“Cuore di carta” pluripremiato a Los Angeles, Gabriele Stella (15 anni, da Galatone) miglior attore
FRANCESCO GRECO. LOS ANGELES – “Ringrazio di cuore il 25° Los Angeles Indie Film Festival. Per quell’attimo dove i molti, in qualche modo, ritrovano quell’energia e quella magia per sentirsi tutt’Uno...”.
È emozionata e stordita la regista lituana, ma di adozione salentina, Kristina Šarkytė (studi a “Roma Tre” e “La Sapienza” di Roma e all’“Orientale“ di Napoli) per la calorosa accoglienza ricevuta la sera del 17 maggio nel corso dell’anteprima internazionale a Hollywood.
Quest’anno il 25° Los Angeles Indie Film Festival si è unito con un altro rinomato evento locale dedicato al cinema indipendente, “Fringe”, e dopo oltre un mese di proiezioni (più di 450 le pellicole in concorso), solo pochi giorni fa sono stati annunciati i vincitori.
È molto felice per i premi assegnati al suo incantevole film d’esordio “Cuore di carta” (firma anche soggetto e sceneggiatura, durata 85 minuti, uscito a marzo scorso, prodotto da Brandos Film srl, Hyperreality srl, Rai Cinema, con il contributo del MiBACT e di Apulia Film Commission), girato interamente in Puglia, fra Putignano e il Salento (Scorrano, Maglie, Porto Badisco: “I sindaci ci hanno aiutati molto…”).
Il suo piccolo film, che si avvia a diventare un cult, ha ricevuto anche la Menzione Speciale - Audience Award, alla sua anteprima mondiale, al 32° Festival Internazionale degli Sguardi Altrove a Milano.
Ecco il ricco palmarès ottenuto negli USA: “Miglior Film Straniero”, “Migliore Regia”, “Migliore Sceneggiatura”. Stefania Rocca è stata premiata come “Miglior Attrice”. Kristina: “La ringrazio per aver investito in questo piccolo film il suo talento, fiducia e tempo, come tantissimi altri. Più di tutti, sicuramente Alessandro Quarta, che con le sue musiche ha creato una realtà sensoriale incredibile, ma anche tutta la fantastica squadra di Brandos Film”.
E ancora, la regista è grata a Annalisa Forgione, Nicola Genco, Giuseppe Ravizzotti, Francesca Ferraro, Fabio Tresca, Francesco Roberto Leone, Antonella Leone, Deborha Brandonisio, Silvio De Carlo, Roberto Leone, DECIBEL, M74 e tutti gli altri. E a Federico Conforti, “compagno di studi, montatore straordinario, un’altra mente brillante fuggita a Los Angeles, per essere venuto alla proiezione”.
Esordio felicissimo anche per Gabriele Stella, il protagonista (nella foto), 15 anni, salentino di Galatone (LE), premiato come “Miglior Attore”.
Aggiunge Kristina: “Sono fierissima del risultato raggiunto al suo esordio. Dopo la proiezione, non facevano che chiedere di lui e parlare del suo talento. Grazie alla magnifica mamma e al papà di Gabriele, Mariangela Marcuccio e Massimo Stella”. Salentina, di Specchia (LE), anche Vincenza De Rinaldis.
Cosa ha raccontato di Gabriele?
Lo conobbi quando aveva 8 anni, ci incontrammo perché il piccolo Gabriele già allora aveva brillato in una pubblicità con Richard Gere.
Gli chiesi di recitare una semplice poesia. Capii subito che aveva tutte le carte per poter realizzare un personaggio complesso come quello di Luca, ma bisognava studiare e lavorare tanto.
Gli chiesi di studiare canto e lui lo fece, veniva all’inizio a fare le prove a casa accompagnato dai genitori, e dopo continuammo presso Brandos Film anche con altri due attori minorenni: Angelo Iaconisi e Christian Leone.
Da dove nasce la storia? Qual è il concept di fondo?
Il film è ispirato a un fatto di cronaca accaduto nel Nord Europa: un bambino di 8 anni si toglie la vita perché preso di mira a causa della sua dolcezza e della passione per le bambole.
Mi sono domandata cosa possa salvare i ragazzi che vivono queste situazioni, frutto dell’ignoranza. La risposta fu: una passione. Luca si appassiona all’arte delle marionette. Pur essendo circondato da un ambiente avvelenato dal degrado e dall’ignoranza, Luca vola grazie ai suoi sogni e alle sue passioni.
È un film sull’idea di diversità?
“Cuore di Carta” è un film sull’ignoranza. L’ignoranza che ferisce più di ogni altra cosa, e che abita anche nelle famiglie migliori.
Luca trova la sua famiglia altrove, grazie alle sue passioni, nei cuori delle persone che lo circondano e che sono disposte ad accoglierlo e ad ascoltarlo.
C’è anche una critica alla società contemporanea?
Il cinema per me è un impegno politico e sociale. Il film è un’esperienza: se condivisa, se emozionante, può restare dentro lo spettatore per sempre.
Ogni regista ha una ragione per fare cinema. Sono cresciuta nel teatro e a 12 anni decisi che avrei curato le persone con il teatro, ci vidi dentro una medicina.
Poi venni in Italia, studiai Filosofia e vidi “Salò” di Pier Paolo Pasolini. Decisi che avrei fatto cinema all’istante. Fui rapita dalla forza politica e sociale di quel film. Mi cambiò la vita.
Il nostro film tratta tantissimi temi. La società contemporanea ci nutre di violenza, e così ho deciso di raccontarla senza mai mostrarla. Violenza del non voler ascoltare un figlio, violenza di genere, femminicidio, maltrattamenti domestici, stupro, abusi psicologici, senso di colpa imposto da adulti immaturi, e anche il dolore di Pietro e Luigi, due anziani che vivono insieme e portano le cicatrici dell’omofobia.
Viviamo in uno stato di terrore costruito dai media fin dai primi del Novecento. Il cinema, in primis, ha nutrito una cultura della violenza e dell’individualismo sfrenato, offrendo modelli estranei all’inclusione e alla generosità.
Questo film, per chi si emozionerà, vuole essere un ricordo della speranza, anche nelle situazioni che sembrano senza via d’uscita.
Il titolo?
È in onore della mamma di Deborha Brandonisio, che fece da motore per far decidere alla Brandos di produrre il film. Il suo negozio si chiamava proprio “Cuore di Carta”. Quando vide il titolo sulla sceneggiatura, la lesse e decise di aiutarmi.
Il film fu preparato in 11 giorni e girato in 16. L’AFC ci erogò il fondo solo un mese prima della scadenza del bando. Un’odissea. Nessuno credeva fosse possibile farcela.
Vuole aggiungere qualcosa sul processo produttivo?
Il film è un concentrato di talenti pugliesi. La squadra di Brandos Film ci ha salvati.
Sul set, avere il miglior elettricista di Puglia può fare la differenza, perché per lui è il centesimo film, mentre per te è il primo.
Stefania Rocca ha insegnato molto a Gabriele Stella, il nostro protagonista. Le musiche sono del talentuoso Alessandro Quarta. Canta dal vivo Vincenza De Rinaldis. Nel film c’è canto popolare salentino, opera, musica contemporanea nord europea.
Una sperimentazione anche sonora, dunque?
Sì, il film è stato sperimentato con frequenze subliminali: tutto il film è dotato di un battito cardiaco a bassissima frequenza che segue la traccia emotiva della storia di Luca.
L’idea mi è venuta studiando psicologia infantile. Le frequenze contano, anche se non le percepiamo.
A volte è nell’inudibile e nell’invisibile che avvengono le cose più belle. Il cinema ha potenziale inespresso. Sto esplorando anche le neuroscienze legate alla percezione e alla memorizzazione.
Alcuni professori di neuroscienze hanno chiesto di acquisire il film per analizzarlo.
Conclusione?
Per noi piccoli produttori, raccontare un film di impegno sociale e politico è un’enorme soddisfazione.
Credo sia la prima volta che, senza comunicati stampa, un giornalista si interessi al film. Questo è un atto di generosità.
“Cuore di Carta” è un film sociale, nato per sensibilizzare. Grazie per averci donato il Suo tempo e per aver fatto parte anche Lei di quei “molti” che hanno creduto in questo progetto.
