Nuova ondata di caldo al Sud: temperature fino a 44-45°C. Temporali al Centro-Nord


3BMeteo: “Tra giovedì e venerdì nuova fiammata africana. In Puglia fino a 40-42°C, rinfrescata al Sud solo a settembre”

L’estate torna a ruggire al Sud con una nuova intensa ondata di caldo africano, mentre il Centro-Nord sarà interessato dal passaggio di perturbazioni atlantiche con rovesci e temporali, localmente anche intensi. È lo scenario delineato da 3BMeteo, secondo il meteorologo Manuel Mazzoleni.

Nei prossimi giorni le regioni meridionali saranno nuovamente interessate dall’afflusso di roventi masse d’aria provenienti dal Nord Africa, con temperature in quota, a circa 1.500-1.600 metri, fino a 27-29°C. Una situazione che favorirà un nuovo e deciso aumento delle temperature, con valori anche 8-12°C superiori alle medie del periodo.

Picchi fino a 44-45°C

L’apice della nuova ondata di caldo è previsto tra giovedì e soprattutto venerdì. Le temperature potrebbero raggiungere i 43-44°C in Sardegna, mentre valori di 40-42°C sono attesi nelle zone interne della Sicilia, nel Cosentino, nel Metapontino e nel Tavoliere.

Caldo intenso anche nelle aree interne di Molise e Campania, dove si potranno raggiungere 38-40°C.

Durante la fase più calda, l’anticiclone subtropicale farà sentire i suoi effetti anche al Centro. Venerdì le massime potranno raggiungere 36-38°C, con punte isolate di 39-40°C tra Lazio e Abruzzo.

Puglia nella morsa del caldo

La Puglia sarà dunque tra le regioni maggiormente interessate dalla nuova fiammata africana. In particolare, il Tavoliere potrebbe raggiungere o superare la soglia dei 40°C, mentre anche le altre aree interne della regione vedranno un marcato aumento delle temperature.

Il caldo sarà accompagnato da condizioni prevalentemente stabili e soleggiate, soprattutto sulle regioni meridionali, dove l’anticiclone subtropicale manterrà il controllo della situazione.

Weekend: temperature in calo, ma non ovunque

Una parziale attenuazione del caldo è prevista nel corso del fine settimana. Le temperature torneranno a diminuire al Centro e su parte del Sud, mentre oltre i 40°C potrebbero resistere solo nelle zone dell’estremo Mezzogiorno.

La tendenza per l’inizio di settembre, ancora da confermare, indica inoltre un’Italia nuovamente divisa in due dal punto di vista termico: al Sud le massime potrebbero restare oltre i 34-35°C, mentre al Centro-Nord i valori potrebbero scendere anche sotto i 30°C.

Secondo 3BMeteo, per una vera rinfrescata sulle regioni meridionali potrebbe essere necessario attendere il primo weekend di settembre.

Temporali al Centro-Nord

Situazione completamente diversa al Nord e su parte del Centro, dove sono attesi nuovi passaggi perturbati.

Una prima perturbazione atlantica sta già interessando le regioni settentrionali e parte di quelle centrali, con locali rovesci e temporali. Una seconda perturbazione è prevista invece tra giovedì e venerdì, quando raggiungerà le Alpi e potrà provocare fenomeni anche intensi.

I temporali potrebbero risultare particolarmente forti sulle Alpi centrali, con possibili sconfinamenti sulle Prealpi, sulla Valpadana centro-orientale e, occasionalmente, sull’alto versante tirrenico.

Sabato la coda della perturbazione manterrà una certa variabilità sul Centro-Nord, con locali rovesci o temporali soprattutto al Centro e sul Nord-Est. Domenica, invece, il sole tornerà protagonista, salvo qualche temporale di calore sulle Alpi.

Al Nord le temperature resteranno comunque lontane dagli eccessi del Mezzogiorno, con massime generalmente comprese tra 26 e 32°C, fatta eccezione per temporanei picchi di 35-37°C tra l’Emilia orientale e la Romagna nella giornata di venerdì.

Caldo estremo sempre più frequente

3BMeteo evidenzia infine come le avvezioni di aria molto calda verso il Mediterraneo siano diventate più frequenti.

Secondo l’analisi citata da Mazzoleni, confrontando i periodi 1948-1977 e 1996-2025, la frequenza estiva delle giornate con temperature superiori a 25°C alla quota di 850 hPa, corrispondente a circa 1.500-1.600 metri, è passata da circa 1,7% a 3,6%, quindi più che raddoppiata.

Un dato che, secondo il meteorologo, indica come le espansioni dell’anticiclone subtropicale verso il Mediterraneo possano oggi trasportare con maggiore frequenza masse d’aria collocate nella fascia più estrema della distribuzione termica.