Il sangue tra curiosità e proverbi







VITTORIO POLITO - È universalmente nota l’utilità insostituibile del sangue, un prodotto che non si può realizzare in laboratorio e che, a costo zero, può salvare vite umane.

Qualche anno fa la “Gazzetta del Mezzogiorno” riportò l’assurda proposta di una Associazione di Bari, finalizzata a trasformare in ludoteca (?) la palazzina dell’ex “Goccia di Latte” di Piazza Umberto, storica sede della FIDAS (Federazione Italiana Donatori Sangue), che occupa da decenni.

Il sangue è un liquido organico, opaco, viscoso, di colore rosso che, collegato all’attività cardiaca, circola nell’apparato cosiddetto “cardiovascolare” che attraverso arterie e vene viene distribuito a tutti gli organi del corpo umano. Esso è formato da una sospensione di cellule in un liquido costituito da plasma (55%) e cellule (45%).

E, dal momento che non si può produrre, diventa indispensabile la donazione, dare ad altri, e senza compenso alcuno, la possibilità di salvarsi da qualche grave malattia o subire un intervento per il quale si perde molto sangue e bisogna reintegrarlo.

Il sangue, simbolo della vita, era ritenuto nei tempi passati la sede dell’anima ed ancora oggi è ritenuto simbolo di sacralità, tanto che donarlo a qualcuno viene considerato il dono più grande che si possa fare. Il sangue è simbolo della parentela, convinti, ad esempio, che nei nostri figli scorre lo stesso nostro sangue (si dice ‘sangue del mio sangue’ o ‘la voce del sangue’). Così, anche nella nobiltà si dice che scorra ‘sangue blu’ e viene spiegato così: gli individui appartenenti ai ceti superiori non hanno per nulla la pelle abbronzata, il raffinato pallore della loro carnagione lascerebbe trasparire l’azzurrognolo delle vene.

Nella propaganda hitleriana il sangue corrispondeva a “razza”, patrimonio ereditario, informazione genetica. Ma questa è altra storia.

Nelle credenze popolari è oggetto di tabù, ingrediente di pozioni o filtri magici, veicolo di forze magiche ed è considerato il cibo esclusivo delle creature soprannaturali. Vi sono termini come “vendetta di sangue”, fratellanza di sangue” o “battesimo di sangue” (riferito ai martiri), ecc. Secondo Massimo Centini: «Nell’interpretazione magico-superstiziosa il sangue è quasi sempre l’unico mezzo che permette a chi lo beve di superare la propria natura e conservare integra la propria vitalità, sottraendosi così ai limiti dei comuni mortali» (da: ‘Il Libro delle superstizioni’, De Vecchi editore).

Ricordo le principali Associazioni che curano la donazione del sangue in Italia: AVIS, FIDAS, FRATRES, tutte con lo scopo di salvare vite umane a costo zero.

E i proverbi che dicono?

Buon sangue non mente. Da un buon genitore si trasmette sempre qualche buona qualità alla prole (ovviamente anche in senso ironico, quando non c’è niente di buono da constatare).

Il sangue si lava col sangue. Antico principio barbaro, secondo il quale l’uccisione o il ferimento di un familiare deve essere vendicato con lo stesso atto di violenza.

A sangue caldo nessun passo saldo. Non bisogna decidere quando si è in preda a qualche alterazione mentale, dato che facilmente l’ira o lo sdegno fanno commettere errori.

Il sangue sta bene solo nelle vene. È cosa preziosa e non si deve disperdere, né si deve considerare con leggerezza. Sembra rivolto contro i salassi, molto usati fino alla fine del XVIII secolo.

Leonardo da Vinci era del parere che il sangue “dà vita e spirito a tutti li membri dove si diffonde”, per cui, DONATE sangue, poiché così facendo, potrete salvare una vita a costo zero!

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