Alla Biblioteca Bernardini inaugurata la mostra “Atlas Aquæ”


Libri fotografici, acqua e contemporaneità: un atlante visivo tra natura, comunità e crisi ambientali

Si è tenuta nella giornata di ieri, presso la Sala Lettura della Biblioteca Bernardini del Polo Biblio-Museale di Lecce, l’inaugurazione della mostra Atlas Aquæ. Paesaggi e geografie nell’editoria fotografica contemporanea, progetto espositivo dedicato al tema dell’acqua attraverso il linguaggio del libro fotografico, che sarà visitabile gratuitamente fino al 10 gennaio 2026, dal lunedì al sabato, dalle 8:00 alle 20:00, presso la Biblioteca Bernardini – Polo Biblio-Museale di Lecce.

Curata da Stefania Rössl, Massimo Sordi e Samuele Vincenti, Atlas Aquæ riunisce 68 volumi di fotografia contemporanea pubblicati tra il 2018 e il 2025, dedicati all’acqua intesa come origine della vita, risorsa, memoria, comunità, ma anche come sistema ecologico fragile e, in alcuni casi, come scenario di crisi e catastrofe. I libri – provenienti da contesti geografici e culturali differenti nel mondo – esplorano mari, oceani, fiumi, laghi, ghiacciai, delta, acquedotti, sistemi idrici attraverso sguardi autoriali eterogenei, offrendo una mappa visiva del presente dell’acqua nel mondo.

Dalle variazioni cromatiche del Mississippi, fotografate lungo il corso del grande fiume americano in relazione alle attività produttive e agli insediamenti umani, ai progetti dedicati al disgelo dei ghiacciai svizzeri, testimonianza visiva della progressiva riduzione delle masse glaciali e dei cambiamenti climatici in atto. All’impatto dell’overtourism sugli ecosistemi acquatici, alle profondità degli oceani, alle sorgenti e i sistemi fluviali, fino a sperimentazioni radicali in cui l’acqua e il ghiaccio diventano parte stessa del processo fotografico. Agli sguardi sull’Adige, al lavoro sulla relazione tra il presente e la memoria del disastro del Vajont. Progetti diversi per approccio e linguaggio, ma accomunati dalla volontà di interrogare l’acqua come archivio vivente delle trasformazioni ambientali, sociali e culturali del presente.

L’apertura al pubblico della mostra, all’interno della sala lettura della biblioteca, ha visto una partecipazione di visitatrici e visitatori che hanno attraversato gli spazi della biblioteca soffermandosi sui volumi esposti, consultandoli direttamente, leggendo sinossi e apparati di sala, in un dialogo silenzioso ma intenso tra immagini, testi e luogo. Un allestimento che trasforma la biblioteca in uno spazio di esperienza e riflessione, coerente con la natura stessa della mostra.

«Dopo anni di lavoro sul rapporto tra fotografia e natura, abbiamo sentito l’urgenza di concentrarci su una specificità fondamentale: l’acqua – spiegano i curatori –. Atlas Aquæ nasce come un atlante trasversale che raccoglie sguardi diversi sullo stesso elemento, restituendo la complessità del nostro tempo. Ogni libro è un’esperienza autonoma, ma anche parte di un sistema più ampio, aperto a una lettura democratica e personale».

Elemento centrale del progetto è infatti la fruibilità diretta dei volumi: i libri possono essere presi, aperti, sfogliati. Ogni pubblicazione è accompagnata da una breve sinossi e da un sistema di simboli e parole-chiave che orientano il percorso, senza imporlo, lasciando al pubblico la libertà di costruire il proprio itinerario. L’ordine alfabetico e la classificazione per stati e forme dell’acqua suggeriscono connessioni, rimandi, “onde di andata e ritorno” tra i diversi lavori.

In occasione dell’inaugurazione è stato presentato anche il volume Atlas Aquæ, pubblicato da Skinnerboox (2025), che amplia e completa il lavoro esposto: una vera e propria geografia visiva costruita attraverso la selezione di due immagini tratte da ciascun libro in mostra, rielaborate in bianco e nero e organizzate in sequenze che richiamano il movimento dell’acqua.

Sul valore del contesto che ospita la mostra si è soffermato Gigi De Luca, Direttore del Polo Biblio-Museale della Puglia: «Atlas Aquæ trova nella biblioteca la sua collocazione naturale. Parliamo prima di tutto di libri, e la Biblioteca Bernardini è il luogo più corretto per una fruizione consapevole. Al tempo stesso, il tema dell’acqua apre questioni scientifiche, estetiche e politiche di estrema attualità. Questa mostra rappresenta inoltre il primo passo di un percorso più ampio che, insieme al CNR, all’Università del Salento e alle istituzioni del territorio, porterà alla costruzione di un museo digitale delle biodiversità biologiche e culturali. Un seme importante per il futuro di questo luogo».

La mostra si inserisce nelle attività del Gateway di Lecce del National Biodiversity Future Center (NBFC), il primo centro di ricerca italiano dedicato alla biodiversità, e contribuisce a rafforzare il dialogo tra ricerca scientifica, pratiche artistiche e spazio pubblico, in linea con gli obiettivi di divulgazione e terza missione del Centro.

Atlas Aquæ è visitabile fino al 10 gennaio 2026, dal lunedì al sabato, dalle 8:00 alle 20:00, con ingresso libero, presso la Biblioteca Bernardini – Polo Biblio-Museale di Lecce.