsi sul palco alla pari con artisti più affermati, in un dialogo che supera ogni barriera generazionale. Anche in questo si riconosce una delle linee più qualificanti del Barocco Festival: fare della tradizione un luogo aperto più che un recinto, nel quale il sapere si trasmette attraverso il confronto tra età e percorsi diversi.

Non a caso il concerto porta significativamente il titolo "I Concerti": in questa formula risuona tutta l’idea del concorrere, del convergere di esperienze, studi e linguaggi nello stesso spazio espressivo. A conferma che questo repertorio, per quanto nato in un altro tempo, conserva una sorprendente prossimità con la sensibilità di oggi.