Foggia, violenta aggressione in Piazza Mercato: due giovani ai domiciliari dopo l’indagine della Polizia di Stato
FOGGIA - La Polizia di Stato ha eseguito due misure cautelari nei confronti di altrettanti giovani ritenuti responsabili di una violenta aggressione avvenuta lo scorso 7 marzo in Piazza Mercato, a Foggia. Il provvedimento è stato emesso dal Gip del Tribunale di Foggia, su richiesta della Procura della Repubblica, al termine di un’attività investigativa che ha permesso di ricostruire quanto accaduto quella sera.
I due indagati, uno dei quali già detenuto per altra causa, sono stati sottoposti alla misura degli arresti domiciliari. Secondo quanto emerso dalle indagini, sarebbero coinvolti in un pestaggio ai danni di un giovane che si trovava nella zona per trascorrere una serata in compagnia di amici.
La vittima sarebbe stata avvicinata da un gruppo di ragazzi che, senza un apparente motivo, avrebbe iniziato a colpirla ripetutamente al volto e al capo, provocandole lesioni tali da rendere necessario il ricorso alle cure dei sanitari del Pronto Soccorso. Durante l’aggressione, il giovane sarebbe stato inoltre bersagliato da insulti e minacce con riferimenti a sfondo omofobo.
Immediatamente dopo l’episodio, gli investigatori della Polizia di Stato hanno avviato le attività di indagine, procedendo a un’attenta analisi delle immagini registrate dai sistemi di videosorveglianza presenti nell’area. Proprio attraverso la visione dei filmati, gli agenti sarebbero riusciti a individuare i presunti autori dell’aggressione, successivamente riconosciuti anche dalla persona offesa.
L’operazione rappresenta, secondo la Polizia di Stato, un ulteriore segnale dell’impegno delle istituzioni nel contrasto ai fenomeni criminali e nella tutela della sicurezza dei cittadini, con particolare attenzione ai fenomeni di violenza giovanile che interessano il territorio provinciale.
La Procura della Repubblica e le Forze dell’ordine hanno ribadito l’importanza della collaborazione dei cittadini e della denuncia degli episodi di violenza, strumenti fondamentali per consentire agli investigatori di intervenire con tempestività.
Resta fermo il principio di presunzione di innocenza: i giovani coinvolti sono attualmente indagati e non possono essere considerati colpevoli fino a un’eventuale sentenza definitiva di condanna. La loro posizione sarà ora sottoposta alle valutazioni dell’Autorità Giudiziaria nel corso del procedimento.
