Spazio pubblico: dopo il Family Day, a Grottaglie un nuovo incontro per conoscere i servizi e parlare dei bisogni della città


Venerdì 26 giugno il secondo appuntamento in piazzetta del Donatore, davanti alla sede Avis di via S. Cantore: al centro dell’incontro il tema delle demenze, dei segnali da riconoscere, delle tutele e dei servizi disponibili.

Parte dal territorio e torna nel territorio il nuovo ciclo di incontri pubblici “Spazio pubblico”, promosso dall’Assessorato alle Politiche Sociali del Comune di Grottaglie per far conoscere i servizi, informare cittadine e cittadini e costruire occasioni di confronto aperto sui temi che attraversano la vita quotidiana delle persone. Il percorso ha preso avvio venerdì scorso con il “Family Day” alla 167 bis, primo appuntamento di una rassegna pensata per portare i servizi fuori dagli uffici e dentro i luoghi della città.

Il secondo incontro si terrà venerdì 26 giugno, nella piazzetta del Donatore, davanti alla sede dell’associazione Avis, in via S. Cantore, e sarà dedicato a un tema che riguarda sempre più famiglie: “Quando la memoria cambia: capire i segnali, conoscere le tutele, orientarsi tra i servizi”. Saranno presenti il sindaco di Grottaglie, Ciro D’Alò, l’assessora alle Politiche Sociali Ida De Carolis, il dott. Giovanni Boero, Direttore della S.C. Neurologia e Stroke Unit dell'Ospedale SS. Annunziata di Taranto e Coordinatore Neurologo per i Centri per i Disturbi Cognitivi e Demenza (CDCD) dell'ASL Taranto, la dott.ssa Giuseppina Ronzino, dirigente ASL Taranto con ruolo di direzione nell’area delle cure primarie e dei servizi territoriali, il dott. Arturo Vicinanza, medico di medicina generale a Grottaglie, la dott.ssa Novella De Angelis, psicologa psicoterapeuta, e la dott.ssa Angela Napolitano, responsabile del Centro diurno Alzheimer della cooperativa sociale Domus.

La scelta di dedicare uno dei primi appuntamenti di “Spazio pubblico” al tema delle demenze nasce da un dato molto chiaro: Grottaglie è una città che invecchia e in cui cresce il peso della popolazione adulta e anziana. Al 1° gennaio 2025 i residenti risultano 30.198, con 7.373 persone di 65 anni e oltre e 3.562 giovani tra 0 e 14 anni, un rapporto che conferma un forte squilibrio tra generazioni. Le elaborazioni demografiche più recenti su base ISTAT indicano per Grottaglie un indice di vecchiaia pari a 199,2 al 1° gennaio 2024, cioè circa 199 anziani ogni 100 giovani, con un’età media di 46,1 anni.

“Questi numeri ci dicono una cosa semplice: una parte importante del lavoro dell’assessorato oggi deve guardare con più attenzione alla popolazione adulta e anziana” dichiara l’assessora alle Politiche Sociali Ida De Carolis. “Parlare di demenze non significa parlare di un tema specialistico o lontano. Significa parlare di famiglie che spesso si trovano sole davanti a cambiamenti improvvisi, faticano a riconoscere i segnali, non sanno a chi rivolgersi, non conoscono diritti, tutele e servizi. E invece su questo serve informazione chiara, presenza pubblica e una rete che sappia orientare.”

Riconoscere precocemente i segnali è importante, ma da solo non basta. Oggi sappiamo che una parte del rischio di decadimento cognitivo e demenza è legata anche a fattori modificabili e agli stili di vita: attività fisica, controllo di ipertensione, diabete e obesità, contrasto al fumo, riduzione dell’isolamento sociale, stimolazione cognitiva, cura della depressione e attenzione alla salute cardiovascolare possono incidere in modo reale sulla prevenzione o sul ritardo dell’insorgenza. Per questo parlare di memoria che cambia vuol dire anche parlare di prevenzione, diagnosi tempestiva e qualità della vita.

C’è poi un altro punto che troppo spesso resta sullo sfondo: quando cambia la memoria di una persona, cambia anche la vita di chi le sta intorno. Le famiglie e i caregiver hanno bisogno di informazioni, formazione, sostegno psicologico, orientamento e servizi che li aiutino a reggere il carico assistenziale, anche per evitare un peggioramento della loro salute fisica, mentale e sociale. Sapere a chi rivolgersi, conoscere i servizi sociosanitari e territoriali, capire quali tutele attivare e quali percorsi seguire è una parte essenziale della presa in carico, non un dettaglio secondario.

L’incontro del 26 giugno sarà costruito proprio con questo obiettivo: aiutare i cittadini a comprendere meglio i primi segnali del deterioramento cognitivo, sapere cosa fare prima possibile, conoscere gli strumenti di tutela e orientarsi tra i servizi disponibili. Sarà anche un’occasione per ribadire un metodo di lavoro preciso: portare i servizi nei quartieri, nei luoghi attraversati ogni giorno dalle persone, e costruire una relazione più diretta tra istituzioni e cittadinanza.

“Spazio pubblico nasce da qui” prosegue De Carolis. “Dalla convinzione che i servizi non debbano aspettare che le persone arrivino da sole negli uffici, spesso quando il problema è già diventato pesante. Dobbiamo uscire fuori, stare nei luoghi della città, spiegare, ascoltare, creare fiducia. È questo il senso di questa rassegna.”

L’appuntamento è aperto a tutta la cittadinanza. L’ingresso è libero.