Saldi anticipati e crisi del settore: Fismo Confesercenti Levante chiede una data unica e posticipata
BARI - «La situazione non è più sostenibile: i saldi, così come sono concepiti oggi, non funzionano e stanno danneggiando gravemente il commercio di prossimità». È l’allarme lanciato da Beppè Magistà, coordinatore di Fismo Confesercenti Levante, che chiede alle istituzioni nazionali e regionali una riforma urgente del calendario dei saldi.
Secondo Fismo, l’attuale sistema favorisce in modo sproporzionato i grandi operatori del mercato. «Il settore è ormai dominato da pochi grandi player e dai marchi più strutturati, capaci di applicare promozioni e sconti per mesi, ben prima dell’inizio ufficiale dei saldi», sottolinea Magistà. Una dinamica che, di fatto, «altera le regole del mercato e svuota di significato i saldi regolamentati», mettendo in difficoltà i negozi di vicinato, impossibilitati a sostenere una concorrenza così aggressiva.
Altro nodo centrale è la tempistica dei saldi, ritenuta ormai lontana dalla loro funzione originaria. «Oggi i saldi partono quando la stagione è ancora in corso. È un paradosso che riduce i margini di guadagno, penalizza le imprese e crea confusione nei consumatori», afferma il coordinatore di Fismo, ribadendo la necessità di riportare le vendite scontate a una reale fase di fine stagione.
Da qui la proposta di aprire un tavolo di concertazione nazionale, che coinvolga Governo, Regioni e associazioni di categoria, con obiettivi chiari: definire una data unica nazionale per i saldi invernali ed estivi, posticiparne l’avvio di almeno 20 giorni e ristabilire un equilibrio tra vendite a prezzo pieno, promozioni e saldi regolamentati. «Non si tratta di un problema locale, ma nazionale. Senza una regia unica continueremo a inseguire un mercato che corre troppo e nella direzione sbagliata», avverte Magistà.
I numeri, secondo Fismo, confermano la gravità della situazione. Il settore registra una flessione delle vendite stimata tra il 12% e il 15% rispetto al 2025, dopo un calo analogo già registrato l’anno precedente. «Sono dati allarmanti: senza interventi immediati molte attività rischiano di non superare i prossimi due anni», è l’avvertimento.
Infine, Fismo Confesercenti richiama l’attenzione sul valore sociale del commercio di prossimità. «I negozi non sono solo economia, ma presidio sociale, sicurezza urbana e identità dei centri storici», conclude Magistà. «Difenderli significa difendere le nostre città, la qualità della vita e un rapporto umano che nessuna piattaforma digitale potrà mai sostituire».