Taranto, la Città Vecchia diventa un laboratorio per la nuova economia: la Regione approva il programma sperimentale

Decaro: «Un nuovo percorso di rigenerazione economica e sociale. La storia di Taranto non finisce oggi»

TARANTO – La Città Vecchia di Taranto diventa il banco di prova per un nuovo modello di rigenerazione economica e sociale. La Giunta della Regione Puglia ha approvato il programma sperimentale “Laboratorio Città Vecchia”, nato dalla collaborazione con il Comune di Taranto per favorire la riattivazione degli spazi pubblici sottoutilizzati e creare le condizioni per l’insediamento di nuove attività.

L’obiettivo non è soltanto recuperare gli immobili, ma costruire intorno agli spazi disponibili un sistema capace di generare lavoro, servizi, nuove imprese e vitalità per il quartiere. Il programma mette insieme patrimonio pubblico, sostegno all’imprenditorialità, formazione, accompagnamento e strumenti di agevolazione.

Il progetto si inserisce nel percorso già avviato dal Comune di Taranto, che ha individuato dodici immobili di proprietà comunale nella Città Vecchia da destinare, attraverso procedure a evidenza pubblica, a nuove attività economiche, commerciali e artigianali.

Gli spazi messi a disposizione dal Comune saranno accompagnati da un sistema coordinato di strumenti regionali. In particolare, nell’ambito del “Laboratorio Città Vecchia” sarà ampliata la platea delle attività che potranno accedere alle opportunità previste dal bando NIDI JTF, consentendo a un numero maggiore di aspiranti imprenditori di avviare nuove iniziative nell’area interessata dalla sperimentazione.

Il Comune definirà le destinazioni d’uso degli immobili e gestirà le procedure per la concessione degli spazi.

Decaro: «Taranto ha tante energie da liberare»

«La città di Taranto ha tante energie da liberare e da valorizzare», ha dichiarato il presidente della Regione Puglia Antonio Decaro, sottoscrittore della delibera.

Secondo Decaro, la partecipazione dei cittadini e la vivacità registrata nelle giornate dei Giochi del Mediterraneo dimostrano «che esiste la voglia di vivere e di investire a Taranto».

Da qui la scelta di puntare su un laboratorio urbano con un sostegno regionale «in gran parte a fondo perduto», per favorire la nascita di nuove attività economiche capaci di animare la Città Vecchia e contribuire a un nuovo sviluppo economico diffuso.

L’obiettivo, ha sottolineato il presidente della Regione, è anche quello di rigenerare immobili pubblici e privati, creare occupazione e stimolare nuove idee e iniziative.

La sperimentazione tarantina dovrebbe inoltre servire a verificare la possibilità di replicare il modello in altri centri storici, piccoli borghi e territori della Puglia.

«Ci auguriamo che agli immobili pubblici messi a disposizione dal Comune si aggiungano tanti immobili privati», ha aggiunto Decaro, indicando la prospettiva di costruire «un nuovo sistema urbano per la Città Vecchia di Taranto».

Investimenti fino a 150 mila euro

Il programma prevede un sostegno agli investimenti compresi tra 10 mila e 150 mila euro, con una copertura complessiva fino al 100% dell’investimento.

Le agevolazioni saranno articolate in:

* 50% di contributo a fondo perduto;
* 25% di prestito a tasso zero;
* 25% di assistenza rimborsabile, che potrà trasformarsi in contributo a fondo perduto in caso di regolare pagamento delle prime 30 rate.

A queste agevolazioni potranno aggiungersi fino a 15 mila euro a fondo perduto per sostenere le prime spese di gestione dell’attività.

Uno sportello permanente per accompagnare imprese e cittadini

Il “Laboratorio Città Vecchia” interverrà anche prima dell’insediamento delle nuove attività, attraverso iniziative finalizzate alla formazione, alla progettazione e alla creazione di reti.

È prevista l’attivazione di uno Sportello territoriale permanente, che offrirà informazioni, orientamento e accompagnamento a chi sarà interessato ad avviare un’attività nella Città Vecchia.

Saranno inoltre organizzate attività di animazione territoriale e coinvolgimento della comunità, percorsi formativi e iniziative di supporto rivolte sia agli operatori economici sia ai residenti interessati a sviluppare percorsi di autoimpiego, lavoro autonomo o microimpresa.

I partecipanti potranno essere accompagnati nella preparazione dei progetti e dei piani d’impresa e, dopo l’avvio delle attività, potranno beneficiare di servizi di tutoraggio, consulenza specialistica, networking e promozione collettiva.

Particolare attenzione sarà rivolta a giovani, professionisti, imprese, associazioni e operatori culturali, senza trascurare il rafforzamento dei servizi di prossimità destinati ai residenti e la valorizzazione dei mestieri, dei saperi artigianali e delle competenze già presenti nella comunità.

ARTI e Puglia Sviluppo coinvolte nel progetto

A supporto della sperimentazione saranno coinvolte le strutture tecniche regionali. ARTI e Puglia Sviluppo parteciperanno alle attività di animazione territoriale, formazione, accompagnamento, monitoraggio e valutazione, oltre che alle azioni di sostegno agli investimenti e agli strumenti agevolativi previsti dal programma.

Taranto diventa così il primo banco di prova di un possibile nuovo modello regionale di rigenerazione economica e sociale.

La sfida, dunque, non è soltanto recuperare immobili inutilizzati, ma creare attorno a quegli spazi nuove attività, occupazione, servizi e relazioni con la comunità.

I risultati della sperimentazione saranno utilizzati per valutare la possibilità di estendere il modello ad altri centri storici, quartieri periferici, borghi e aree della Puglia caratterizzati dalla presenza di patrimonio pubblico e privato inutilizzato o sottoutilizzato.

«La storia di Taranto non finisce oggi – ha concluso Decaro – anzi, oggi mettiamo un nuovo primo passo».