La cura e le parole che costruiscono la realtà: Concita De Gregorio inaugura “Stregherie”


La sesta edizione della rassegna, dedicata a Romano Montroni, accoglierà stasera Walter Veltroni

BISCEGLIE – Musica, mare, teatro e parole. È questa, per Concita De Gregorio, la quintessenza della cura. Un concetto che attraversa la sua produzione letteraria e che dà il titolo anche al suo ultimo romanzo, La cura (Einaudi), presentato ieri sera sulla Scalinata dei Lettori in occasione dell’inaugurazione della sesta edizione di “Stregherie”, la rassegna organizzata dalla libreria Vecchie Segherie Mastrototaro.

L’edizione 2026, dedicata alla memoria del libraio Romano Montroni, si è aperta con l’incontro tra la celebre giornalista e scrittrice ed Erica Mou, in un dialogo intenso che ha intrecciato letteratura, esperienza personale e riflessioni sul significato più profondo della cura.

Ad aprire la serata sono stati gli interventi di Viviana Peloso, libraia delle Vecchie Segherie, che ha sottolineato il valore culturale della manifestazione, e di Nico Sasso, direttore dell’ospedale “Miulli” di Acquaviva delle Fonti, che ha guidato il pubblico in una riflessione sulla cura come percorso di conoscenza e scoperta di sé.

Il valore del tempo e delle relazioni

La cura è un racconto intimo ma universale, capace di trasformare una vicenda personale in una storia nella quale molti possono riconoscersi. Nel romanzo, De Gregorio intreccia il proprio vissuto, segnato dall’esperienza della malattia, con temi che appartengono alla condizione umana.

Al centro della riflessione emerge il tema del tempo, una risorsa spesso data per scontata e della quale si comprende il valore soltanto quando si prende coscienza della sua finitezza. Da questa consapevolezza nasce l’esigenza di attribuire significato a ogni momento e di riconoscere quanto la qualità delle relazioni possa incidere profondamente sulla vita delle persone.

In questo contesto, l’autrice ha richiamato anche il personaggio di Angelina, simbolo di uno sguardo particolare sul mondo e sulle relazioni umane, capace di suggerire nuove prospettive sulla fragilità e sulla forza.

Il potere della gentilezza e delle parole

Uno dei temi centrali dell’incontro è stato quello della gentilezza, che per De Gregorio rappresenta una forza disarmante e rivoluzionaria. Una qualità che trova un alleato prezioso nelle parole.

Le parole, infatti, non si limitano a descrivere la realtà: la costruiscono, le danno forma e offrono uno spazio in cui emozioni, sentimenti e vissuti possono trovare riconoscimento. Dare un nome alle cose significa permettere loro di esistere e di essere condivise.

Se la fragilità è una condizione che accomuna tutti, le modalità con cui essa si manifesta sono molteplici. Proprio queste diverse sfumature sono state al centro della prima serata di “Stregherie”, che ha saputo unire letteratura e musica in un dialogo coinvolgente e partecipato.

Stasera l’appuntamento con Walter Veltroni

La rassegna proseguirà questa sera sulla Scalinata dei Lettori. Apertura delle porte alle 20.30 e inizio dell’incontro alle 21. Ospite della serata sarà Walter Veltroni, che presenterà il suo libro Il bar di Cinecittà (HarperCollins), dialogando con Antonio Decaro e Anna Puricella.