Ostuni, fine anticipata dell'amministrazione comunale: luci e ombre dell’esperienza guidata da Angelo Pomes


OSTUNI (BR)
- Nel tardo pomeriggio di lunedì 27 aprile, tredici consiglieri comunali di Ostuni si sono recati presso lo studio di un notaio per rassegnare le proprie dimissioni.

Si tratta di cinque consiglieri dell’area socialista, Laura Greco consigliere indipendente e sette rappresentanti del centrodestra, eletti nelle liste di Forza Italia, Fratelli d’Italia e nelle civiche di centrodestra Obiettivo Comune e Per Ostuni.

L’atto firmato ha così determinato lo scioglimento anticipato del consiglio comunale della Città Bianca.

La recente caduta dell’amministrazione comunale di Ostuni ha segnato, dunque, la fine di un’esperienza politica che, tra difficoltà e tensioni interne, ha comunque lasciato alcune tracce significative sul territorio.

Al centro di questa stagione amministrativa c’è la figura del sindaco Angelo Pomes, il cui operato merita una valutazione più articolata rispetto al semplice epilogo della crisi.

La fine anticipata del mandato è stata determinata da una serie di fratture politiche e da un progressivo indebolimento della maggioranza, elementi che hanno reso sempre più complessa la governabilità.

Tuttavia, ridurre l’intera esperienza amministrativa a questo esito rischia di oscurare i risultati raggiunti in diversi ambiti.

Uno dei punti di forza dell’azione amministrativa di Pomes è stato l’impegno per la valorizzazione del patrimonio urbano e turistico. Ostuni, già meta consolidata, ha visto negli ultimi anni un ulteriore rafforzamento della propria immagine, grazie a interventi mirati sulla promozione culturale e sulla riqualificazione di spazi pubblici. In questo contesto, l’amministrazione ha cercato di coniugare sviluppo turistico e tutela dell’identità locale, un equilibrio non sempre semplice ma fondamentale per una città con una forte vocazione storica.

Non meno rilevante è stato il lavoro svolto sul fronte dei servizi e delle infrastrutture. Pur tra vincoli di bilancio e complessità burocratiche, sono stati avviati progetti destinati a migliorare la vivibilità urbana, dalla manutenzione di alcune aree cittadine al potenziamento di servizi essenziali. In diversi casi si è trattato di interventi meno visibili mediaticamente, ma importanti nella quotidianità dei cittadini.

Va inoltre riconosciuto il tentativo di instaurare un dialogo più diretto con la comunità, attraverso iniziative di partecipazione e confronto. Sebbene non sempre tali strumenti abbiano prodotto risultati concreti o condivisi, rappresentano comunque un segnale di apertura istituzionale che merita attenzione.

Naturalmente, non sono mancate criticità. Le tensioni politiche interne, la difficoltà nel mantenere una linea amministrativa compatta e alcune scelte contestate hanno progressivamente logorato la tenuta della giunta. La crisi finale appare dunque come il risultato di una combinazione di fattori politici e gestionali, più che di un singolo episodio.

Per concludere, la caduta dell’amministrazione di Ostuni chiude una fase complessa, ma non priva di elementi positivi. Il bilancio dell’esperienza guidata da Angelo Pomes resta articolato: accanto alle fragilità che ne hanno determinato la fine, emergono interventi e indirizzi che hanno contribuito allo sviluppo della città.

Sarà compito della futura amministrazione raccogliere quanto di buono è stato fatto, evitando di disperdere risultati che, pur in un contesto difficile, rappresentano una base su cui costruire.