Pug. Stellato: "Mar piccolo, nuovo ospedale e Comparto 32, siano cerniera per riconnettere periferia a città"


TARANTO
- "Fare del Mar Piccolo, del nuovo ospedale San Cataldo e del Comparto 32, i tre assi portanti per realizzare una cerniera urbana in grado di riconnettere questa parte di periferia alla città consolidata. Un’operazione di ricucitura che va fatta tenendo conto delle recenti approvazioni del Piano urbano della mobilità sostenibile, della legge regionale istitutiva del parco Mar Piccolo e della fondazione per il Tecnopolo del Mediterraneo" ha dichiarato il consigliere regionale della Puglia e comunale, Massimiliano Stellato, nella seduta del Consiglio comunale di Taranto che ha segnato l’avvio dell’iter progettuale del nuovo Piano urbanistico generale della città, dopo il conferimento dell’incarico all’urbanista e docente universitario Francesco Karrer, già estensore per conto del Comune del Documento programmatico preliminare.

"La rivalutazione e riqualificazione dei tre assi, in uno con la necessità di intervenire sulla maglia urbana, costituisce un’occasione imperdibile per tenere insieme la ricerca, la scienza e l'innovazione tecnologica anche attraverso una compiuta valorizzazione del mare che richiama l'identità storica di Taranto. Ho evidenziato al professor Karrer - prosegue Stellato - che il punto di partenza del lavoro che andrà a svolgere parte certamente dal documento programmatico preliminare approvato all'unanimità dal Consiglio comunale, da adeguare peró ai principi della sostenibilità, oltre che rendendolo compatibile con tutte le norme intervenute. Ho inoltre invitato il professor Karrer, afferma Stellato, a 'scrivere' il rapporto città campagna nella parte orientale di Taranto (porta Lecce) utilizzando come criterio possibile quello della visione 'mediterranea' propria di quell’area. Ma - aggiunge Stellato - serve anche un piano strategico dedicato alle tante aree demaniali e militari del territorio tarantino. Bisogna interrogarsi su cosa farne, oltre che sulla loro eventuale dismissione. Infine una particolare attenzione va posta al rischio idrogeologico, fenomeno presente da Lido Azzurro alla Salinella, ma anche a San Vito, Lama e Talsano, fenomeno su cui non dobbiamo assolutamente abbassare la guardia alla luce della recente tragedia di Ischia. Un concetto guida, per Stellato, deve poi essere quello dello sviluppo e del rilancio economico affinché, anche attraverso gli espropri, si possa delineare un piano delle aree industriali dove accogliere eventuali investitori. Al contempo sarà anche utile interrogarsi su cosa potrebbero diventare le aree attualmente occupate dall’ex Ilva, qualora la fabbrica dell’acciaio dovesse ridimensionarsi o addirittura chiudere. Non è un discorso peregrino, quello delle aree, considerato che l’amministrazione comunale di Taranto ha già indicato, con riferimento all’area portuale, l’esigenza di recuperare aree oggi affidate al siderurgico. L’impegno che è stato chiesto a noi consiglieri comunali sul nuovo Pug di Taranto sono pronto a garantirlo, ha concluso Stellato, perché il Piano urbanistico generale non è solo uno strumento tecnico ma, prim’ancora, una visione politica da consegnare alle nuove generazioni che verranno".

Posta un commento

Nuova Vecchia

Modulo di contatto