Radioterapia oncologica Fazzi, Pagliaro (FdI): 'Misure sbagliate, slitta a ottobre attivazione primo nuovo acceleratore lineare. Vigileremo'


LECCE
- "Tutto sbagliato, tutto da rifare: l’apparecchio non entrava nella stanza, e si sta lavorando per adeguarla. Le misure del nuovo acceleratore lineare per la Radioterapia del Polo Oncologico dell’ospedale Vito Fazzi di Lecce non erano state prese correttamente, come si fa di solito anche per un comune elettrodomestico, e soltanto nel momento di installarlo si è scoperto che era troppo grande per il locale appositamente realizzato per alloggiarlo. Di conseguenza i lavori, già partiti con enorme ritardo rispetto al cronoprogramma iniziale che prevedeva la consegna entro fine 2025, sono ancora in corso e non si concluderanno prima dell’estate. L’abbiamo scoperto oggi nella nostra ispezione. Ringraziamo gli ingeneri al lavoro per la chiarezza e disponibilità con cui ci hanno accolti, a differenza del passato quando fummo letteralmente aggrediti dall’ex direttrice del reparto, con un comportamento inqualificabile che spaventò i pazienti in attesa. Tornando al cronoprogramma, il nuovo apparecchio non entrerà in funzione prima di ottobre prossimo. Ancora una volta facciamo un nodo al fazzoletto, e vigileremo. Intanto, però, operatori sanitari e pazienti sono costretti a subire i disagi del cantiere prolungato, fra polvere e rumori, con materiale accatastato nella sala d’attesa, laddove dovrebbero essere garantiti quiete e un ambiente protetto. C’è anche il problema, più volte segnalato ma irrisolto, dell’ascensore per i pazienti rotto da tempo. Per sopperire a questa mancanza, è stato aperto a tutti l'ascensore riservato al personale e ai pazienti barellati, ma la situazione è critica. Va ricordato che sono due, i nuovi acceleratori comprati dall’Asl per 7,3 milioni di euro già fra ottobre 2024 e marzo 2025, e destinati all’Oncologico di Lecce. Per poter attivare il secondo nuovo acceleratore, bisogna aspettare che il primo sia pienamente operativo, così da smontare il vecchio apparecchio ancora in uso e attivare anche il secondo nuovo acceleratore, cosa che sarebbe dovuta accadere entro fine 2026. Tutto è slittato, i lavori per adeguare gli spazi dove installare il secondo nuovo apparecchio non sono neppure cominciati, e c’è da sperare che almeno stavolta prendano bene le misure! Da parte nostra continueremo a tenere alta la guardia, per monitorare l’avanzamento dei lavori e dare risposta ai tanti pazienti oncologici stremati dall’attesa di terapie adeguate. I macchinari ancora in uso, vecchi e usurati, si rompono sempre più di frequente e non sono più affidabili. Molti pazienti lamentano il calvario di convocazioni saltate senza preavviso per il guasto delle apparecchiature, dopo aver percorso chilometri con temperature roventi per raggiungere il Fazzi all’appuntamento prefissato. L’interruzione dei trattamenti è inaccettabile per pazienti tanto fragili e bisognosi di particolari cautele. Non c’è burocrazia e non ci sono piani sanitari che tengano, di fronte al loro diritto alle cure. Solo mettendo in uso i due nuovi macchinari si potranno assicurare cicli di radioterapia regolari ai pazienti oncologici, e quest’obiettivo deve avere la priorità assoluta".

Ha dichiarato, in una nota stampa, il consigliere regionale Paolo Pagliaro, presidente del gruppo Fratelli d’Italia, effettuando un sopralluogo nella struttura.