Coldiretti, Dazi Usa: bene riduzione sulla pasta italiana
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| (Pixabay) |
Coldiretti e Filiera Italia esprimono soddisfazione per la riduzione dei dazi americani sulla pasta italiana, un risultato che rappresenta un primo e importante riconoscimento del ruolo svolto dal Governo italiano e dalla diplomazia nazionale nella tutela di uno dei simboli più forti del Made in Italy agroalimentare. Una decisione che arriva dopo settimane di confronto serrato e che contribuisce a riportare maggiore equilibrio in un mercato strategico per le esportazioni italiane.
Il ruolo del Governo e della diplomazia italiana
Coldiretti e Filiera Italia, che con “Filiera Pasta” rappresentano oggi le aziende premium più rappresentative del settore, sottolineano l’efficacia dell’azione portata avanti dal Governo italiano, in particolare dai ministri Antonio Tajani e Francesco Lollobrigida, insieme alla rete diplomatica del nostro Paese. Un lavoro che ha consentito di ottenere una prima, seppur temporanea, riduzione dei dazi imposti dagli Stati Uniti sulla pasta italiana, evitando un duro colpo per le imprese e per l’immagine del prodotto.
La revisione dei dazi antidumping USA
Il Dipartimento del Commercio degli Stati Uniti ha reso note alcune valutazioni nella notte, in anticipo rispetto alla conclusione dell’indagine attesa per l’11 marzo, relative ai dazi antidumping su alcuni marchi di pasta italiani. Dazi che Coldiretti e Filiera Italia avevano immediatamente definito inaccettabili, chiedendo un intervento urgente del Governo.
L’analisi post-preliminare delle autorità statunitensi ha rideterminato in misura significativamente più bassa le aliquote fissate in via provvisoria lo scorso 4 settembre: dal 91,74% iniziale si è passati al 2,26% per La Molisana, al 13,98% per Garofalo e al 9,09% per gli altri 11 produttori, molti dei quali aderenti a Filiera Italia.
Un primo riconoscimento per le imprese italiane
La decisione americana viene letta come un primo riconoscimento della volontà di collaborazione dimostrata dalle aziende italiane da parte delle autorità statunitensi. Allo stesso tempo, Coldiretti e Filiera Italia ribadiscono che il sostegno della Farnesina e del Governo continuerà fino alle decisioni definitive, così come proseguirà l’azione delle due organizzazioni a difesa della pasta premium italiana sul mercato USA, anche attraverso una forte presenza sui media internazionali.
Il rischio evitato: rincari e Italian sounding
Secondo le stime di Coldiretti e Filiera Italia, un dazio come quello inizialmente preannunciato – e che ora sembra scongiurato – avrebbe raddoppiato il costo di un piatto di pasta per le famiglie americane. Uno scenario che avrebbe spalancato le porte ai prodotti di imitazione e all’Italian sounding, penalizzando la qualità autentica del Made in Italy e danneggiando sia i produttori italiani sia i consumatori.
Un mercato strategico da 671 milioni di euro
Nel 2024 l’export di pasta italiana verso gli Stati Uniti ha raggiunto il valore di 671 milioni di euro, confermando il mercato statunitense come uno dei più strategici per il settore. Un dato che rende ancora più evidente l’importanza di una tutela efficace delle esportazioni e di regole commerciali eque, capaci di valorizzare la qualità e l’identità della pasta italiana nel mondo.
