Omicidio Bakari, Oliva (UIL Taranto): 'Una tragedia nata nel disagio. Difendiamo la dignità degli ultimi contro ogni ipocrisia'
Il coordinatore territoriale della UIL commenta la brutale uccisione del bracciante maliano di 35 anni in Piazza Fontana. Un forte richiamo alle coscienze contro l'abbandono delle periferie, l'emarginazione giovanile e i finti moralismi della politica.
TARANTO - L'alba di sabato in Piazza Fontana ha restituito a Taranto l'immagine agghiacciante di un tessuto sociale ed economico arrivato al limite del collasso: l'uccisione di Bakari Sako, bracciante maliano di 35 anni, aggredito a morte mentre si recava al lavoro. Una vita spezzata da colpi letali inferti da un gruppo di giovanissimi, un dramma che vede coinvolti ragazzi tra i 15 e i 20 anni per futili motivi. Di fronte a questa violenza cieca e ingiustificata, che ha colpito un uomo integrato e onesto, la UIL di Taranto prende una posizione attraverso le parole del suo coordinatore territoriale, Gennaro Oliva.
“In questi giorni è successa una tragedia che mi ha profondamente colpito. Un giovane, venuto dal suo paese in cerca di un futuro migliore, è stato ucciso da un gruppo di ragazzi. Io sono sempre stato e sarò sempre dalla parte di queste persone, che arrivano da terre martoriate per cercare rispetto e dignità. Il mio pensiero non cambierà mai: ogni persona, quando arriva qui, ha il diritto di essere rispettata come essere umano, in una società civile come la nostra. E purtroppo, come sempre, ci sono i finti moralisti, che parlano solo in base alle esigenze del momento, senza mai fare i conti con la realtà delle vite di queste persone” “La morte di Bakari – continua Oliva - non può e non deve essere derubricata a semplice caso di cronaca nera. L’aggressione mortale scaturita nel cuore della Città Vecchia mette in luce il profondo disagio sociale che avvelena le periferie urbane e i quartieri più a rischio di Taranto. La violenza espressa da questa baby gang è anche il sintomo di un vuoto educativo, di una rabbia generazionale e di un impoverimento generale che la UIL denuncia da tempo. Quando la politica non si assume le proprie responsabilità e si limita agli annunci, il tessuto economico si disgrega, lasciando indietro i più fragili: da un lato i giovani tarantini senza prospettive che scivolano nella criminalità, dall'altro i lavoratori stranieri che diventano facili bersagli di frustrazioni collettive. La UIL di Taranto ribadisce il suo impegno a presidiare i luoghi dove i diritti e la dignità umana vengono calpestati, chiedendo alle istituzioni di smettere di rincorrere le emergenze e di iniziare finalmente a curare le ferite sociali di questa città”.
