Vertenza Natuzzi, spiragli al tavolo regionale: tra Cigs, esodi volontari e prime ipotesi di ricollocazione


BARI – Si riapre il confronto sulla vertenza Natuzzi dopo il tavolo regionale ospitato dalla task force Occupazione (Sepac) della Regione Puglia, convocato per affrontare il piano di gestione della cassa integrazione straordinaria (Cigs) in scadenza a fine anno.

L’incontro del 4 giugno, presieduto dal Comitato Sepac guidato da Leo Caroli, non ha ancora prodotto un’intesa definitiva, anche a causa delle distanze tra azienda e sindacati sul trasferimento del 15% delle attività produttive tra Puglia e Basilicata verso gli stabilimenti in Romania, misura considerata non accettabile dalle organizzazioni dei lavoratori.

Nonostante le difficoltà, dal tavolo sono emersi alcuni primi segnali di apertura in vista del prossimo confronto fissato all’11 giugno al Ministero delle Imprese e del Made in Italy.

Il primo riguarda l’impegno dell’azienda a convocare in tempi rapidi le rappresentanze sindacali per discutere esclusivamente i calendari della cassa integrazione, separando questo tema dalle questioni più controverse legate alla riorganizzazione industriale, che verranno affrontate nel tavolo ministeriale.

Il secondo fronte riguarda le politiche di uscita volontaria: è stato definito un primo piano sperimentale di esodo incentivato, con una dotazione complessiva di 6 milioni di euro e indennità fino a 50mila euro per i lavoratori che aderiranno volontariamente. A questo si affianca un percorso di politiche attive del lavoro promosso dalla Regione Puglia, con 400 ore di formazione e un’indennità di frequenza di 6 euro l’ora.

Previsto inoltre un tavolo di monitoraggio entro tre mesi per verificare l’andamento delle adesioni e l’efficacia della misura, con la possibilità di eventuali correttivi.

Il terzo elemento riguarda la reindustrializzazione: Natuzzi ha annunciato un accordo per la cessione dello stabilimento di Ginosa a un’azienda del settore gomma-plastica, con la prospettiva di un primo inserimento lavorativo di circa 40 ex dipendenti. Attraverso il “bacino delle competenze” gestito dai Centri per l’Impiego, potranno inoltre emergere ulteriori opportunità di ricollocazione per altri 40-50 lavoratori.

Parallelamente, Arpal Puglia sta sviluppando un progetto di outplacement per favorire l’incontro tra lavoratori e imprese della filiera del mobile imbottito e dell’arredo disponibili ad assorbire personale.

Nel complesso, il confronto resta complesso ma non privo di aperture, come sottolineato dall’assessore regionale allo Sviluppo economico e lavoro Eugenio Di Sciascio, che ha evidenziato l’importanza del dialogo e della ricerca di un equilibrio tra sostenibilità aziendale e tutela occupazionale.

Il prossimo appuntamento dell’11 giugno sarà decisivo per verificare la possibilità di un’intesa più ampia sul futuro industriale del gruppo e sulla gestione della fase di transizione occupazionale.