Corruzione e presunti legami con il clan: chiesta condanna per assessore di Lecce
LECCE – Sei anni e sei mesi di reclusione. È questa la richiesta di condanna avanzata dalla Procura nei confronti di Andrea Guido, assessore al Welfare del Comune di Lecce, nell’ambito di un’inchiesta su presunti affari legati al clan camorristico dei Moccia tra Campania e Puglia.
L’indagine, coordinata dalla Procura di Napoli, risale al 2017 e coinvolge complessivamente 47 persone. Al centro dell’accusa, per l’assessore leccese, vi sarebbe una presunta tangente da 2.500 euro legata all’affidamento dell’appalto per lo smaltimento degli olii esausti del Comune di Lecce, quando Guido ricopriva l’incarico di assessore all’Ambiente nella giunta guidata dall’allora sindaco Paolo Perrone.
Secondo l’impianto accusatorio, alcuni intermediari avrebbero fatto da collegamento tra esponenti vicini al clan e l’amministrazione pubblica, consentendo la gestione illecita dell’affidamento. Per gli altri due principali coimputati, Mario Salierno e Giuseppe D’Elia, la Procura ha avanzato la stessa richiesta di pena.
La difesa: “Sono innocente”
L’assessore Guido respinge le accuse e si dice fiducioso nell’esito del processo. In un post pubblicato sui social ha ribadito la propria estraneità ai fatti, sottolineando come nel corso del dibattimento non sarebbero emersi elementi a suo carico e confidando in una sentenza di assoluzione.
La sentenza è attesa nei prossimi mesi.
