L’autore e podcaster Filippo Gigante verso “Bentornato a casa”: cresce l’attesa per il nuovo romanzo

BARI - Dopo Bianco e nero e La piscina delle mamme, l’autore prepara il ritorno in libreria con una storia dedicata ai legami familiari, alla responsabilità e alla possibilità di ricominciare. Ci sono libri attesi perché sostenuti da imponenti campagne pubblicitarie e altri che cominciano a farsi desiderare attraverso un rapporto più intimo e autentico con i lettori. È in questa seconda forma di attesa che sembra inserirsi Bentornato a casa, il nuovo romanzo breve di Filippo Gigante, la cui uscita è prevista nell’autunno del 2026.

Autore, comunicatore e voce del podcast Connessioni – Quando le parole uniscono, Gigante ha costruito negli anni una comunità che ne segue le diverse attività e riconosce alcuni temi ricorrenti della sua narrazione: la fragilità delle relazioni, il peso delle assenze, il bisogno di essere ascoltati e la possibilità di ritrovare il proprio posto nel mondo. Dopo Bianco e nero e La piscina delle mamme, il nuovo romanzo sembra destinato a proseguire questo percorso, approfondendolo con uno sguardo più maturo e dolorosamente umano. Al centro della storia c’è Antonio Spaccaprimo, un uomo costretto a confrontarsi con le conseguenze delle proprie scelte e con una famiglia dalla quale è rimasto lontano troppo a lungo. Il suo viaggio non è soltanto fisico: è soprattutto un ritorno verso ciò che ha perduto e verso la persona che potrebbe ancora diventare.

A creare un ulteriore legame con le opere precedenti sarà anche la componente visiva. La copertina e le illustrazioni di Bentornato a casa sono infatti realizzate da Davide Gigante, fratello dell’autore e già artefice delle copertine e delle illustrazioni dei primi due romanzi brevi. Una collaborazione artistica e familiare che accompagna fin dagli esordi il percorso narrativo di Filippo Gigante, conferendo ai suoi romanzi una riconoscibilità che nasce dall’incontro tra parole e immagini. Davide non si limita a rappresentare le storie: ne interpreta l’atmosfera, traducendone visivamente emozioni, simboli e suggestioni.

In Bentornato a casa, la casa non rappresenta semplicemente un luogo. È una presenza, una possibilità e, forse, una domanda. Si può tornare davvero dopo aver ferito chi ci amava? È possibile ricostruire un legame spezzato? E quanto coraggio occorre per attraversare la soglia di una vita abbandonata anni prima? Sono interrogativi universali, capaci di avvicinare il romanzo a un pubblico ampio. Ognuno custodisce, infatti, una propria idea di casa: può essere una stanza, una persona, un ricordo, un sentimento o tutto ciò che permette di sentirsi accolti e al sicuro.

Proprio da questa riflessione nasce il progetto che accompagnerà l’uscita del libro. Attraverso la domanda «Cosa significa casa per te?», Filippo Gigante sta raccogliendo testimonianze e contributi per comporre un racconto collettivo fatto di voci, esperienze ed emozioni differenti. Una scelta che trasforma la promozione del romanzo in un’occasione di condivisione, coinvolgendo il pubblico ancora prima della pubblicazione.

Ma esiste davvero un’attesa per questo nuovo libro? I presupposti sembrano esserci. I suoi precedenti romanzi hanno delineato un’identità narrativa riconoscibile, mentre l’attività sui social, nel mondo della comunicazione e attraverso il podcast ha favorito la nascita di un rapporto diretto con chi lo segue. Naturalmente, l’interesse online non si traduce automaticamente in lettori e vendite. La sfida sarà accompagnare la curiosità fino all’uscita, svelando gradualmente la storia senza privarla del suo mistero. Tuttavia, Bentornato a casa possiede già un elemento essenziale: un tema nel quale molte persone possono riconoscersi.

L’attesa, in fondo, non si misura soltanto attraverso i numeri. Bentornato a casa si prepara così a essere non soltanto il nuovo romanzo di Filippo Gigante, ma una tappa importante del suo percorso autoriale. Una storia di responsabilità, cura e legami, rivolta a chi è partito, a chi è rimasto e a chi, nonostante tutto, spera ancora di sentirsi dire: «Bentornato a casa».