L’artista barese Emìr dona al sindaco Leccese l’opera “ICO-NIC” dedicata a San Nicola


BARI - L’artista barese Emìr ha donato al sindaco di Bari Vito Leccese un’opera dal titolo “ICO-NIC”, dedicata a San Nicola, patrono della città. Il lavoro, realizzato con tecnica mista, foglia oro e finitura in resina epossidica, rappresenta una rilettura contemporanea della figura del santo attraverso un linguaggio visivo fortemente simbolico e pop.

Al centro della composizione emergono le tre sfere, elemento iconografico reinterpretato dall’artista in chiave sospesa e dinamica, a richiamare la dimensione taumaturgica e spirituale attribuita a San Nicola. L’opera integra inoltre frammenti storici de La Gazzetta del Mezzogiorno, che nel corso degli anni ha raccontato la devozione e le tradizioni legate al santo.

Emìr, nome d’arte di Benedetto Daniele Gesmundo, è un artista barese che si è affermato negli ultimi anni sulla scena internazionale con uno stile pop contemporaneo caratterizzato da colori fluo, materiali eterogenei, riferimenti alla cultura di massa e contaminazioni tra arte, cinema e sport. Le sue opere sono state esposte in contesti internazionali come Monte Carlo e Dubai, attirando l’attenzione di collezionisti e personalità del mondo artistico e sportivo, tra cui il pilota di Formula 1 Charles Leclerc.

Il sindaco Vito Leccese ha espresso apprezzamento per la donazione, sottolineando il valore delle reinterpretazioni contemporanee della figura del santo patrono: «È bello vedere come artisti contemporanei continuino a reinterpretare la figura di San Nicola, contribuendo a mantenerne vivo il valore simbolico e identitario anche attraverso linguaggi nuovi e originali. Palazzo della Città sta accogliendo negli anni diverse rappresentazioni del santo realizzate da importanti artisti, alcune delle quali oggi esposte nella sala Massari. Bari, inoltre, sta avviando un percorso che punta a valorizzare sempre di più l’arte contemporanea attraverso una rete museale diffusa che interesserà luoghi simbolici come il Teatro Margherita, l’ex Mercato del Pesce e il molo Sant’Antonio».