Artigianato, in Puglia oltre il 50% delle figure è di difficile reperimento Confartigianato: “Serve subito una strategia organica per colmare il mismatch”
BARI – Il mercato del lavoro pugliese continua a fare i conti con il fenomeno del mismatch, ossia la difficoltà delle imprese – in particolare quelle artigiane – nel reperire personale qualificato. In regione oltre il 42% della manodopera necessaria risulta di fatto introvabile tra posti vacanti e profili difficili da reperire. Nelle imprese artigiane la quota sale al 53,8%, in aumento di 3,3 punti percentuali rispetto all’anno precedente.
A lanciare l’allarme è Confartigianato Imprese Puglia, attraverso il presidente Michele Dituri, che sottolinea l’urgenza di una strategia sistemica per invertire il trend.
Carenza di candidati e disallineamento delle competenze
Secondo l’Ufficio Studi dell’associazione, nel 60% dei casi il problema principale è il ridotto numero di candidati disponibili, segno di una carenza strutturale di manodopera. Nel 32% delle situazioni, invece, le difficoltà derivano dall’inadeguatezza dei profili rispetto alle competenze richieste dalle imprese.
Gli operai specializzati rappresentano il cuore del comparto artigiano: costituiscono il 43,2% delle entrate previste, contro il 14,1% delle imprese non artigiane. Seguono le professioni qualificate nelle attività commerciali e nei servizi.
Le cause: skill shortage e inverno demografico
Alla base del fenomeno vi sono fattori strutturali, demografici e culturali. La carenza di competenze tecniche (skill shortage) si intreccia con l’inverno demografico: i giovani sono numericamente meno e spesso affrontano scelte formative senza un adeguato orientamento.
Dituri evidenzia come in Puglia, nonostante la presenza di normative avanzate, manchi un’attuazione concreta e coordinata. Critica inoltre una visione culturale che tende a considerare il lavoro come alternativa negativa allo studio, mentre nei sistemi più avanzati la formazione duale consente ai giovani di integrare apprendimento e esperienza professionale.
La proposta
Confartigianato indica la necessità di un orientamento precoce e strutturato, del potenziamento dell’apprendistato duale, del collegamento tra politiche formative e sviluppo economico e del coinvolgimento diretto delle imprese nel sistema formativo regionale. Secondo l’associazione, laddove questi strumenti sono stati applicati, si è registrata una riduzione del mismatch e un rafforzamento del tessuto produttivo.
La recente riunione promossa dall’assessore regionale alle deleghe di formazione, lavoro e sviluppo economico viene vista come un segnale positivo verso la costruzione di una strategia organica e coordinata. “È il momento di cambiare passo”, conclude Dituri, ribadendo la necessità di un intervento non più rinviabile per sostenere la competitività dell’artigianato pugliese.