FAI Bari, Leonetti e Fina raccontano la visione di Giulia Maria Crespi e la tutela del patrimonio italiano
LUIGI GRIECO - Nella splendida cornice del Circolo della Vela di Bari si è svolto un incontro dedicato alla figura di Giulia Maria Crespi, fondatrice del FAI – Fondo Ambiente Italiano, e alla sua instancabile opera di difesa del patrimonio storico, artistico e paesaggistico del Paese.
A ripercorrerne la storia sono stati Gioacchino Leonetti, capo delegazione FAI Bari, e il dott. Antonio Fina, che hanno illustrato ai presenti il percorso umano e culturale di una donna considerata tra le più importanti protagoniste del mecenatismo italiano contemporaneo.
Nata in una famiglia lombarda legata all’industria cotoniera ed erede di Cristoforo Crespi, fondatore del villaggio operaio di Crespi d’Adda, Giulia Maria Crespi mostrò sin da giovane una particolare sensibilità verso i temi ambientali e culturali, aderendo anche a Italia Nostra.
Nel corso dell’incontro è stato ricordato anche il suo ruolo alla guida della proprietà del Corriere della Sera, dove favorì l’ingresso di grandi firme e contribuì a un cambio di orientamento editoriale che portò al commiato dell’allora direttore Giovanni Spadolini.
Ampio spazio è stato dedicato all’impegno della fondatrice del FAI nella salvaguardia dell’Appia Antica, la storica regina viarum, che attraversa anche la Basilicata e conduce fino al porto di Brindisi, l’antica Brundisium.
Leonetti ha inoltre sottolineato come Crespi finanziò personalmente l’acquisto del primo bene del Fondo, modellando il FAI sull’esempio del National Trust britannico, con una struttura capace di amministrare e valorizzare beni storici rendendoli accessibili alla collettività.
Nel corso della serata è stato ricordato come oggi il FAI registri milioni di visitatori ogni anno e rappresenti una realtà centrale nella conservazione del patrimonio nazionale. Attraverso iniziative come le Giornate FAI, infatti, molti luoghi d’arte e monumenti spesso chiusi o dimenticati tornano a essere fruibili dal pubblico.
Il capo delegazione barese ha evidenziato anche che gran parte delle risorse raccolte tramite tesseramenti e donazioni viene reinvestita in restauri conservativi e nella gestione dei beni, con particolare attenzione alla sostenibilità ambientale e ai principi della bioarchitettura.
Infine, è stato ricordato il contributo della sezione pugliese del FAI, impegnata in diversi interventi di recupero sul territorio regionale, tra cui il restauro del polittico del Vivarini, oggi custodito nella Pinacoteca Corrado Giaquinto di Bari.
Un appuntamento che ha voluto ribadire il valore della memoria e della tutela culturale, ricordando come il passato rappresenti una risorsa fondamentale nella costruzione del futuro.