Il 31 luglio a Bari va in scena 'Il gioco delle maschere': Arlecchino e Brighella tra Commedia dell’Arte e suggestioni shakespeariane
BARI - Una giornata dedicata alla tradizione delle maschere italiane: Arlecchino, Brighella, Colombina e Pantalone arrivano il 31 luglio alla Piazzetta giardino Santa Famiglia, nei pressi del Villaggio del Lavoratore con un gioco teatrale fatto di equivoci, comicità e improvvisazione.
Nell’ambito di “R…Estate a Bari 2026”, il progetto della Compagnia Tiberio Fiorilli inserito nel programma “Le Due Bari 2026” del Comune di Bari, venerdì 31 luglio alle ore 18.30 si terrà il laboratorio “Le maschere della Commedia dell’Arte”, dedicato allo studio della gestualità, della voce e dei personaggi iconici della tradizione teatrale italiana. Un percorso per esplorare il linguaggio fisico e creativo che da secoli caratterizza uno dei patrimoni più riconoscibili del teatro europeo.
Alle ore 21.00 sarà invece la volta di “Il gioco delle maschere”, scritto e diretto da Domenico Piscopo, con Nicola Adobati e Maria Chiara Bono. Lo spettacolo rilegge la Commedia dell’Arte attraverso un linguaggio pop e contemporaneo.
Al centro della vicenda ci sono Arlecchino, Brighella, Colombina e Pantalone, protagonisti di una storia metateatrale che prende vita nella locanda di Colombina, self-made woman determinata e intraprendente. Mentre i due celebri servi preparano un’importante cena, gli ospiti – ovvero il pubblico – arrivano in anticipo. Per intrattenerli e ingannare l’attesa, le maschere decidono così di improvvisare uno spettacolo dal sapore shakespeariano: un usurpatore ha assassinato il re, suo fratello, e imprigionato la regina. Saranno Brighella e Arlecchino, con l’aiuto di Pantalone e del fantasma del sovrano defunto, a tentare di liberarla e salvare il regno.
Tra teatro nel teatro, suggestioni della tragedia classica e comicità della tradizione popolare, “Il gioco delle maschere” crea un ponte tra passato e presente, dimostrando come i personaggi della Commedia dell’Arte siano ancora oggi capaci di raccontare il mondo con ironia, intelligenza e vitalità.
La rassegna “R…Estate a Bari 2026” si concluderà il 31 agosto all’Arena della Pace con “L’impresario delle Smirne”, celebre commedia di Carlo Goldoni, per la regia di Dino Signorile.
«Con “R…Estate a Bari 2026” - spiega Luca Amoruso della Compagnia Tiberio Fiorilli - vogliamo portare il teatro fuori dai luoghi tradizionali e restituire ai quartieri spazi di incontro, partecipazione e creatività. La nostra idea è quella di rileggere i grandi classici con uno sguardo contemporaneo, dimostrando che personaggi e storie del passato possono ancora dialogare con il pubblico di oggi, con linguaggi accessibili e capaci di coinvolgere generazioni diverse. La Commedia dell’Arte, in particolare, rappresenta un patrimonio straordinario di energia, ironia e relazione diretta con gli spettatori: attraverso spettacoli e laboratori vogliamo trasformare le comunità da semplici destinatarie a protagoniste del percorso culturale. L’attenzione all’inclusione, con tutti gli appuntamenti accessibili grazie all’interpretariato LIS, è parte integrante della nostra visione: un teatro davvero aperto è un teatro che accoglie tutte e tutti».