Pubblicate sul portale del Mase le osservazioni di Tracce aps sul rigassificatore a Taranto


TARANTO
- Sono state pubblicato sul portale della procedura di Via (Valutazione di impatto ambientale) del ministero dell'Ambiente e della Sicurezza energetica le osservazioni presentate anche dall'associazione Tracce – e controfirmate dalla associazione Cittadini e Lavoratori Liberi e Pensanti - sul progetto del terminale di rigassificazione, previsto al molo polisettoriale del porto di Taranto.

Il documento rappresenta un contributo tecnico-scientifico che contesta il progetto attraverso un approccio ancora poco utilizzato nelle procedure di Via italiane: l’economia del benessere, della valutazione del capitale naturale e dei servizi ecosistemici. L’obiettivo è superare una valutazione limitata ai soli aspetti tecnico-impiantistici, integrando anche gli effetti economici, sociali, culturali e ambientali che un'infrastruttura di questo tipo può produrre, in termini negativi, sul territorio.

«Per troppo tempo – ha dichiarato Gladys Spiliopoulos, portavoce di Tracce – il valore di un territorio è stato misurato quasi esclusivamente in funzione della sua capacità produttiva. Noi proponiamo un cambio di paradigma: nelle decisioni pubbliche devono entrare anche il valore della biodiversità, del paesaggio, della salute, dell'identità dei luoghi e dei servizi ecosistemici che sostengono il benessere delle comunità. Sono beni che generano valore economico reale e che non possono continuare a essere trattati come esternalità invisibili».

Le osservazioni esprimono la contrarietà di Tracce alla realizzazione del rigassificatore, ritenendo il progetto incompatibile con il percorso di rigenerazione ecologica che Taranto sta cercando di costruire e con la necessità di ridurre, anziché consolidare, il peso delle servitù industriali che gravano sulla città.

Uno dei temi centrali del documento riguarda lo stigma territoriale, affrontato non come semplice percezione sociale, ma come un fenomeno economico misurabile. Secondo Tracce, la concentrazione di grandi impianti industriali produce un progressivo deterioramento della reputazione del territorio, con effetti concreti sul mercato immobiliare, sull'attrattività turistica, sulla capacità di attrarre nuovi investimenti e, più in generale, sulle opportunità di sviluppo. L'inserimento di un nuovo impianto classificato Seveso III rischierebbe di rafforzare ulteriormente questa immagine, consolidando Taranto, agli occhi di cittadini, imprese e investitori, come un territorio irreversibilmente destinato alla funzione industriale.