Morti sul lavoro in Puglia: 14 vittime a fine marzo 2026, +16,7% rispetto allo stesso periodo del 2025


Foggia e Taranto: le province più critiche per i lavoratori, entrambe in zona rossa. Seguono Bari in zona gialla e Lecce in zona bianca.

IL COMMENTO AI DATI AGGIORNATI AL MESE DI MARZO 2026

“I dati dei primi tre mesi del 2026 restituiscono per la Puglia un quadro che peggiora rispetto allo scorso anno, con 14 infortuni mortali e un incremento del 16,7%. La regione si conferma in zona rossa, con un’incidenza superiore alla media nazionale. A preoccupare è soprattutto la forte disomogeneità interna: Foggia e Taranto restano su livelli di rischio molto elevati, mentre Bari e Lecce presentano valori più contenuti e Barletta-Andria-Trani e Brindisi non registrano casi. Anche i numeri complessivi degli infortuni, oltre 6.000 nei primi tre mesi dell’anno, ricordano quanto il fenomeno sia ancora diffuso. Il dato non può essere letto come episodico: serve un impegno costante e concreto sulla prevenzione, perché la sicurezza sul lavoro resta una priorità non rinviabile”, commenta l’Ing. Mauro Rossato, Presidente dell’Osservatorio Sicurezza e Ambiente Vega.

IL RISCHIO DI MORTE IN PUGLIA, PROVINCIA PER PROVINCIA, DA GENNAIO A MARZO 2026

Per individuare le aree più fragili d’Italia sul fronte della sicurezza sul lavoro, l’Osservatorio Sicurezza Vega elabora una mappatura del rischio rispetto all’incidenza della mortalità.
La zona rossa, quella in cui si trova la Puglia, è la zona che raggruppa le regioni con l’incidenza di mortalità sul lavoro tra le più elevate a livello nazionale. A fine marzo 2026, il rischio di infortunio mortale in regione (8,5 morti per milione di occupati) risulta superiore a quello medio nazionale (5,7).
Analizzando nel dettaglio le province, Foggia e Taranto si trovano in zona rossa con indici di incidenza rispettivamente pari a 25,7 e 21,2. Segue Bari in zona gialla con un’incidenza di mortalità pari a 4,4; mentre in zona bianca troviamo Lecce (3,8) ed infine Barletta-Andria-Trani e Brindisi (0,0).

VITTIME IN PUGLIA: I NUMERI ASSOLUTI A MARZO 2026

La maglia nera per numero di vittime sul lavoro, escludendo gli episodi in itinere, viene assegnata a Foggia con 5 infortuni mortali (+4 rispetto allo stesso periodo del 2025); a seguire troviamo Taranto (3), Bari (2), Lecce (1), Barletta-Andria-Trani e Brindisi (0).

INFORTUNI PER GENERE, NAZIONALITÀ E FASCE D’ETÀ NEI PRIMI TRE MESI DEL 2026

A fine marzo 2026, la Puglia registra 6.012 denunce di infortunio in occasione di lavoro; di queste 2.131 da parte di lavoratrici donne e 3.881 da parte degli uomini.
Le denunce in occasione di lavoro dei lavoratori stranieri sono 435.
Le fasce d’età più colpite in regione sono quelle tra 45-54 anni e 55-64 anni, con 3 casi ciascuna avvenute in occasione di lavoro. Seguono i lavoratori ultrasessantacinquenni con 2 casi.

COS’È L’INCIDENZA DEGLI INFORTUNI?

L’incidenza degli infortuni mortali indica il numero di lavoratori deceduti durante l’attività lavorativa in una data area (regione o provincia) ogni milione di occupati presenti nella stessa. Questo indice consente di confrontare il fenomeno infortunistico tra le diverse regioni, pur caratterizzate da una popolazione lavorativa differente.

A COSA SERVE LA ZONIZZAZIONE REALIZZATA DALL’OSSERVATORIO SICUREZZA E AMBIENTE VEGA?

La zonizzazione utilizzata dall’Osservatorio Sicurezza e Ambiente Vega Engineering dipinge il rischio infortunistico nelle regioni italiane secondo la seguente scala di colori:
Bianco: regioni con un’incidenza infortunistica inferiore al 75% dell’incidenza media nazionale.
Giallo: regioni con un’incidenza infortunistica compresa tra il 75% dell’incidenza media nazionale e il valore medio nazionale.
Arancione: regioni con un’incidenza infortunistica compresa tra il valore medio nazionale e il 125% dell’incidenza media nazionale.
Rosso: regioni con un’incidenza infortunistica superiore al 125% dell’incidenza media nazionale.