A Taranto con ‘Borgo Meraki’ torna in vita Masseria Battaglia


Un polo dell'innovazione che ospiterà il quartier generale delle aziende del Gruppo Sabanet, e una serie di iniziative culturali, tecnologiche e sociali curate dalla Fondazione Meraki

TARANTO - Nella lingua greca moderna la parola “Meraki” indica l’agire con passione, con cura e con creatività, “mettendoci l’anima” come si direbbe in italiano, non risparmiandosi e credendo fermamente in quello che si sta facendo e, soprattutto, nell’obiettivo finale prefissato.

Con questo spirito a Lama, una frazione di Taranto, nell’antica Masseria Battaglia è nato ‘Borgo Meraki’: su una superficie complessiva di circa 5.000 mq, si sta costituendo un polo dell'innovazione che ospiterà sia le aziende del Gruppo Sabanet, sia una serie di iniziative culturali, tecnologiche e sociali curate dalla Fondazione Meraki.

Borgo Meraki non è un'operazione immobiliare. Borgo Meraki non è un parco tecnologico nel senso tradizionale. Borgo Meraki è qualcosa di più raro: un progetto che nasce dalla visione matura del Gruppo Sabanet, costruita in oltre vent'anni di lavoro reale, che ha scelto deliberatamente di non restare chiuso dentro i confini di un'azienda.

Il Gruppo Sabanet ha deciso che il momento di aprirsi al territorio è adesso, non perché ci sia un'urgenza, ma perché c'è una maturità, e la consapevolezza che ne deriva.

Il progetto si regge su tre pilastri: il Borgo come infrastruttura fisica e operativa, la Fondazione Meraki ETS come presidio etico e garante della missione sociale, e le aziende del Gruppo Sabanet come comunità viva di persone, competenze e ambizioni condivise.

È un unicum. Al centro di questo universo c’è la persona, perché la tecnologia senza visione umana è solo uno strumento vuoto, incapace di produrre innovazione in tutti i processi, sia aziendali che sociali.

L’iniziativa è stata presentata in una partecipata conferenza stampa, alla quale hanno voluto assicurare la presenza anche numerosi stakeholder del territorio, quale concreto segnale di attenzione verso tutto quello che Borgo Meraki rappresenta.

L’incontro ha rappresentato anche l’occasione per presentare per la prima volta alla comunità gli ambienti già fruibili della Masseria Battaglia, il Centro Direzionale con 700 mq di uffici tra il primo piano e il piano terra, e alcune aree dei suoi bellissimi giardini all’italiana.

Dopo decenni di abbandono, infatti, questa storica residenza nobiliare di grandi dimensioni e i suoi giardini stanno tornando in vita grazie a un imponente programma di restauro e di recupero funzionale, i cantieri attualmente in corso d’opera sono realizzati in sicurezza, isolati e separati dalle aree già fruibili.

Il programma dei lavori, infatti, prevede diversi step in un ampio arco temporale, fino a giungere alla realizzazione dell'Arena, uno spazio eventi all'aperto da 250 posti a sedere per convegni, presentazioni e iniziative culturali aperte alla comunità e al territorio, e dell’Innovation Hub con 2.000 mq dedicati a ricerca industriale, sviluppo sperimentale e attività di R&D del Gruppo Sabanet.

La conferenza stampa, moderata dal giornalista Marco Amatimaggio, è stata aperta dall’intervento di Valeria Marci, amministratrice di HZ3: «HZ3 è la Holding proprietaria della Masseria Battaglia che gestisce, al suo interno, il Centro Congressi: è una struttura straordinaria che vogliamo restituire al territorio in tutta la sua bellezza. Oggi Masseria Battaglia è bene di interesse storico e culturale riconosciuto dal Ministero della Cultura. Il progetto di recupero è stato sviluppato in dialogo con la Soprintendenza, non perché fosse obbligatorio, ma perché la tutela è stata per noi una guida. Esiste una differenza tra uno “spazio” e un “luogo”: uno spazio esiste fisicamente, un luogo vive attraverso le persone, le relazioni e le idee che ospita. La nostra ambizione è restituire a Masseria Battaglia la vocazione a essere “luogo”, proprio come era un borgo nel Settecento, ma declinandolo in base alle nuove esigenze e sensibilità: il punto di incontro tra patrimonio culturale, innovazione tecnologica e responsabilità sociale. Da questa convinzione nasce Borgo Meraki».

Il Centro direzionale di Borgo Meraki ospiterà il quartier generale di un network di aziende che, con capofila Sabanet, comprende Wikom e Larry Agency.

Sabanet è una software house specializzata in sistemi ERP e digitalizzazione, un’azienda tarantina capofila dell’omonimo gruppo e di un network di imprese che da oltre 16 anni lavorano nel campo dell’innovazione dando lavoro a oltre 150 giovani “cervelli”.

Nel suo intervento in conferenza stampa il CEO di Sabanet, Gianfranco Zizzo, ha spiegato «con Borgo Meraki stiamo creando qualcosa di unico nel nostro territorio: un polo dell'innovazione aziendale all'interno di una masseria del '700, che ospiterà le aziende del Gruppo Sabanet e diventerà un luogo di contaminazione tra industria, tecnologia e cultura. La nostra visione è che l'innovazione nasca dall'incontro tra competenze private, ricerca e territorio, e questo progetto è la dimostrazione concreta di quella visione. Tra le iniziative in corso, anche un progetto Blue Economy, che testimonia come il nostro gruppo sappia guardare al futuro con un approccio tanto industriale quanto ambientale».

La neocostituita Fondazione Meraki, di cui è Presidente Sergio Prete, si candida a essere il soggetto capace di fare da raccordo tra le associazioni del territorio, di ospitarle negli spazi di Masseria Battaglia e non solo, di supportarle e di metterle in rete senza assorbirle, nel pieno rispetto della loro identità e autonomia.

Così già nei prossimi giorni Borgo Meraki ospiterà un appuntamento del MAP festival, la rassegna dell’Orchestra ICO Magna Grecia, con protagonisti la regista Valentina Cenni e il musicista Stefano Bollani.

Dal 17 al 19 settembre, inoltre, Borgo Meraki tornerà ad essere la location del Tawave, evento di successo del Gruppo, la cui edizione dell’anno scorso si è tenuta già negli spazi di Masseria Battaglia.

Intervenendo Sergio Prete ha dichiarato «sono onorato di ricoprire questo incarico e di poter contribuire, attraverso la Fondazione Meraki, a un progetto che ritengo straordinario per il territorio di Taranto. Il ruolo della Fondazione è quello di valorizzare le dimensioni sociali e culturali dell'innovazione nei suoi molteplici ambiti – dall'impresa alla ricerca, dalla cultura alla tecnologia – con la consapevolezza che l'innovazione vera nasce sempre dall'incontro tra soggetti diversi. Stiamo già valutando un programma di iniziative coerenti con lo statuto della Fondazione, in stretta collaborazione con le associazioni e le realtà già presenti sul territorio, con cui vogliamo costruire un rapporto di complementarietà, non di sovrapposizione».