Banca Popolare di Bari condannata: dovrà restituire 300mila euro a una risparmiatrice, confermata la sentenza d’appello


BARI - La Corte d’Appello di Bari ha confermato la condanna nei confronti della Banca Popolare di Bari (oggi riorganizzata nel gruppo bancario del Mezzogiorno), obbligandola a restituire circa 300mila euro a una cliente che aveva investito in strumenti finanziari poi risultati ad alto rischio.

La decisione conferma integralmente la sentenza di primo grado e respinge il ricorso presentato dall’istituto di credito, chiudendo così un contenzioso legato alla vendita di azioni e obbligazioni considerate “illiquide e particolarmente rischiose”.

Secondo quanto riportato da Konsumer Italia, la banca non avrebbe fornito alla cliente un’informazione adeguata e completa sui rischi connessi agli investimenti proposti. In particolare, i giudici hanno sottolineato l’assenza di una comunicazione chiara e comprensibile, ritenuta fondamentale soprattutto in presenza di prodotti finanziari complessi.

La vicenda riguarda una risparmiatrice che, dopo un grave incidente che le aveva causato disabilità motorie, aveva investito parte dell’indennizzo ricevuto su suggerimento del direttore di una filiale in provincia di Foggia. La donna, assistita dall’avvocato Massimo Melpignano, responsabile banca e finanza dell’associazione, ha contestato sin dall’inizio la mancata trasparenza dell’operazione.

Nelle motivazioni, la Corte ha ribadito che la sola sottoscrizione di moduli standardizzati non è sufficiente a dimostrare il corretto assolvimento degli obblighi informativi da parte dell’intermediario. Particolare rilievo è stato dato anche alla condizione di fragilità del cliente e alla sua scarsa esperienza in ambito finanziario.

I giudici hanno inoltre evidenziato che gli intermediari sono tenuti a fornire informazioni personalizzate, calibrate sul profilo del risparmiatore e sul livello di rischio degli strumenti proposti, sottolineando anche il possibile conflitto di interessi nel collocamento di prodotti emessi dalla stessa banca.

Per il legale della risparmiatrice, la sentenza rappresenta un precedente significativo: viene rafforzato il principio secondo cui la tutela del cliente passa attraverso trasparenza, consulenza adeguata e informazione completa, elementi considerati essenziali nei rapporti tra banche e risparmiatori.