L’estetica del tempo sospeso: inaugurata a Trani “Contaminazioni: Incursioni sul Classico”
Il viaggio itinerante promosso dalla Regione Puglia si conclude al Palazzo delle Arti Beltrani con un dialogo illuminante tra archeologia, design contemporaneo e urgenza sociale. La mostra visitabile fino al 13 settembre
Si è aperta ufficialmente ieri, nella prestigiosa cornice del Palazzo delle Arti Beltrani a Trani, la tappa conclusiva di “Contaminazioni: Incursioni sul Classico”. L'iniziativa – patrocinata e finanziata dalla Regione Puglia (Dipartimento Turismo, Economia della Cultura e Valorizzazione del Territorio), Polo Biblio-Museale BAT in collaborazione con il Consorzio Puglia Culture - celebra l'atto finale del suo apprezzato percorso espositivo itinerante, che rimarrà fruibile al pubblico fino a domenica 13 settembre 2026.
Il vernissage ha offerto un'esperienza immersiva unica. Le sale di Palazzo Beltrani – già sede della Pinacoteca “Ivo Scaringi”, hub culturale d'eccellenza e orgoglioso membro della Rete Musei di Puglia – hanno visto le opere d'arte contemporanee dialogare direttamente con la storia, integrandosi con le preziose collezioni museali permanenti in un unico, potente percorso espositivo.
L'inaugurazione ha assunto una forte valenza simbolica grazie alla presenza di Marco Galiano, neo eletto sindaco della Città di Trani, al suo atteso battesimo istituzionale all’interno del Palazzo delle Arti Beltrani, cuore pulsante e Centro culturale polifunzionale della Città.
Ad accogliere le autorità e il pubblico è stato il direttore della struttura, Niki Battaglia, che ha sottolineato il ruolo del Palazzo come catalizzatore di avanguardia e memoria.
La complessa architettura concettuale della mostra – progettata da OmniArte.it-Servizi per la Cultura a.r.l. – è stata svelata ai rappresentanti dei media e ai presenti da Sandro Sardella, Presidente della Cooperativa OmniArte.it, nonché stimato archeologo, epigrafista, numismatico e curatore del Museo dei Vescovi di Canosa di Puglia (Mu.Ve.), lo spazio che ha precedentemente ospitato la mostra. Sardella ha dettagliato il profondo significato scientifico e divulgativo del progetto, curato assieme a Michela Cianti, co-curatrice della mostra.
Presente all'inaugurazione anche l'autore della mostra, il designer Sergio Azzellino, il quale ha guidato i visitatori attraverso una complessa riflessione intellettuale: cosa resta del Classico nella nostra società?
Una domanda che interroga storici, architetti e critici, spingendosi a cercare l'antico persino nelle grafiche dei moderni manga o a sfidare l'Intelligenza Artificiale nel fornire una definizione che non sia meramente accademico-enciclopedica.
Da esperto conoscitore della materia e della produzione ceramica, Azzellino ha operato una vera e propria riscoperta delle forme archeologiche apule. Sotto la sua lente da industrial designer, la sintassi fittile antica è stata rielaborata attraverso la contaminazione di linguaggi e materiali. Ne sono un esempio le reinterpretazioni dell'anfora pseudo panatenaica - storicamente destinata a contenere l'olio sacro per i vincitori delle Olimpiadi - e dell'askòs, tipico della civiltà dauna e della ceramica canosina, tradizionalmente caratterizzato da complesse applicazioni di mascheroni e figure antropomorfe o zoomorfe.
L'artista fa dialogare l'intera "cultura apula" antica con installazioni capaci di connettere il passato alle drammatiche urgenze della contemporaneità, come ad esempio la guerra e la violenza di genere, ma anche il rapporto con la tecnologia imperante. Il tutto con una forte valenza green: le opere esposte sono realizzate in un polimero composto da plastiche organiche riciclabili, supportate da una pannellatura esplicativa in cartone riciclato.
Sergio Azzellino (Bari, 1966) vanta oltre vent'anni di esperienza internazionale come product manager, industrial e interior designer. Formatosi alla Scuola Politecnica di Design a Milano, ha collaborato con maestri del calibro di Thun, Cibic e Sanchez, prima di esportare la sua competenza in Svizzera, USA, Medio Oriente e Cina. La sua abilità nel razionalizzare la produzione industriale e controllare la materia spazia dalle sedie agli occhiali, dagli apparecchi per l'analisi del DNA fino a queste personali e colte interpretazioni dei vasi antichi. Nel 2020 il rientro in Italia, a Canosa, dove ha aperto il suo studio di AD design all'interno di una cantina di epoca romana, dando vita alla galleria privata ArtCave.it.
I biglietti (ticket intero 4,00 euro – ticket ridotto per minori, studenti, docenti, over 65 e soci partner 2,00 euro), sono disponibili presso il botteghino di Palazzo delle Arti Beltrani (aperto dal martedì alla domenica dalle ore 16:00 alle ore 21:00, ad eccezione del lunedì), in via Beltrani 51 a Trani (BT). Ultimo accesso consentito ore 20:00.
Per maggiori informazioni è possibile contattare i canali ufficiali tramite il sito web ufficiale www.palazzodelleartibeltrani.it o i recapiti di riferimento della struttura (tel: 0883 500044, whatsApp +39 3923892767, info@palazzodelleartibeltrani.it).
L’esposizione si inserisce nel programma della Stagione artistica 2026.
La brochure di tutti gli appuntamenti della stagione artistica 2026 di Palazzo delle Arti Beltrani è visionabile o scaricabile: https://www.flipsnack.com/675AA577C6F/decima-stagione-artistica-del-palazzo-delle-arti-beltrani-2026-cjq7qw4f0g
Info Palazzo delle Arti Beltrani tel: 0883 500044, info@palazzodelleartibeltrani.it
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