Multiproprietà nel calcio, il sindaco Leccese scrive ai candidati FIGC: “Nessuna proroga alla scadenza del 2028”
BARI – Il sindaco di Bari, Vito Leccese, ha inviato una lettera ai candidati alla presidenza della FIGC, Giovanni Malagò e Giancarlo Abete, chiedendo un impegno formale sul rispetto della scadenza fissata al 1° luglio 2028 per il divieto di multiproprietà nel calcio professionistico.
L’iniziativa arriva dopo una serie di confronti con i capigruppo del Consiglio comunale e con rappresentanti della tifoseria organizzata, dai quali – secondo quanto riferito – sarebbe emersa una posizione condivisa a tutela della norma prevista dall’articolo 16-bis delle NOIF.
“Bari penalizzata da anni di gestione inadeguata”
Nella missiva, il primo cittadino richiama anche la situazione della SSC Bari, definendo la recente retrocessione in Serie C come il risultato di una gestione “inadeguata e priva di progetto”, e collegando il caso biancorosso ai rischi strutturali della multiproprietà.
“Quanto sta accadendo alla SSC Bari – scrive Leccese – rende questa richiesta ancora più urgente. È la dimostrazione concreta del danno che può derivare da una gestione in cui uno dei club finisce ai margini delle priorità della proprietà comune”.
La richiesta ai candidati FIGC
Il sindaco invita i candidati alla guida del calcio italiano a esprimere una posizione chiara prima del voto del 22 giugno, soprattutto rispetto alle ipotesi di revisione o proroga della normativa vigente.
Leccese sottolinea inoltre come l’intero Consiglio comunale di Bari abbia conferito mandato unanime per rappresentare la posizione della città, chiedendo il mantenimento della scadenza e valutando eventualmente anche un’anticipazione della stessa.
“Una città senza certezze sul futuro sportivo”
Nel passaggio finale della lettera, il sindaco evidenzia il clima di incertezza che circonda il futuro del club biancorosso:
“Interpreto il sentimento di una città che si sente in attesa, senza un progetto sportivo e senza certezze sul futuro. Bari ha il diritto di sapere da che parte stanno i futuri vertici del calcio italiano”.
