Ospedale San Pio di Castellaneta, Scalera: 'E’ al collasso e dal 3 agosto il Pronto Soccorso rischia di fermarsi. Il Governo Regionale venga subito in audizione'


"Il San Pio di Castellaneta è arrivato al punto di non ritorno. Se qualcuno pensa di smantellare questo ospedale nel silenzio generale, sappia che dovrà assumersene davanti ai cittadini tutta la responsabilità politica e amministrativa. Ho chiesto la convocazione urgente in audizione dell'assessore regionale alla Sanità, del direttore del Dipartimento Salute, dell'intera direzione strategica della Asl Taranto, della direzione medica del San Pio e delle organizzazioni sindacali di categoria per fare piena luce sulla situazione dell'Ospedale di Castellaneta. Da settimane assistiamo a un susseguirsi di decisioni e indiscrezioni che, se confermate, delineano un quadro devastante. Si parla della chiusura del Punto Nascita, della riduzione dei posti letto di Medicina e Chirurgia, del progressivo svuotamento dell'Ortopedia, della contrazione delle attività chirurgiche e ambulatoriali e, come se tutto questo non bastasse, si decide persino di ridurre le prestazioni aggiuntive proprio mentre gli ospedali sopravvivono grazie ai sacrifici del personale. Non è più il momento delle rassicurazioni di circostanza. È il momento della verità. La Regione dica chiaramente ai cittadini se intende salvare il San Pio oppure accompagnarlo verso un lento e inesorabile declino. Qui siamo oltre ogni livello di allarme. Il Pronto Soccorso di Castellaneta rappresenta un presidio strategico per tutta l'area occidentale della provincia di Taranto, per l'arco jonico e per i territori confinanti con Bari e Matera. In estate serve una popolazione che cresce in maniera esponenziale per la presenza turistica. Pensare di affrontare questa emergenza con un solo medico in turno significa mettere a rischio la sicurezza dei pazienti e degli stessi operatori. C’è poi un dato che dovrebbe far riflettere chiunque. Il Pronto Soccorso del San Pio è l'unico dell'intera Asl Taranto dotato di una Osservazione Breve Intensiva con otto posti letto, costantemente occupati da pazienti complessi. La pianta organica prevede dodici dirigenti medici oltre al direttore della Struttura complessa. Oggi ne sono rimasti appena quattro, oltre al direttore. È evidente che il servizio continua a funzionare esclusivamente grazie al senso del dovere dei medici. Ed è qui che si raggiunge il paradosso. Si tagliano le prestazioni aggiuntive proprio mentre sono indispensabili per tenere aperti i servizi. E, nello stesso tempo, ai medici che hanno garantito i turni nei mesi di maggio e giugno non sono stati ancora liquidati i compensi. Prima si chiede loro di salvare il sistema, poi li si lascia senza pagamento. È semplicemente inaccettabile. Se non verranno adottati provvedimenti immediati, dal prossimo 3 agosto il Pronto Soccorso del San Pio potrebbe non essere più in grado di garantire la copertura dei turni. Non stiamo parlando di uno scenario teorico. È un rischio concreto. E se accadrà, qualcuno dovrà spiegare ai cittadini perché un presidio ospedaliero fondamentale è stato lasciato arrivare a questo punto. Venga convocata con estrema urgenza la Commissione Sanità per audire tutti i vertici regionali e aziendali. Voglio sapere se il Punto Nascita sarà chiuso. Voglio sapere quale futuro attende Chirurgia, Medicina e Ortopedia. Voglio sapere quali effetti produrrà la Deliberazione n. 51 della Asl Taranto. Voglio sapere quando saranno pagati i medici e perché sono stati esclusi dalle prestazioni aggiuntive i professionisti in extramoenia proprio mentre manca il personale. Ma soprattutto voglio sapere se esiste ancora la volontà politica di difendere questo ospedale. È intollerabile che tutto questo accada mentre la Regione continua a parlare di rilancio della sanità pubblica e la provincia di Taranto si prepara a ospitare un evento internazionale come i Giochi del Mediterraneo. Non si possono inaugurare opere, tagliare nastri e organizzare grandi eventi mentre, lontano dai riflettori, si lascia morire un ospedale strategico. Lo dico con estrema chiarezza, se dovessero trovare conferma la chiusura del Punto Nascita, il depotenziamento dei reparti e il rischio di paralisi del Pronto Soccorso, non saremmo di fronte a una semplice riorganizzazione. Sarebbe uno smantellamento deliberato della sanità pubblica nell'area occidentale della provincia di Taranto. E quella scelta avrebbe nomi, cognomi e precise responsabilità politiche e amministrative. Nessuno potrà dire di non sapere. Nessuno potrà voltarsi dall'altra parte. Perché quando viene messo in discussione il diritto alla salute di un intero territorio, il silenzio diventa complicità".

Ha dichiarato, in una nota stampa, il consigliere della Lega Antonio Paolo Scalera.