'Rock Legends', al Verdi di Brindisi i classici che hanno fatto la storia del rock
BRINDISI - Il rock è un immaginario che attraversa generazioni, una storia collettiva fatta di suono, identità e conflitto. Mercoledì 4 marzo, alle 20.30, il Nuovo Teatro Verdi di Brindisi ospita "Rock Legends", concerto della MAB Music Academy Brindisi inserito come terzo appuntamento nella rassegna "Verdi in Rock", il progetto che mette al centro le scuole musicali del territorio e il loro dialogo diretto con il linguaggio del rock. Biglietti disponibili al prezzo unico di 10 euro, online su rebrand.ly/RockLegends e al botteghino del teatro dal lunedì al venerdì dalle 11 alle 13 e dalle 17.30 alle 19.30, il giorno dello spettacolo dalle 11 alle 13 e dalle 19 alle 20.30. Info 0831562554 e botteghino@nuovoteatroverdi.com.
Gli aneddoti e le storie che stanno dietro ad alcuni dei brani più iconici del rock diventano parte del racconto, aiutando a capire come sono nati e perché hanno lasciato un segno così forte. Il percorso passa dalla rivalità tra Beatles e Rolling Stones, che ha segnato un’epoca, al confronto tra Hendrix e Clapton, che ha cambiato il modo di suonare la chitarra elettrica. Sul fondo agisce il mito del cosiddetto "Club 27", simbolo di una stagione tanto creativa quanto fragile, mentre i brani della metà degli anni Settanta introducono una scrittura più complessa, capace di intercettare tensioni sociali, disincanto e ricerca identitaria. Il racconto arriva infine alla ricezione di quel linguaggio in Italia, dove si assiste a una progressiva americanizzazione del suono della chitarra rock, evidente nei timbri, negli arrangiamenti e nel modo di costruire i brani. A tenere insieme il tutto sono i riff e gli assoli che hanno fatto la storia del rock e che ancora oggi restano immediatamente riconoscibili.
La scaletta segue una linea precisa e di senso. "Come Together" dei Beatles apre con una struttura ridotta all’essenziale, costruita attorno al lavoro del basso e a un groove immediato che regge l’intero pezzo. "Paint It Black" dei Rolling Stones porta il suono verso un clima più scuro, sostenuto da una tensione continua che attraversa tutta la traccia. "Little Wing" di Jimi Hendrix è una miniatura compatta, in cui la chitarra diventa il vero centro espressivo e guida il racconto; "Sunshine of Your Love" dei Cream, al contrario, si regge su un riff frontale e riconducibile a una precisa idea di scrittura, poi ripresa da molte produzioni successive. Con "Light My Fire" dei Doors la forma si dilata e apre spazi all’improvvisazione, mettendo in luce il dialogo tra gli strumenti. "Time" e "Comfortably Numb" dei Pink Floyd segnano la stagione dei concept album: strutture più ampie e una costruzione che accompagna temi come il tempo, la distanza emotiva e l’alienazione. "Hotel California" degli Eagles procede come un racconto per immagini, con una progressione che sostiene il testo e ne restituisce le ambiguità, mentre "Every Breath You Take" dei Police utilizza una forma pop lineare per costruire un’atmosfera più inquieta di quanto appaia al primo ascolto. "Purple Rain" di Prince lavora su una progressione che cresce in modo graduale fino al finale, mettendo insieme tensione e melodia, mentre "Heroes" di David Bowie trasforma una vicenda individuale in un gesto collettivo, attraverso una scrittura essenziale. "Don’t Stop Me Now" dei Queen riporta al centro l’energia del live, con un pezzo immediato che lavora sul coinvolgimento diretto del pubblico.
Il viaggio si chiude con due pezzi italiani che mostrano come quel linguaggio sia stato rielaborato. "Albachiara" di Vasco Rossi rivela una sensibilità generazionale e un realismo senza mediazioni. "Con il nastro rosa" di Lucio Battisti si muove invece su un piano più raffinato, con arrangiamenti e suono della chitarra che assorbono soluzioni formali del rock internazionale, mantenendo una firma autoriale netta.
"Rock Legends" restituisce una mappa chiara del rock come fenomeno culturale, mettendo in relazione canzoni, suoni e contesti. Ne nasce un racconto che permette di leggere, dentro ogni pezzo, una traccia concreta della storia degli ultimi sessant’anni. Una lettura ragionata che mostra come quelle canzoni continuino a funzionare oggi, nel modo in cui sono scritte, suonate e ascoltate.
