Dopo il divorzio dalla Roma, il sogno azzurro: potrebbe essere il momento giusto per Ranieri CT
NICOLA RICCHITELLI - Nel calcio, come nella vita, il tempismo è tutto. Fino a poche settimane fa, l'idea
di vedere Claudio Ranieri sulla panchina della Nazionale sembrava un treno ormai passato, respinto
dallo stesso tecnico per amore della sua Roma. Oggi, dopo il brusco e inaspettato divorzio dal club
giallorosso, quel treno è tornato in stazione, e stavolta il semaforo è verde.
L'addio di Ranieri al ruolo di Senior Advisor della Roma non è stato il dolce commiato che molti si aspettavano. Le sue recenti dichiarazioni hanno chiarito che non si è trattato di una scelta condivisa: "È stata una determinazione unilaterale della società", ha spiegato il tecnico, smentendo le voci di dimissioni volontarie. Un'uscita di scena amara che, però, lo libera immediatamente da ogni vincolo contrattuale.
Già nel giugno 2025, la Federazione aveva individuato in "Sir Claudio" l'uomo della rinascita per il dopo-Spalletti. All'epoca, il cuore ebbe la meglio sull'ambizione azzurra: Ranieri scelse di restare a Trigoria per aiutare i Friedkin a stabilizzare l'ambiente. Ora che quel legame è spezzato, il presidente Gravina sembra intenzionato a tornare alla carica.Mai come oggi il calcio italiano sembra un cantiere a cielo aperto. Il terremoto che ha abbattuto i vertici della FIGC e il brusco addio di Claudio Ranieri alla Roma stanno disegnando un incrocio del destino che potrebbe portare "Sir Claudio" a essere l'uomo della provvidenza per la rinascita azzurra.
Con le dimissioni di Gabriele Gravina, rassegnate lo scorso aprile dopo il disastro della mancata qualificazione mondiale, il calcio italiano è entrato in una fase di commissariamento di fatto. In attesa delle elezioni del 22 giugno, che vedranno la sfida tra Giovanni Malagò e Giancarlo Abete, la panchina dell'Italia — lasciata vacante da Gennaro Gattuso — è il buco nero più profondo del nostro sport.
In questo vuoto di potere si è inserita, come un fulmine a ciel sereno, la rottura tra Ranieri e la Roma. Quello che doveva essere un tranquillo finale di carriera da Senior Advisor si è trasformato in una "determinazione unilaterale della società", come l'ha definita lo stesso tecnico. Una ferita per il popolo giallorosso, ma una clamorosa opportunità per la Nazionale: Ranieri è ora libero da ogni vincolo, nel momento di massima necessità della maglia azzurra.
L'addio di Ranieri al ruolo di Senior Advisor della Roma non è stato il dolce commiato che molti si aspettavano. Le sue recenti dichiarazioni hanno chiarito che non si è trattato di una scelta condivisa: "È stata una determinazione unilaterale della società", ha spiegato il tecnico, smentendo le voci di dimissioni volontarie. Un'uscita di scena amara che, però, lo libera immediatamente da ogni vincolo contrattuale.
Già nel giugno 2025, la Federazione aveva individuato in "Sir Claudio" l'uomo della rinascita per il dopo-Spalletti. All'epoca, il cuore ebbe la meglio sull'ambizione azzurra: Ranieri scelse di restare a Trigoria per aiutare i Friedkin a stabilizzare l'ambiente. Ora che quel legame è spezzato, il presidente Gravina sembra intenzionato a tornare alla carica.Mai come oggi il calcio italiano sembra un cantiere a cielo aperto. Il terremoto che ha abbattuto i vertici della FIGC e il brusco addio di Claudio Ranieri alla Roma stanno disegnando un incrocio del destino che potrebbe portare "Sir Claudio" a essere l'uomo della provvidenza per la rinascita azzurra.
Con le dimissioni di Gabriele Gravina, rassegnate lo scorso aprile dopo il disastro della mancata qualificazione mondiale, il calcio italiano è entrato in una fase di commissariamento di fatto. In attesa delle elezioni del 22 giugno, che vedranno la sfida tra Giovanni Malagò e Giancarlo Abete, la panchina dell'Italia — lasciata vacante da Gennaro Gattuso — è il buco nero più profondo del nostro sport.
In questo vuoto di potere si è inserita, come un fulmine a ciel sereno, la rottura tra Ranieri e la Roma. Quello che doveva essere un tranquillo finale di carriera da Senior Advisor si è trasformato in una "determinazione unilaterale della società", come l'ha definita lo stesso tecnico. Una ferita per il popolo giallorosso, ma una clamorosa opportunità per la Nazionale: Ranieri è ora libero da ogni vincolo, nel momento di massima necessità della maglia azzurra.
