Oria, chiusa la fase diocesana della causa di beatificazione di Mons. Alberico Semeraro

(Ph Pierangela De Simone)

Il Cardinale Parolin: «Un pastore mite, testimone delle virtù cristiane»

DANIELE MARTINI - ORIA (BR) – Una giornata destinata a rimanere nella storia della Chiesa di Oria. Oggi, sabato 29 agosto 2026, nella Basilica Cattedrale dell’Assunta, si è celebrata la Santa Messa per la chiusura della fase diocesana della causa di beatificazione del Servo di Dio Mons. Alberico Semeraro, vescovo di Oria per oltre trent’anni e figura ancora profondamente radicata nella memoria della comunità diocesana.

A presiedere la solenne celebrazione è stato il Cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato di Sua Santità, giunto a Oria per un appuntamento di particolare rilevanza ecclesiale. La celebrazione delle ore 18 ha rappresentato il momento conclusivo dell’inchiesta diocesana sulla vita, le virtù e la fama di santità di Mons. Semeraro, vescovo di Oria dal 1947 al 1978 e fondatore dell’Istituto delle Suore Oblate di Nazareth.

Il Cardinale Parolin e il ritratto del “pastore mite”

Particolarmente significativa è stata l’omelia del Cardinale Parolin, che ha posto al centro della riflessione la mitezza di Mons. Semeraro, tratto distintivo della sua personalità sacerdotale ed episcopale.
Il Cardinale ha richiamato la figura di un Vescovo capace di vivere il proprio ministero senza protagonismi, attraverso una presenza pastorale caratterizzata dalla mitezza, dall'umiltà, dalla carità e dalla disponibilità verso le persone.
Una mitezza che, nella prospettiva indicata da Parolin, non deve essere interpretata come debolezza, ma come una vera forza evangelica: quella di chi sa servire la Chiesa, accompagnare le persone e affrontare le responsabilità del proprio ministero lasciandosi guidare dal Vangelo.
È proprio questa dimensione spirituale ad aver contribuito nel tempo alla memoria di Mons. Semeraro come “pastore mite”, espressione già utilizzata per descriverne la figura e la sua particolare sensibilità pastorale.

Virtù, opere e segni di Dio

Nel corso dell’omelia, il Cardinale Parolin ha richiamato anche il valore delle virtù, delle opere e dei segni di Dio riconducibili alla vita del Vescovo di Oria.
Non soltanto, dunque, la lunga attività pastorale di Mons. Semeraro, ma soprattutto ciò che essa ha rappresentato sul piano della fede: una vita nella quale l’azione ecclesiale, la preghiera, l'attenzione alle persone e la capacità di generare opere hanno costituito un'unica testimonianza cristiana.
La causa di beatificazione, infatti, non si limita a ricostruire una biografia, ma intende verificare la presenza di una autentica fama di santità, attraverso l'esame della vita, delle virtù e della testimonianza lasciata dal Servo di Dio.
Mons. Semeraro guidò la diocesi di Oria dal 1947 al 1978, attraversando una fase decisiva della storia della Chiesa italiana e partecipando anche al Concilio Vaticano II. Nel 1956 fondò inoltre l’Istituto delle Suore Oblate di Nazareth, una delle opere più significative legate al suo ministero.

Una Chiesa pugliese riunita a Oria

La celebrazione ha assunto anche un forte significato di comunione ecclesiale grazie alla presenza di numerosi Vescovi delle Chiese di Puglia, riuniti a Oria per condividere con la diocesi questo importante passaggio della causa di beatificazione.
Tra i presenti, Mons. Giovanni Intini, Arcivescovo di Brindisi-Ostuni, e Mons. Fabio Ciollaro, Vescovo di Cerignola-Ascoli Satriano, insieme ad altri rappresentanti dell’episcopato pugliese.
La loro presenza ha sottolineato come la vicenda di Mons. Semeraro non appartenga soltanto alla memoria della diocesi di Oria, ma costituisca una pagina significativa della storia religiosa della Puglia.
Accanto ai Vescovi, hanno partecipato sacerdoti, religiose, autorità civili e numerosi fedeli, in una Cattedrale gremita e raccolta nella preghiera.

Una tappa, non il traguardo

La chiusura della fase diocesana rappresenta un momento fondamentale, ma non coincide con la proclamazione della beatificazione. Con la conclusione dell'inchiesta diocesana, la documentazione raccolta viene ora trasmessa alla competente autorità della Santa Sede per le successive valutazioni previste dal procedimento.
Per la diocesi di Oria, tuttavia, quella di oggi rappresenta già una tappa storica: la comunità ha consegnato alla Chiesa il frutto di un lungo lavoro di ricerca e di testimonianza dedicato alla figura del suo antico pastore.
Il messaggio consegnato dal Cardinale Parolin appare quindi particolarmente significativo: guardare a Mons. Alberico Semeraro non soltanto come al Vescovo che ha guidato Oria dal 1947 al 1978, ma come a un uomo nel quale le virtù cristiane, le opere e la mitezza del pastore possono essere lette come segni di una vita profondamente orientata a Dio.

Oria guarda al futuro custodendo la memoria di un pastore

La celebrazione di oggi si inserisce in un fine settimana di particolare importanza per la diocesi. Domani, domenica 30 agosto, il Cardinale Parolin presiederà infatti nella Cattedrale di Oria il solenne Pontificale nella solennità di San Barsanofio, patrono della città e della diocesi.
Due celebrazioni differenti, ma unite da un unico filo: la fede di una comunità che guarda alla propria storia per ritrovare esempi capaci di parlare al presente.
E tra questi, oggi, emerge con particolare forza la figura di Mons. Alberico Semeraro, il “pastore mite” che la Chiesa di Oria continua a ricordare e che, attraverso la causa di beatificazione, affida ora alla valutazione della Chiesa universale.
Parole, opere e testimonianza di una vita al servizio del Vangelo: è questa l’eredità che Oria ha voluto consegnare oggi alla Chiesa.