Lecce, risarcimento da 800mila euro ai familiari di una vittima dell’epatite C: trasfusione infetta nel 1974


LECCE - Con una sentenza di primo grado, il tribunale di Lecce ha riconosciuto un risarcimento di 800mila euro ai familiari di un uomo originario di Martina Franca, deceduto nel 2008 a causa delle complicanze legate all’Epatite C.

Secondo quanto ricostruito nel corso del procedimento, la malattia sarebbe stata contratta a seguito di una trasfusione di sangue effettuata nel 1974 durante un intervento chirurgico in una struttura sanitaria del Brindisino. Il paziente scoprì solo circa vent’anni dopo di aver ricevuto sangue infetto.

Una battaglia lunga oltre mezzo secolo

La decisione del tribunale arriva a distanza di 52 anni dalla trasfusione e a 18 anni dalla morte dell’uomo, al termine di un lungo iter giudiziario intrapreso dai familiari per ottenere giustizia.

Determinante è stata la strategia difensiva dell’avvocato Mario Lazzaro, che ha sostenuto la possibilità di applicare un termine di prescrizione più lungo, tesi accolta dal giudice.

Il riconoscimento del danno

Il tribunale ha quindi riconosciuto il nesso tra la trasfusione e la patologia contratta, disponendo un risarcimento complessivo di 800mila euro in favore dei familiari.

La sentenza rappresenta un ulteriore caso legato alle infezioni da sangue infetto, vicende che continuano a emergere anche a distanza di decenni, confermando la complessità giuridica e sanitaria di questi procedimenti.