San Nicola e il dialetto barese protagonisti al Circolo Unione

(Ph R. De Gaetano)
di Vito Ferri - Una splendida serata nella fantastica cornice dei Saloni del Circolo Unione di Bari, presieduto da Giacomo Tomasicchio, è stata dedicata al volume  “San Nicola, il dialetto barese e…” (Levante Editori), un volume curato da Vittorio Polito, giornalista e scrittore nel quale sono state raccolte circa 50 poesie, prose, curiosità ed anche uno spartito musicale di un inno dedicato al nostro grande e bel Santo.

Giacomo Tomasicchio, presidente del Circolo Unione, portando il saluto dei soci e del Consiglio Direttivo, si è detto amante della baresità e del dialetto barese.

Nico Veneziani, cardiologo ed esperto di tradizioni popolare, ha condotto e moderato abilmente la serata parlando di San Nicola, del dialetto barese, facendo una lunga e qualificata dissertazione sui contenuti del libro, curato da Vittorio Polito, che rappresenta una speciale antologia dedicata al Santo di Bari. Il moderatore ha presentato gli intervenuti, tra i quali il Magnifico Rettore dell’Università di San Marino, Corrado Petrocelli e la scultrice Anna Maria Di Terlizzi, autrice del quadro “San Nicola a cavallo del gallo Barium”, oggetto dell’immagine di copertina.  Veneziani ha anche ricordato Nino Lavermicocca, l’archeologo barese recentemente scomparso e che con San Nicola aveva una particolare predilezione.


Petrocelli ha quindi preso la parola sottolineando il culto universale per San Nicola e la sua particolare protezione concessa ai deboli, ai bisognosi, agli emarginati, alle fanciulle da marito, ai bambini, ai marinai, ai commercianti, agli avvocati ed agli scolari. A tutto ciò si aggiungono i tratti della baresità, baresità che Polito conosce e riassume in una delle pagine del libro: tradizioni, folclore, cucina, monumenti, chiese, modi di dire, comportamenti, proverbi, soprannomi, usi e costumi, teatro, poesie e, prepotentemente rientra anche il nostro San Nicola e tutto quello che lo riguarda, dialetto compreso. Il dialetto è una lingua che si evolve, ha aspetti conservativi, quella che custodisce lasciti preziosi che vengono dal passato. Insomma i segni della nostra storia. Per questi motivi il dialetto è un bene comune e come tutti i beni comuni nessuno dovrebbe tentare di appropriarsene e tutti dovremmo collaborare a studiarlo con metodi scientifici in modo da metterci d’accordo sulla grammatica, la grafia, la fonetica, i dizionari. Quindi, “costretto” da Nico Veneziani, ha declamato in dialetto barese la poesia di Pino Gioia “La fèmmene du marenàre”, ottenendo un personale successo per la perfetta declamazione. Ha rivolto infine un pensiero per Nino Lavermicocca il quale sosteneva che San Nicola è un elemento di coesione.

È intervenuta Anna Maria Di Terlizzi, scultrice barese, autrice dell’opera “San Nicola a cavallo del gallo Barium”, un collage che è stato oggetto della copertina del libro di Polito, illustrando il significato del suo quadro che vede San Nicola cavalcare il gallo.
Nel suo breve intervento Polito ha parlato dei motivi che lo hanno spinto a curare il volume “San Nicola. il dialetto barese e…”.
Rosa Lettini Triggiani e Felice Alloggio, entrambi attori, hanno declamato in dialetto barese brani ripresi dal libro ottenendo un personale successo per la particolare e precisa dizione entusiasmando il numeroso pubblico presente.

Apertura della serata con l’inno spagnolo a San Nicola, presente nel libro, suonato per la prima volta a Bari, e forse in Italia, dalla pianista Rosa Azzaretti, docente del Conservatorio “Niccolò Piccinni” di Bari, che ha curato anche gli intermezzi musicali con musiche di Chopin e Liszt.

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