Nuovi protocolli d’intesa tra ABI e le Prefetture di Bari e di Brindisi per la prevenzione della criminalità ai danni delle banche e dei loro clienti


Nuovi protocolli d’intesa tra ABI e le Prefetture di Bari e di Brindisi per la prevenzione della criminalità ai danni delle banche e dei loro clienti.

Il nuovo Protocollo è stato sottoscritto oggi dal Coordinatore Nazionale di OSSIF (Centro di Ricerca ABI Sicurezza Anticrimine), Marco Iaconis, con il Prefetto di Bari, Francesco Russo. Ulteriore appuntamento, a conferma del ruolo centrale della collaborazione tra pubblico e privato, è previsto domani a Brindisi con il Prefetto Guido Aprea. Agli incontri partecipa anche il presidente della Commissione Regionale ABI, Vincenzo De Marino.

Per fronteggiare l’escalation degli attacchi la collaborazione tra banche e forze dell’ordine si conferma un pilastro fondamentale per la prevenzione e la sicurezza sul territorio. In quest'ottica, i Protocolli d'intesa per la prevenzione della criminalità ai danni delle banche e dei loro clienti — sottoscritti dall'ABI con le Prefetture — coinvolgono attivamente anche la Polizia di Stato, l'Arma dei Carabinieri e la Guardia di Finanza, per dare attuazione al principio di "sicurezza partecipata": un modello che punta a una collaborazione strutturata tra istituzioni pubbliche e settore privato, affinché ciascun attore possa contribuire, nell'ambito delle proprie competenze, alle scelte più efficaci per la tutela della collettività.

Per il settore bancario la sicurezza rappresenta una priorità. In uno scenario di forte attenzione e impegno alla prevenzione della criminalità, le banche stanno rafforzando in particolare i presidi di difesa degli ATM su tutto il territorio nazionale, con investimenti per la sicurezza antirapina e antifurto e per la sicurezza del trasporto dei valori che sfiorano i 500 milioni di euro all’anno.

Le banche per contrastare gli attacchi agli ATM stanno intensificando l’adozione di sistemi di protezione sia attivi (impianti di allarme, telecamere) che passivi (potenziamento delle casseforti e delle barriere fisiche atte a ridurne l’accessibilità al denaro), nonché di dispositivi finalizzati a rendere inutilizzabili le banconote dopo il reato (sistemi di macchiatura).

Anche sul fronte della sicurezza informatica, l'impegno è altrettanto significativo: nel periodo 2020-2024 sono stati investiti oltre 2 miliardi per tutelare dati e operazioni da minacce sempre più evolute che prevedono anche attacchi agli ATM condotti in modo ibrido con tecniche sia fisiche che informatiche.