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Il futuro del Bif&st nel segno di Nino Rota

di FREDERIC PASCALI - Chiusi i battenti e i clamori, il Bari International Film Festival già si proietta al futuro e prospetta nuove ambiziose declinazioni. Si è cominciato a parlarne nella conferenza stampa di chiusura dello scorso sabato 28 aprile. Felice Laudadio, Direttore e ideatore del Bif&st, ha insistito su questo punto sottolineando la necessità di dare alla manifestazione un senso di assolutezza e di esclusività evitando, negli otto giorni previsti, distrazioni di pubblico. In questo senso il modello più ambito, e auspicato, resta quello di Cannes con la città che nei giorni del Festival è totalmente dedicata e concentrata sul suo avvenimento.

La sensazione generale è che quello barese sia giunto a un punto di svolta che quasi gli imponga di trovare soluzioni in grado di ampliarne successo e diffusione. I numeri delle presenze, sempre molto elevati e attorno alla capienza massima di 75000,e le richieste del pubblico di una continuità anche al di fuori delle date previste, accreditano l’auspicio, sempre secondo Laudadio, di insistere ulteriormente sulla natura di volano turistico della manifestazione.

A tal proposito, prospettiva fondante per il futuro potrebbe essere il coinvolgimento di altri teatri, come il Piccinni e il Margherita, entrambi di prossima riapertura, o i castelli, patrimonio culturale di Bari e della sua provincia, quali lo Svevo del capoluogo e l’Angioino di Mola, senza dimenticare il contiguo teatro Van Westerhout. Delocalizzare per ampliare l’offerta e la presenza sul territorio pur mantenendo la centralità barese. Grandi prospettive che cominceranno a maturare, si spera, già dalla prossima edizione la cui data è ufficializzata tra il 27 aprile e il 4 maggio. Sarà un Bif&st dedicato al grande Nino Rota e alla sua indimenticabile produzione musicale. Potrebbe essere questa una dedica di carattere non estemporaneo con il nome del compositore destinato a legarsi immutabilmente al Festival barese.

Con Bertolucci, Tornatore, Marlon Brando e Maria Schneider si conclude l’edizione 2018 del Bif&st

di FREDERIC PASCALI - Non ci sono dubbi, il Bari International Film Festival  è giunto al suo ultimo giorno di programmazione, non ci si strappa le vesti ma con un po’ di malinconia si ripensa agli ultimi clamori di un palinsesto che nella giornata conclusiva riserva le maggiori attenzioni alla presenza di Bernardo Bertolucci, protagonista della Master Class mattutina,  e alla proiezione, in serata, del suo restaurato “Ultimo tango a Parigi”.

Il tedesco “Der Hauptmann”  è stato il miglior film presentato in questa nona edizione. Proiettato giovedì sera nell’ambito delle “Anteprime Internazionali”, era altresì in concorso nel “Panorama Internazionale” dove ha sbancato portandosi a casa sia il premio per la miglior regia, con Robert Schwentke, sia quello per il miglior attore protagonista, con Max Hubacher.

Un’opera visionaria, dotata di un bianco e nero illuminato magistralmente dalla fotografia di Florian Ballhaus, che affonda le sue radici nelle drammatiche ultime settimane di vita della Germania hitleriana. Con un piglio che ricorda molto il Tarantino di “Inglourious Bastards”, Schwentke, nell’occasione anche sceneggiatore, si ispira a una storia vera e poco raccontata, come molte di quei giorni di confusione e di efferati regolamenti di conti.

La figura di un giovane disertore tedesco si trasforma in un ineffabile e cinico capitano della Luftwaffe che la disperazione e la smania di esistere modella come il più crudele dei carnefici. Circondata da altri uomini alla deriva o allo sbando, la carovana del capitano “Willi Herold” ci porta all’interno dei rigurgiti di una nazione incapace di rendersi pienamente conto dell’immane tragedia che l’attanaglia. I primi piani intensi ci consegnano il senso di un delirio che ancor oggi la memoria dovrebbe fare fatica a dimenticare.

Nello stesso concorso, vincitrice del premio per la miglior attrice protagonista è stata la bravissima Maria Mozhdah per  “Cosa dirà la gente” , prodotto tra Norvegia, Germania e Svezia e diretto da Iram Haq. Detto anche dell’applaudita presentazione  di “Prima che la notte”, il film per la televisione di Daniele Vicari, prodotto dalla Rai, con un grande Fabrizio Gifuni nei panni del compianto Pippo Fava, tra i titoli di coda del Festival nel pomeriggio sarà possibile la visione del restaurato “Nuovo Cinema Paradiso” introdotto dallo stesso regista, Giuseppe Tornatore, e dal critico Jean Gill.

Carofiglio, De Cataldo, 'Lucky Luciano' e 'The captain' tra i protagonisti dell’odierno Bif&st

di FREDERIC PASCALI - Non ancora sopite le riflessioni attorno a “La douleur”, la magnetica pellicola diretta da Emmanuel Finkiel spasmodicamente intrisa del tema dell’attesa, il Bari International Film Festival volta pagina con la mattinata del Petruzzelli dedicata a un incontro a quattro con protagonisti Gianrico Carofiglio, Giancarlo De Cataldo, Margarethe von Trotta e Michele Emiliano, moderato da Felice Laudadio e preceduto dalla proiezione de “Il lungo silenzio”, il film che nel 1993 la von Trotta dedicò alla difficile vita di un magistrato impegnato in prima linea nella lotta al crimine.

Nel pomeriggio è ancora il concorso del “Panorama Internazionale” a catalizzare le attenzioni con una produzione italiana, “Xolo”, e una greca, “To Teleftaio Simeioma”. La prima, con la regia del cerignolano Giuseppe Valentino,alla sua prima prova di lungometraggio, trae da una storia vera il racconto di una donna del Sud Italia, Rosa, in tutto dipendente dal suo compagno, il cui destino verrà cambiato da un incontro inaspettato con un francese, Nathaniel, e il suo cane, Xolo.

Nella seconda, diretta da Pantellis Voulgaris, si torna indietro nel tempo fino ai tragici fatti del primo maggio 1944 con la fucilazione di 200 partigiani e comunisti greci da parte degli occupanti tedeschi a Kaisariani. Nel segno dei classici si paventa invece il preserale del Galleria con la parte del Festival dedicata a Franco Cristaldi che alle 19 presenta “Lucky Luciano”, l’indimenticabile pellicola di Gianfranco Rosi con protagonisti Gian Maria Volontè, Vincent Gardenia e Magda Konopka.

Come di consueto, il teatro Petruzzelli ospita il gran finale di giornata con la designazione dei vincitori della gara riservata alle “Opere prime e seconde” e la proiezione, per le “Anteprime Internazionali”, di “The Captain” del tedesco Robert Schwentke, l’ultimo film che il Bif&st dedica al secondo conflitto mondiale con il racconto rocambolesco dell’avventura di un disertore dell’esercito nazista nelle ultime due settimane di guerra della Germania. 

Dopo 'Sarah and Saleem' il 25 aprile del Bif&st proietta la guerra di Fedorchenko e della Duras

di FREDERIC PASCALI - È stato “The Reports on Sarah and Saleem”, diretto da Muayad Alayan, il film protagonista della giornata festivaliera di ieri. La pellicola palestinese, che trae la sua origine da fatti realmente accaduti, traspone sul grande schermo, con una naturale efficacia, la storia di due amanti, una donna israeliana, Sarah,  e un uomo palestinese, Saleem, che, loro malgrado,   finiscono per essere coinvolti in un affare di Stato che travolge le loro vite e quelle dei loro cari.

La seconda prova di lungometraggio di Alayan mostra una maturità narrativa che, al di là di alcune forzature legate a qualche taglio di montaggio, è ben supportata dai movimenti della macchina da presa, classici e con qualche citazione “americana”, e dalla prova di tutti gli interpreti, in particolare dei due protagonisti: Sivane Kretchner, “Sarah”, e Adeeb Safadi, “Saleem”. L’autore dà una chiave di lettura improntata alla speranza piegando il perenne dramma delle relazioni arabo-israeliane alla forza dell’istinto materno, irrefrenabile e unico propulsore per superare ostacoli di qualsiasi natura.

Nel giorno della Liberazione, dopo la master class del regista Mario Martone, preceduta dalla proiezione de “Il giovane favoloso”, il Bari International Film Festival pone il suo accento sui dolorosi anni del Secondo Conflitto Mondiale già dalla sezione in concorso riservata al “Panorama Internazionale”. Prima con “Den 12.Mann” di Harald Zwart, pellicola dedicata alla leggenda dell’eroe di guerra norvegese Jan Baalsrud e poi con “Voina Anny” di Aleksej Fedorchenko che nel 1941 ripercorre la storia di Anna, una bambina ebrea di 6 anni che, dopo lo sterminio della sua famiglia da parte dei nazisti, è costretta a lottare strenuamente per sopravvivere a un mondo adulto terribilmente ostile. “La douleur”, il film di Emmanuel Finkiel ambientato nella Parigi del 1944 e tratto dall’omonimo romanzo, in parte autobiografico, di Marguerite Duras, è l’ Anteprima Internazionale che conclude la serata del teatro barese.

Per chi se lo fosse perso nell’uscita in sala, l’ultimo spettacolo in programma al cinema Galleria propone “Sicilian Ghost Story” di Fabio Grassadonia e Antonio Piazza. In gara nella sezione “opera prima e seconda” la pellicola, seppur con qualche incertezza recitativa, ricostruisce, coniugando mirabilmente coraggio e poesia, la triste vicenda del piccolo Giuseppe Di Matteo.

'La grande abbuffata' e il ritorno di Soderbergh per il terzo giorno di Bif&st

di FREDERIC PASCALI - Immune dal clima stantio del lunedì, il festival barese, dopo il successo fragoroso del cine-concerto dedicato a Trovajoli, magistralmente introdotto da Pippo Baudo,  incamerata la mattinata con la master class di Andrea Ferreol, attrice francese di grande valore che debuttò magnificamente con Ferreri ne “La grande abbuffata”, rilancia l’ItaliaFilmFest con quattro pellicole dedicate principalmente ai sentimenti.

“Amori che non sanno stare al mondo” di Francesca Comencini, con Lucia Mascino e Thomas Trabacchi, e “Dove non ho mai abitato” di Paolo Franchi, con Emmanuelle Devos e Fabrizio Gifuni, nel gruppo dedicato ai lungometraggi; “Gatta Cenerentola”, film d’animazione per adulti di Alessandro Rak,e “Cuori puri” di Roberto De Paolis, con Selene Caramazza e Simone Liberati, in quello riservato alle “Opere prime e seconde”.

Tutti programmati nel cinema Galleria a partire dalle 19 e 45, faranno “concorrenza” al palinsesto del Petruzzelli imperniato su “Une part d’ombre” di Samuel Tilman, thriller belga dagli spunti interessanti in gara nel “Panorama Internazionale”, e sul ritorno alla regia di Steven Soderbergh con “Unsane” un thriller dai contorni horror previsto nel prime time delle “Anteprime Internazionali”.

Nell’ambito dei classici imperdibili, la tarda serata del Galleria offre in materia robusti spunti: “Dillinger è morto” di Marco Ferreri, con Michel Piccoli e Annie Girardot, e “Salvatore Giuliano” di Francesco Rosi, con Frank Wolff e Salvo Randone.

Infine, merita una segnalazione a prescindere “Il consiglio d’Egitto”, la bella pellicola di Emidio Greco, originario del tarantino e scomparso nel 2012 a Roma, che affonda le sue origini nell’omonimo romanzo di Leonardo Sciascia. Con Silvio Orlando, Tommaso Ragno e Renato Carpentieri s’incentra sulla vicenda di Giuseppe Vella, intellettuale del Settecento abile creatore di clamorosi falsi storici, e del rivoluzionario Francesco Paolo Di Biasi.

Nella domenica del Bif&st dominano Pippo Baudo e la musica di Trovajoli. Debutta Paolo Sassanelli

di FREDERIC PASCALI - La domenica del Festival barese, con ancora presente l’omaggio di Felice Laudadio e Margarethe von Trotta, Direttore e Presidente del Bif&st, a Vittorio Taviani, si apre con l’attesa Master class di Pippo Baudo impegnato a ricordare e celebrare il grande compositore Armando Trovajoli. Un preambolo dello spettacolo che, sempre presso il teatro Petruzzelli, alle 21 si snoderà nel cine - concerto intitolato “Armando Trovajoli. La musica tra teatro e cinema” con, tra gli altri, Rita Marcotulli, al pianoforte, Beppe Servillo, voce, e Luciano Biondini alla fisarmonica. L’evento sarà preceduto dalla proiezione di “Caro Trovajoli”, l’ultima intervista concessa dal Maestro e raccolta da Linda Tugnoli.

Nel pomeriggio debutta la sezione “Panorama Internazionale” con la presentazione, fuori concorso, dell’opera prima di Paolo Sassanelli. Attore di rango, si cimenta nella regia con “Due piccoli italiani”, la storia di due pugliesi che dopo varie vicissitudini si ritrovano a “gustare” una vita differente nella lontana Islanda. A seguire il primo film in gara: “Hva vil folk si”, di Iram Haq. Una produzione contesa tra Novergia, Germania e Svezia che narra la vicenda della sedicenne Nisha, residente in Norvegia ma di origine pachistana. Quasi in contemporanea, al Galleria, fluttuano le emozioni della sezione “Cinema e Scienza” con “Grizzly Man” di Werner Herzog, un docudramma che si sofferma sulla biografia di Timothy Treadwell, l’ecologista che nel 1990 iniziò a studiare la vita e i comportamenti degli orsi Grizzly in Alaska.

In serata prosegue la competizione dell’Italiafilmfest “Opera prima e seconda” con il grande schermo che accoglie “Il contagio” di Matteo Botrugno. Tratto dal romanzo di Walter Siti, il film è ambientato in un condominio di una borgata romana dove si trascinano storie di gente comune e di disperati. Tra gli interpreti Vinicio Marchioni, Anna Foglietta, Maurizio Tesei, Giulia Bevilacqua e Vincenzo Salemme. Chiude la giornata “L’ordine delle cose” di Andrea Segre, premiato ieri sera per il “miglior soggetto” nella sezione “lungometraggi italiani”. Interpretata da Paolo Pierobon, Giuseppe Battiston, Valentina Carnelutti, Olivier Reourdin e Fabrizio Ferracane, la pellicola si sofferma sui travagli di coscienza di un alto funzionario del Ministero Italiano incaricato di affrontare il problema dei viaggi illegali tra la Libia e l’Italia.

Bif&st 2018: Emiliano e Baudo a presentazione mostra '30 anni nel paradiso del cinema'


BARI - Il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano ha partecipato oggi, in occasione del Bif&st all’inaugurazione della mostra “30 anni nel paradiso del cinema”, a cura di Ninni e Ida Panzera, dedicata ai 30 anni dall’Oscar di Nuovo cinema Paradiso, e che si tiene nel Colonnato del Palazzo della Città Metropolitana di Bari.

All’evento, oltre ai curatori, hanno partecipato il sindaco di Bari Antonio Decaro, il direttore del Bif&st, Felice Laudadio e l’artista e presentatore Pippo Baudo.

“La visione che Laudadio ha avuto per il Bif&st – ha detto Emiliano – sovverte i luoghi comuni che si hanno sui festival, rappresentati come insiemi di red carpet dove si esibiscono le star, mentre qui si esibisce il pubblico, con un’inversione che commuove ed emoziona soprattutto chi il cinema lo fa.

Sapere che la propria opera creativa viene apprezzata anche nei luoghi dove normalmente la cultura delle star non arriva deve essere un’enorme soddisfazione. Per questo nessuno vuole mancare a questo appuntamento. Tutti si sottopongono anche alla fatica, come ha fatto oggi Favino, di incontrare migliaia di persone, di parlare loro, di mostrare la propria anima. Questo risultato va portato a patrimonio: siamo dell’idea che il Bif&st dopo dieci anni di rodaggio si debba trasformare in una istituzione culturale che, senza perdere l’elasticità e la flessibilità, possa evidentemente raggiungere nuovi traguardi. Questi nuovi traguardi saranno presentati nel loro schema embrionale nella conferenza stampa finale”.

“Attraverso Nuovo Cinema Paradiso - ha aggiunto Emiliano, con riferimento alla mostra - abbiamo capito che il destino dei sud, anche quelli più difficili, può essere cambiato attraverso dosi massicce di cultura e di educazione alla bellezza. Insisteremo su questo con uno spirito di unità, perché uno dei difetti che spesso il Sud ha è quello di immaginarsi attraverso imprese isolate, alle volte gloriose e irripetibili, ma che non lasciano alcun risultato permanente. Noi vogliamo sfuggire a questo destino. Il Bif&st manterrà quindi la sua matrice popolare che è quella cui teniamo di più”.

 “Ci dà una grande felicità l’avere Pippo Baudo con noi – ha detto poi Emiliano a margine della presentazione - Lui ha avuto dagli italiani tantissimo amore e tantissimo amore ha restituito. Lo so che non è di moda parlare dell’amore in modo così spudorato, però l’amore è il motore del mondo, che crea l’attrazione per uno spettacolo, che crea l’attrazione tra le persone, che crea tutte le cose meravigliose che l’umanità mette in campo. “Nuovo Cinema Paradiso” è ovviamente un film d’amore strepitoso che è entrato nel cuore di tutti noi. E’ un film siciliano, io non dimentico di essere stato all’inizio della mia vita un piccolo magistrato di provincia alla Procura di Agrigento, ho amato e amo tantissimo quella regione e il fatto che il “Pippo nazionale” sia siciliano è per me motivo di ulteriore grande commozione. Affido a lui, “padre della Patria”, l’analisi della mia regione, spero che la sua presenza qui ci consenta di correggere i nostri difetti e di incoraggiarci sulle cose giuste che stiamo facendo”.

“Sono innamorato della Puglia e di Bari – ha detto infine Baudo – ho lavorato qui per vent’anni dalla Casa del Soldato di Bari quando non c’era la sede Rai. E’ una città meravigliosa, ospitale, piena di sole e di allegria, con affetto da parte del pubblico. Mi sono esibito anche a Pane e Pomodoro, dove oggi per fortuna non ci sono più i grattacieli”.

E venne il giorno. Il Bif&st debutta con Favino, Ferreri e Nico

di FREDERIC PASCALI - Infine ci siamo, il Bari International Film Festival  apre i battenti e celebra la sua nona edizione con una giornata densa di appuntamenti e presenze importanti.

Si comincia con la “Master Class” di Pierfrancesco Favino, atteso, in serata, dal “Platinum Award for Cinematic Excellence”, che  alle 11 incontra il pubblico sul palcoscenico del teatro Petruzzelli subito dopo la proiezione del film “A.C.A.B. All Cops are Bastards” di Stefano Sollima. Si prosegue alle 13, presso il Colonnato dell’ex Palazzo della Provincia, con l’inaugurazione della mostra “30 anni nel paradiso del cinema”, a cura di Ninni e Ida Panzera, dedicata ai 30 anni dall’Oscar di “Nuovo Cinema Paradiso” di Giuseppe Tornatore.

Prestigioso viatico per un pomeriggio imperniato sul debutto delle sezioni “Cinema e Medicina” e “Cinema e Scienza”, “Magnifica Ossessione” di Douglas Sirk e “The white diamond” di Werner Herzog le proiezioni più interessanti, e sulla partenza delle retrospettive dedicate al regista Marco Ferreri e al produttore Franco Cristaldi, “Le notti bianche” di Luchino Visconti e “La lucida follia di Marco Ferreri” di Anselma Dell’Olio i due titoli giusti per approcciarne al meglio i temi.

Sempre nel pomeriggio, nella sezione “Eventi Speciali”, da segnalare “Armando Trovajoli Cent’anni di musica” di Mario Canale e Annarosa Morri, un lungo racconto che il Maestro fa di sé stesso e del suo lavoro. Nella serata del cinema Galleria apre i battenti il concorso dedicato all’Italiafilmfest “Opera prima e seconda” con la proiezione di ben tre pellicole tra cui spicca “L’intrusa” di Leonardo Di Costanzo, una drammatica storia di camorra e di ricerca di riscatto.


Dopo il tributo a Luis Bacalov nella sezione “Cinema e Musica” con la diffusione del “Django” di Sergio Corbucci, la serata della prima giornata del Bif&st affida a un legal thriller americano, “Roman J. Israel, Esq.” di Dan Gilroy, il compito di inaugurare la sezione dedicata alle “Anteprime Internazionai” del teatro Petruzzelli.

“Nico, 1988” di Susanna Nicchiarelli, in programmazione alle 19 e 45 al Galleria, per chi non l’avesse già visto, è il film da non perdere, con la regista, vincitrice del premio per la miglior sceneggiatura nella sezione “lungometraggi” dell’Italiafilmfestival, intenta a narrare l’ultimo periodo di vita di Christa Päffgen, donna dal fascino indiscusso e icona pop del Novecento.

Bif&st 2018, le ultimissime prima del via

di FREDERIC PASCALI - A meno di 24 ore dall’inizio della nuova edizione del Bari International Film Festival, l’ultima conferenza stampa di presentazione, quella andata in scena ieri presso il Museo Civico di Bari, ha sancito l’importanza e la storicità di una manifestazione che, come confermato dallo stesso Direttore organizzativo Angelo Ceglie, anche quest’anno sembra destinata a registrare l’ennesimo “sold out”. Una sensazione che era già emersa il 13 aprile scorso nella presentazione romana che aveva il compito di riempire gli ultimi vuoti relativi al palinsesto artistico.

Le “Anteprime Internazionali”, come sempre ubicate nel “serale” del Teatro Petruzzelli, sfilano in un cartellone già ricco dell’omaggio, nella giornata del 28, al regista Bernardo Bertolucci, presente in sala per l’occasione, e al suo restaurato “Ultimo tango a Parigi”, il film più visto nella storia del cinema italiano.

Tuttavia, non è da meno l’impatto emotivo di molti altri titoli con il ritorno alla regia di Steven Soderbergh con un thriller, “Unsane”, che lambisce prepotentemente i confini dell’horror e assicura brividi e paure per la serata di lunedì 23. Vi sono poi le pellicole dedicate ai giorni drammatici del Secondo Conflitto Mondiale: “La douleur” di Emmanuel Finkiel e “Der Hauptmann” di Robert Schwentke. Due produzioni europee, ambientate tra il 1944 e il 1945, con la prima intenta a narrare l’omonimo romanzo, in parte autobiografico, di Marguerite Duras, e la seconda impegnata a descrivere il tentativo di sopravvivenza, negli ultimi giorni di guerra, di un giovane disertore tedesco. Due film che insieme ad altri tre presenti nel concorso “Panorama Internazionale”, in programmazione nel pomeriggio, costituiscono un piccolo nucleo di riflessione sui tragici fatti legati alla guerra nazifascista.

In quest’ambito, già foriero di grandi elogi, come confermato dallo stesso Felice Laudadio, il Direttore del Festival, “Anna’s War”, il lungometraggio diretto dal russo Aleksej Fedorchenko si preannuncia come assolutamente da non perdere. Detto anche di “Prima che la notte”, il lavoro di Daniele Vicari dedicato al coraggio e alla memoria di Pippo Fava, scrittore e giornalista ucciso dalla mafia nel 1984, va sottolineata la decisione di dedicare questa edizione del Bif&st al recentemente scomparso Vittorio Taviani, insieme al fratello Paolo autore di uno dei sodalizi più longevi e importanti nella storia del cinema.

È di nuovo tempo di Bif&st, un fenomeno culturale e di costume

di FREDERIC PASCALI - Il Bari International Film Festival giunto ormai al decimo anno di vita, comprendente l’edizione zero, sorprende non tanto per la sua relativa longevità ma per la capacità di attrarre ogni anno attenzioni e attese spasmodiche rifuggendo i divismi hollywoodiani e collocandosi in quella via di mezzo dove si incontrano l’aspetto accademico - divulgativo e quello celebrativo.

A poco più di un mese dal suo inizio, fissato per il 21 aprile, ai punti fermi già noti, come l’articolata retrospettiva, in collaborazione con Il Centro Sperimentale di Cinematografia e la Cineteca Nazionale, dedicata al mai troppo incensato Marco Ferreri, nella conferenza stampa barese dello scorso 10 marzo, è stata annunciata da Felice Laudadio, il Direttore e ideatore del Bif&st, la proiezione,nella serata del 28 aprile del teatro Petruzzelli, della versione restaurata, in 4K dal premio Oscar Vittorio Storaro, di “Ultimo tango a Parigi” di Bernardo Bertolucci. Lo stesso regista, oltre a ricevere il Premio Fellini, dialogherà poi con il pubblico nell’ultima delle “Lezioni di cinema” previste. Nel medesimo giorno il palcoscenico del teatro barese ospiterà anche il restaurato, a cura della Cineteca di Bologna, “Nuovo Cinema Paradiso” di Giuseppe Tornatore, presentato per la prima volta nel capoluogo pugliese nel lontano settembre 1988.

Ultimo dei grandi eventi speciali annunciati, in una conferenza stampa che contava la presenza, tra l’altro, di Michele Emiliano, Presidente della Regione Puglia, di Antonio Decaro, sindaco di Bari, di Loredana Capone, Assessore regionale all’Industria Turistica e Culturale, e Maurizio Sciarra, Presidente dell’Apulia Film Commission, è stato quello del cine-concerto in onore di Armando Trovaioli,nell’occasione dei cento anni dalla sua nascita, con la presenza di Pippo Baudo come anfitrione d’eccezione.

Da segnalare il proliferare delle sezioni in connubio attraverso l’instaurazione di “Cinema & Musica”,”Cinema & Medicina” e “Cinema & Arte” con all’interno di quest’ultima l’anteprima mondiale de “Le memorie di Giorgio Vasari: un artista toscano” di Luca Verdone. Infine, per ciò che concerne la parte riguardante le pellicole in concorso, non ancora note quelle del “Panorama Internazionale”, nell’ambito di quello dedicato alle “Opere prime e seconde”, tra i tanti lavori interessanti in gara, da non mancare “Sicilian Ghost Story” di Fabio Grassadonia e Antonio Piazza e “Hannah” di Andrea Pallaoro.

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