Intercettata la Global Sumud Flotilla: fermati attivisti in acque internazionali, tensione diplomatica tra Israele ed Europa


CRETA - Nella notte tra mercoledì e giovedì le motovedette della Marina israeliana hanno intercettato a ovest di Creta, in acque internazionali, diverse imbarcazioni della Global Sumud Flotilla, diretta verso Gaza con un carico di aiuti umanitari.

Secondo il ministero degli Esteri israeliano, si è trattato di un “intervento indispensabile” per ragioni operative. Le autorità hanno riferito di aver fermato circa 175 attivisti e intercettato 22 delle 58 imbarcazioni coinvolte nella missione.

Tra le persone fermate risultano oltre venti cittadini italiani. In totale, secondo gli organizzatori, sarebbero 57 gli attivisti impegnati nella spedizione.

Rilascio annunciato e trasferimenti verso la Grecia

Dopo le prime tensioni diplomatiche, Israele ha annunciato che gli attivisti saranno rilasciati. Il ministro degli Esteri Gideon Sa’ar ha spiegato che, in coordinamento con il governo greco, i partecipanti saranno fatti sbarcare in Grecia nelle prossime ore.

Secondo le autorità israeliane, gli attivisti sono stati trasferiti su una nave della Marina militare e risultano in buone condizioni. “Tutti i partecipanti sono stati fatti sbarcare illesi”, ha dichiarato il ministero, ribadendo che l’operazione sarebbe avvenuta nel rispetto del diritto internazionale e con l’obiettivo di evitare escalation.

Israele sostiene inoltre che la flottiglia avrebbe tentato di ostacolare una nave mercantile israeliana, circostanza che avrebbe reso necessario l’intervento.

Le reazioni internazionali

La vicenda ha provocato reazioni immediate in Europa. Italia e Germania hanno espresso “forte preoccupazione” in una nota congiunta, mentre la Spagna ha convocato d’urgenza l’incaricata d’affari dell’ambasciata israeliana a Madrid.

Il team legale della Flotilla ha contestato la legittimità dell’operazione, sottolineando che il fermo sarebbe avvenuto a circa 150 miglia nautiche da Creta e a oltre 600 miglia da Gaza, parlando di un’azione “estremamente grave” e potenzialmente in contrasto con il diritto internazionale.

La posizione di Israele

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha rivendicato il successo dell’operazione, affermando che la Marina ha impedito alla flottiglia di raggiungere Gaza. “La missione è stata portata a termine con pieno successo”, ha dichiarato, aggiungendo che gli attivisti “continueranno a seguire Gaza su YouTube”.

Il ministro della Sicurezza nazionale Itamar Ben Gvir ha inoltre disposto che agli attivisti venga mostrato un video di 43 minuti sugli attacchi del 7 ottobre, noto come “video dell’orrore”, nell’ambito delle procedure successive al fermo.

Dibattito sul diritto internazionale

L’operazione riapre il confronto sul blocco navale di Gaza e sulla sua applicazione in acque internazionali. Diverse parti sollevano dubbi sulla compatibilità dell’intervento con il diritto internazionale, mentre Israele ribadisce la necessità di garantire sicurezza e prevenire provocazioni.

La situazione resta in evoluzione, con gli attivisti in fase di trasferimento e le diplomazie europee impegnate a chiarire modalità e conseguenze dell’operazione.