Raoul Bova al Teatro Orfeo di Taranto con ' Il nuotatore di Auschwitz'


Domenica 8 marzo, nella Giornata internazionale della donna, uno spettacolo che celebra forza, memoria e speranza

TARANTO – In una data simbolica come la Giornata internazionale della donna, il Teatro Orfeo accoglie un appuntamento di forte impatto emotivo e civile: domenica 8 marzo alle ore 21 arriva Raoul Bova con “Il nuotatore di Auschwitz”, intenso racconto teatrale ispirato alla storia vera del campione ebreo Alfred Nakache e al libro “Uno psicologo nei lager” di Viktor E. Frankl.

Alfred Nakache, nuotatore francese di origine ebraica e detentore di un record mondiale, ad Auschwitz era il detenuto n. 172763. Anche nel gelo della prigionia continuò ostinatamente ad allenarsi, immergendosi nell’acqua gelida di un bacino idrico del campo. La sua disciplina e la sua determinazione furono la chiave per resistere all’orrore. Sopravvissuto, tornò a gareggiare, conquistò un nuovo record e partecipò alle Olimpiadi di Londra.

Tra gli internati del campo c’era anche Viktor Frankl, psichiatra viennese che dopo la liberazione narrò con lucidità e compassione la forza interiore di chi riuscì a superare l’annientamento attraverso la ricerca di un significato.
Lo spettacolo restituisce queste due figure complementari: l’atleta che resiste con il corpo e lo studioso che resiste con il pensiero. Un messaggio potente, che attraversa il dolore per trasformarlo in un invito alla vita.

Note di regia

“Nella messinscena di questa vicenda – cupa e luminosa assieme – ho costruito lo spettacolo attorno alla figura carismatica di Raoul Bova.
È lui che con grande generosità si fa tramite per raccontare la storia del famoso nuotatore francese Alfred Nakache e dello psicanalista austriaco Viktor Frankl, entrambi rinchiusi ad Auschwitz. Raoul dialoga col pubblico, forte anche delle sue stesse esperienze di atleta, portando alla vicenda la propria sensibilità e il proprio vissuto. La scena attorno a lui si fa essenziale, composta principalmente da linee di luci disegnate da Marco Laudando e che diventano simbolo di corsie in piscina, di rotaie che trasportano anime cariche di dolore per assurgere infine a fughe prospettiche in una tensione verso l’ignoto, l’assoluto, la ricerca di una spiritualità quanto mai necessaria nel tentativo di sopravvivere alla brutalità del lager. La scena si arricchisce poi delle immagini filmate da Marco Renda che immergono lo spettatore in spazi astratti eppure materici e poetici, in un bianco e nero essenziale, luoghi non-luoghi che sono specchi dell’anima. Ancora, lo spettacolo si avvale delle musiche originali di Francesco Bova che costruiscono tappeti sonori ricchi di palpiti e di rimandi, che avvolgono e a volte spiazzano gli spettatori, sempre però con l’intento di coinvolgere ed emozionare. Perché, se la storia di un internato ad Auschwitz ci riporta inevitabilmente alle tante testimonianze ascoltate fino ad oggi, è vero che quella del nuotatore Nakache si distacca da queste per diventare in special modo emblema di una resistenza portata avanti e raggiunta con coraggio e caparbietà. Una figura che per emergere appieno ha però bisogno del suo “doppio” – lo studioso Frankl, – che analizza e teorizza ciò che l’istintivo Alfred pone in atto in modo istintivo. In questa visione Alfred e Viktor sono uno lo specchio dell’altro, sono le due facce di una stessa medaglia e si fondono in un’esperienza capace di dare agli spettatori il senso ultimo dell’esistenza”.
Con adattamento e regia di Luca De Bei, disegno luci di Marco Laudando, contributi video di Marco Renda, musiche originali di Francesco Bova, aiuto regia di Barbara Porta e costumi di Francesca Schiavon.

Stagione teatrale 2025/2026 - Teatro Orfeo

Organizzata con il patrocinio del Comune di Taranto e della Regione Puglia. Partner ufficiale: ITS Mobilità Academy.

Info e biglietti 
0994533590 – 3290779521