Sanità in Puglia, De Santis e Minerva attaccano Gemmato: “Convinca Meloni a investire sulla salute invece che nelle spese militari”
BARI - Nuovo scontro politico sul finanziamento della sanità pubblica e sull'ipotesi di aumento dell'Irpef in Puglia. Il consigliere regionale e segretario del Partito Democratico Puglia Domenico De Santis e il capogruppo dem in Consiglio regionale Stefano Minerva rispondono alle critiche del sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato, accusandolo di contestare decisioni che deriverebbero dalle scelte del Governo nazionale.
Secondo De Santis e Minerva, se Gemmato ritiene ingiusto chiedere ulteriori sacrifici fiscali ai cittadini pugliesi, dovrebbe intervenire direttamente a Roma. «Convinca Giorgia Meloni a spostare risorse dalle spese militari alla sanità pubblica», affermano, sostenendo che un maggiore finanziamento del sistema sanitario nazionale eviterebbe alle Regioni di ricorrere all'aumento dell'Irpef per garantire i servizi essenziali.
I due esponenti del PD accusano il Governo di aver messo la Regione davanti a una scelta obbligata: incrementare la pressione fiscale oppure ridurre ospedali, pronto soccorso e servizi sanitari. Una situazione che, a loro avviso, non riguarda solo la Puglia ma molte amministrazioni regionali italiane alle prese con l'aumento dei costi di gestione della sanità.
Nel mirino anche il finanziamento del Fondo sanitario nazionale. De Santis e Minerva sostengono che l'incremento delle risorse stanziate da Roma non sarebbe sufficiente a coprire l'aumento dei costi sostenuti dalle Regioni, generando difficoltà nei bilanci sanitari e nuovi deficit.
«Non può sedere al tavolo dove si decide il finanziamento della sanità e poi criticare chi quei tagli li deve gestire», attaccano i due esponenti dem, rivendicando la scelta della Regione Puglia di tutelare ospedali, pronto soccorso, servizi territoriali e assunzioni nel comparto sanitario.
La replica arriva in un momento di forte tensione politica sul futuro della sanità regionale e sul tema delle coperture finanziarie necessarie a garantire i livelli essenziali di assistenza senza ulteriori aggravi per i contribuenti.