Inaugurato a Lecce il Demo Center, sede di Lecce del Biodiversity Gateway NBFC


Nell’ex Convitto Palmieri nasce il nuovo spazio a cura del Consiglio Nazionale delle Ricerche: tecnologie immersive, divulgazione e innovazione per coinvolgere i cittadini nei processi di conoscenza

LECCE – È stato inaugurato questa mattina a Lecce, all’interno dell’ala Est dell’ex Convitto Palmieri, il Demo Center, sede di Lecce del Biodiversity Gateway NBFC. Il National Biodiversity Future Center è il primo centro di ricerca italiano dedicato alla biodiversità, coordinato dal Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), istituito e finanziato dal Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) come uno dei cinque centri nazionali dedicati alla ricerca di frontiera.

Alla cerimonia hanno preso parte autorità nazionali e del territorio, rappresentanti del mondo della ricerca, delle istituzioni e della cultura. Sono intervenuti, tra gli altri, Andrea Lenzi, presidente del Consiglio Nazionale delle Ricerche, Giuseppe Gigli, Responsabile scientifico del Gateway di Lecce NBFC e co-coordinatore con Maria Carmela Basile dello Spoke 8 NBFC, Silvia Miglietta, assessora alla Cultura e alla Conoscenza della Regione Puglia, Fabio Tarantino, presidente della Provincia di Lecce, Adriana Poli Bortone, sindaco della Città di Lecce, Salvatore Rizzello, prorettore dell’Università del Salento e Luigi De Luca, direttore del Polo Biblio-Museale di Lecce.

Il Demo Center di Lecce è un nuovo spazio pubblico che ha l’obiettivo di mettere in relazione la ricerca scientifica, in particolare nell’ambito delle scienze naturali e delle tecnologie applicate alla biodiversità, con la cittadinanza, le istituzioni, il sistema della formazione e il mondo dell’impresa. Il progetto, promosso dal CNR, coinvolge Regione Puglia/Polo Biblio-Museale di Lecce, Provincia di Lecce, Università del Salento e Distretto Tecnologico High Tech DHITECH.

Il cuore del progetto è una grande infrastruttura espositiva e tecnologica, progettata dall’architetto Francesco Gabellone del Cnr, concepita per rendere accessibili contenuti scientifici complessi attraverso esperienze immersive, interattive e partecipative. La biodiversità, i cambiamenti climatici, gli ecosistemi marini e terrestri, le relazioni tra esseri viventi, ambiente e attività umane diventano così oggetto di un racconto nuovo, capace di unire rigore scientifico, linguaggi digitali, arte e coinvolgimento diretto del pubblico.

Nel Demo Center trovano spazio tecnologie multimediali e immersive di ultima generazione: ambienti virtuali, dispositivi interattivi, installazioni digitali, visualizzazioni avanzate, teatro olografico, spazi collaborativi e strumenti pensati per trasformare dati, modelli e risultati della ricerca in esperienze di conoscenza. Non si tratta di un semplice spazio espositivo, ma di un ambiente nel quale il pubblico viene invitato a osservare, esplorare, interagire e comprendere la complessità dei fenomeni ecologici attraverso forme di comunicazione scientifica innovative.

Accanto all’area espositiva, il Demo Center ospita anche lo Startup Studio, uno spazio autonomo dedicato alla formazione avanzata, al coworking, al mentoring e all’incubazione di iniziative imprenditoriali innovative nel campo della biodiversità, della sostenibilità ambientale e delle tecnologie abilitanti. Questa componente rafforza la vocazione del Demo Center come laboratorio territoriale nel quale ricerca, trasferimento tecnologico, formazione e impresa si incontrano per generare nuove competenze e nuove progettualità.

Particolarmente significativo è il contesto nel quale il Demo Center si inserisce. Il progetto ha consentito il recupero e la rifunzionalizzazione di un’ala del complesso storico monumentale “ex Convitto Palmieri”, bene di proprietà della Provincia di Lecce, nel cuore del centro storico di Lecce. Nello stesso complesso opera il Polo Biblio-Museale della Regione Puglia, cui sono affidate la Biblioteca Bernardini e le aree adiacenti: un luogo fondamentale per la vita culturale cittadina, storicamente vocato all’incontro tra saperi, linguaggi e comunità. La prossimità del Demo Center con la sezione della Biblioteca Bernardini dedicata alle arti, al teatro e allo spettacolo consente di costruire un unicum a livello europeo, nel quale ricerca scientifica, cultura umanistica, creatività e innovazione tecnologica dialogano all’interno dello stesso spazio pubblico, aperto alla libera fruizione da parte dei cittadini.

Il Biodiversity Demo Center di Lecce si configura dunque come una nuova infrastruttura pubblica della conoscenza: un luogo pensato per rendere la biodiversità non solo un tema di ricerca, ma un’esperienza condivisa, una competenza diffusa e una leva per costruire nuove forme di innovazione sostenibile. L’apertura al pubblico del Demo Center seguirà in un successivo momento, secondo un programma di attività, visite e percorsi di divulgazione che sarà comunicato prossimamente.

Di seguito le dichiarazioni istituzionali:

Presidente del Consiglio Nazionale delle Ricerche, Andrea Lenzi: «Il Demo Center è uno spazio rigenerato e rinnovato, nato grazie al Centro Nazionale per la Biodiversità con i Fondi PNRR, in cui il Cnr ha l'opportunità di riaffermare il valore e la forza della ricerca e accanto a essa la relazione con i cittadini. Il Demo Center di Lecce sarà il luogo dove si si agirà l'integrazione tra ricerca e impresa finalizzata all'innovazione del sistema produttivo del territorio e alla creazione di nuove opportunità, specie per i giovani. Da subito, per progetti congiunti, insieme alla disponibilità di università e istituzioni, al mondo dell'impresa e degli investitori privati. Voglio ringraziare le ricercatrici e i ricercatori del Cnr e di NFBC, in particolare i coordinatori di spoke 8, Giuseppe Gigli e Maria Carmela Basile, per aver, con tenacia e dedizione, accompagnato lo sviluppo di tutte le attività del Gateway, nella sua dimensione sia virtuale sia fisica, come strumento di promozione e trasferimento dei risultati della ricerca e dell’innovazione».

Responsabile scientifico del Gateway di Lecce NBFC, Cnr Nanotec Giuseppe Gigli: «Con il Demo Center di Lecce inauguriamo una infrastruttura scientifica e tecnologica pensata per rendere la biodiversità un patrimonio di conoscenza condiviso, accessibile e generativo. L’obiettivo è costruire un ponte stabile tra la comunità scientifica, i cittadini, le istituzioni, il mondo della scuola, dell’università e dell’impresa, utilizzando le tecnologie immersive e digitali come strumenti per comprendere meglio la complessità degli ecosistemi e le trasformazioni che li attraversano. Il Demo Center nasce dentro il National Biodiversity Future Center e ne interpreta pienamente la missione: studiare, preservare e valorizzare la biodiversità, ma anche trasformare questa conoscenza in nuove competenze, nuove progettualità e nuove opportunità per il territorio. La presenza dello Startup Studio rafforza questa visione, perché collega divulgazione, alta formazione e trasferimento tecnologico, favorendo la nascita di idee imprenditoriali innovative orientate alla sostenibilità. Per Lecce e per il Salento è un’occasione importante: diventare un luogo nel quale ricerca avanzata, cultura pubblica e innovazione si incontrano per contribuire alle grandi sfide ambientali del nostro tempo».

Direttore del Polo Biblio-Museale di Lecce Luigi De Luca «Non si può comprendere fino in fondo cos'è il Biodiversity Demo Center e, soprattutto, cosa potrà diventare, se non si parte dal contesto in cui è collocato e cioè una biblioteca: la Bernardini con le sue architetture stratificate e la sua fitta programmazione. In questo complesso, gli archivi teatrali di Carmelo Bene, di Eugenio Barba e Julia Varley per l’Odin Teatret, di Nicola Savarese si fanno racconto delle diversità culturali svelando come il tema coincida con la scoperta dell'alterità, convocandoci ad un generativo ascolto dell’altro. Quello che prende forma a Lecce con il Bio DiversityDemo Center altro non è che un altro modo di fare Biblioteca. Un luogo delle idee libere e gratuite, un luogo in cui tecnologi e artisti, architetti e scienziati, filosofi ed economisti, poeti e manager, operatori sociali e urbanisti, insieme alle persone e ai cittadini, possano ritrovarsi per costruire relazioni, pensiero condiviso, ipotesi di futuro».

Sindaco di Lecce Adriana Poli Bortone «Il Demo Center rappresenta un luogo prezioso di incontro tra ricerca scientifica, cultura e comunità. Un’iniziativa che rende accessibile la conoscenza, avvicinando i cittadini ai temi della biodiversità, della sostenibilità e dell’innovazione attraverso linguaggi nuovi e coinvolgenti. Investire nella divulgazione scientifica significa stimolare coscienze più consapevoli e rafforzare il senso di responsabilità collettiva verso il rapporto tra uomo, ambiente e futuro delle nuove generazioni. È molto importante, dal mio punto di vista, che l'iniziativa sia inserita in un un contesto architettonico di grande rilevanza storica per la città. Un modo per coniugare al meglio il valore intrinseco del nostro centro storico alla modernità della cultura scientifica».

Presidente Provincia di Lecce Fabio Tarantino «La Provincia di Lecce ha creduto in questo progetto, mettendo a disposizione uno spazio simbolico e strategico come l’ex Convitto Palmieri, un bene storico che negli anni abbiamo immaginato come un luogo vivo, capace di produrre conoscenza, opportunità e relazioni. La valorizzazione del patrimonio pubblico ha senso quando diventa strumento attivo di politica economica, e questo progetto va esattamente in questa direzione. Il tema della biodiversità, al centro del progetto, riguarda il nostro modello di sviluppo, la capacità di leggere i cambiamenti climatici, la sostenibilità delle economie locali, la qualità della vita delle comunità e persino nuove traiettorie occupazionali e imprenditoriali. Per un territorio straordinario e fragile come il Salento, custodire la biodiversità significa anche imparare a trasformarla in conoscenza, innovazione e responsabilità collettiva. È per questo che considero particolarmente significativa la presenza, all’interno del Demo Center, di spazi dedicati alla formazione avanzata, al trasferimento tecnologico e alla nascita di nuove progettualità imprenditoriali. La collaborazione istituzionale alla base del progetto è la dimostrazione che quando le istituzioni costruiscono alleanze, il territorio riesce a essere competitivo anche sui grandi temi della ricerca e dell’innovazione».

Assessora alla Cultura e alla Conoscenza della Regione Puglia Silvia Miglietta: «Lecce si caratterizza sempre di più come città che sta sviluppando una vocazione per la ricerca e la divulgazione scientifica. Dopo il laboratorio di nanotecnologie e la Fondazione Cmcc, che studia i cambiamenti climatici su scala mondiale, inauguriamo oggi il primo centro di ricerca italiano dedicato alla biodiversità. Da assessora regionale alla conoscenza non posso che essere felice di come e dove sia stato concepito questo luogo che dialoga con il polo bibliomuseale della Regione Puglia, ampliando e diversificando anche l’offerta didattica per le scuole del territorio. L’importanza della biodiversità, della sua preservazione, del suo ripristino e della sua valorizzazione, la necessità di promuovere il dialogo tra i popoli e le cuture, sono i temi al centro del Demo Center leccese, fondamentali per diffondere e maturare l’urgenza di una cultura e di pratiche attente a garantire la sopravvivenza stessa del pianeta. Incrocia così anche tante emegenze che come Regione Puglia siamo chiamati ad affrontare in un’ottica di collaborazione e dialogo con gli enti di ricerca. Grazie al CNR per aver scelto Lecce e la Puglia».

Rettrice Università del Salento Maria Antonietta Aiello «Il Biodiversity Demo Center rappresenta per l'Università del Salento molto più di una partnership scientifica: è la conferma che la ricerca di frontiera può e deve abitare i luoghi della vita collettiva, trasformando spazi storici in infrastrutture vive di conoscenza. La nostra partecipazione a questo progetto — insieme al CNR, alla Regione Puglia, alla Provincia e al Polo Biblio-Museale — nasce dalla convinzione che la biodiversità non sia solo un oggetto di studio, ma una chiave di lettura del mondo che ci è affidato. In un territorio come il Salento, straordinariamente ricco di ecosistemi e di fragilità ambientali, rendere la scienza accessibile, immersiva e condivisa non è un esercizio di comunicazione: è un atto di responsabilità civile. L'Università del Salento è fiera di contribuire a costruire questo ponte tra la ricerca e la cittadinanza, in un luogo — l'ex Convitto Palmieri — che è già simbolo di incontro tra saperi e comunità.»