Livio Minafra presenta il suo libro alla Libreria del Teatro: un viaggio tra bande, jazz e storie dimenticate del Meridione d’Italia
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| Ph_Flavio Diaferia |
C’è una storia d’Italia che raramente trova spazio nei manuali scolastici. Una storia fatta di barbieri, sarti, medici, artigiani e contadini che hanno vissuto la musica come passione, riscatto e strumento di crescita culturale. È la storia che emerge dalle pagine di “Nastri perduti”, un’opera che riporta alla luce venti figure di musicisti del Meridione d’Italia che, a partire dal secondo dopoguerra, hanno contribuito allo sviluppo della musica bandistica, classica, jazz e leggera.
Il volume nasce da un lungo lavoro di ricerca iniziato nel 2017. Minafra ha raccolto testimonianze, documenti, fotografie, video e materiali sonori legati ai cosiddetti “Lost Tapes”, preziosi nastri magnetici contenenti registrazioni realizzate dal 1952 a oggi. Attraverso un rigoroso processo di recupero e restauro, sono riemerse incisioni di straordinari strumentisti, insieme a racconti e vicende umane che rischiavano di essere cancellati dall’oblio del tempo.
Più che un semplice libro, “Nastri perduti” si presenta come un’opera di restituzione della memoria collettiva. Un patrimonio culturale che appartiene non solo alla Puglia, ma all’intero Paese, e che racconta la storia del Novecento da una prospettiva originale e profondamente umana.
Le pagine del volume accompagnano il lettore tra le bande musicali di paese, le feste patronali, le sale prove, le orchestre da ballo, i primi contatti con il jazz americano e le grandi tradizioni popolari del Sud. Un universo che trova il proprio centro in territori come Ruvo di Puglia, Squinzano, Francavilla Fontana e molti altri centri che hanno formato generazioni di musicisti e compositori.
Attraverso biografie, interviste e testimonianze, Minafra racconta uomini accomunati dalla stessa passione per la musica. Persone che, pur lontane dai riflettori della grande industria culturale, hanno lasciato un segno profondo nella vita artistica del territorio. Tra i protagonisti del libro figurano Enzo Lorusso, Sandrino Di Rella, Nunzio Iurilli, Basilio Giandonato, Menghino Saulle, Pipuccio Pellicani, Franco Sette, Vincenzo Ciliberti, Marino e Mike Pellegrini, insieme a figure come Mimmo Fiore, Aldino Miceli e Franco Chiarulli, il cui incontro con l’autore rappresenta il punto di partenza dell’intero progetto.
«La banda – emerge dalle storie raccolte nel volume – è stata per decenni uno straordinario veicolo di diffusione culturale». Grazie alle bande musicali, infatti, l’opera lirica e la musica colta diventavano patrimonio condiviso, linguaggio comune capace di unire intere comunità.
Classe 1982, Livio Minafra è compositore e pianista tra i più originali della scena jazz europea. Vincitore del Top Jazz nel 2005, 2008 e 2011, ha costruito una carriera internazionale tra attività concertistica, composizione, ricerca e didattica. Diplomato in Pianoforte, Musica Jazz e Strumentazione per Banda al Conservatorio “Niccolò Piccinni” di Bari e in Composizione al Conservatorio “Egidio Romualdo Duni” di Matera, ha pubblicato album per importanti etichette internazionali, realizzato colonne sonore cinematografiche e promosso numerosi progetti dedicati alla valorizzazione della memoria musicale del Mezzogiorno.
L’appuntamento del 26 giugno rappresenta un’occasione per conoscere da vicino il percorso che ha portato alla nascita di “Nastri perduti” e per approfondire un patrimonio sonoro e umano che continua a parlare al presente.
L’ingresso è libero.
Per informazioni: 377 3872180.
