Splash 2026: Festival dell’ospitalità e del beverage tra tradizione e innovazione


LUIGI GRIECO - 
Festival e fiera di settore, Splash giunge alla sua ottava edizione, offrendo, in un assolato pomeriggio, ad operatori del settore e curiosi, una visione dell’arte dell’ospitalità e del beverage in un tripudio di saperi e sapori.

Oltrepassati i cancelli, il ricordo del sapore di una cartellata spinge, come raccontato dall’abile mastro birraio Donato Di Palma, a creare una birra con il vin cotto di fichi, o a riscoprire antiche tecniche che, con maestria artigianale, intessono tessuti di cotone delicati ma resistenti, conferendo loro tonalità naturali e tenui, donate da un bagno di colore con erbe tintorie, legame con la terra.

Passeggiando tra gli stand, sorprende l’abile preparazione di acqua tonica, realizzata con un’acqua nostrana dalle nobili origini. Non mancano pizze e focacce o l’ambrato panzerotto, ma girato un angolo, un abile casaro, con mano ferma, intesse nodini accompagnati da una splendida stracciatella.

La fiera di settore, ricorda il distributore De Giorgio, è anche cura e distribuzione sul territorio, ma costituisce anche un percorso introspettivo, supportato, nel riflesso di uno specchio, da associazioni ed Emiliano Arredamenti.

Il Festival si propone, inoltre, quale vetrina tra presente e futuro: con meraviglia appare un androide, utile ad accompagnare i clienti ai piani di una struttura ricettiva, magari sorseggiando un buon caffè, il cui gradevole aroma permea i corridoi della fiera, tra blend e caffè monoarabica, e un olio della garcanica peranzana dalla dolcezza inestimabile.

Tutto questo è Splash, edizione 2026, tra colori e sapori.