Al via la stagione estiva 2026 di “IO POSSO”: quattro spiagge accessibili nel Salento fino a settembre
LECCE - Parte domenica 14 giugno la dodicesima stagione estiva del progetto “IO POSSO”, l’iniziativa che rende accessibili il mare e le spiagge del Salento a persone con gravi disabilità motorie, SLA e patologie neuromotorie.
Fino al 13 settembre saranno operative quattro spiagge attrezzate e completamente gratuite per gli ospiti e le loro famiglie: San Foca di Melendugno, Porto Cesareo, Torre Lapillo e Gallipoli. Un modello di inclusione sociale che, dal 2015, ha permesso a migliaia di persone di vivere un’esperienza balneare altrimenti impossibile.
Il progetto nasce dall’idea di Gaetano Fuso, assistente della Polizia di Stato colpito da SLA, e dalla determinazione della moglie Giorgia Rollo, che continua a portare avanti l’iniziativa. L’obiettivo è garantire non solo l’accesso al mare, ma anche un ambiente sicuro, attrezzato e assistito, in grado di accogliere persone con necessità sanitarie complesse.
Le strutture garantiscono servizi specialistici e accessori come sedie job e ausili per la balneazione, postazioni ombreggiate, sollevatori, apparecchi elettromedicali di supporto, toilette attrezzate, personale socio-sanitario e bagnini formati. È inoltre prevista la presenza di spazi dedicati a persone con tracheostomia o alimentazione assistita, con energia e dispositivi di emergenza.
La prenotazione è obbligatoria e avviene telefonicamente attraverso i numeri dedicati di ciascuna postazione, con un sistema di turnazione per consentire la fruizione al maggior numero possibile di utenti.
Accanto all’attività balneare, il progetto continua a sviluppare iniziative culturali e di sensibilizzazione. Il 19 giugno, a San Foca, è prevista la presentazione del libro “Dalla A alla Z ‘IO POSSO’. Un mare di inclusione in ventitré lettere” di Francesco Aprile, che racconta l’esperienza del progetto attraverso un percorso alfabetico dedicato ai valori dell’inclusione.
La stagione 2026 si svolge con il sostegno di enti pubblici, associazioni e partner privati, confermando un modello di collaborazione che ha già trovato replicazione in altre regioni italiane e che punta a consolidare l’accesso universale al mare come diritto di cittadinanza e partecipazione sociale.
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